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Quali sono i termini di presentazione del ricorso tributario in caso di irreperibilità?

Ricorso tributario - Caso di irreperibilità

Quali sono i termini di presentazione del ricorso tributario se il postino che vi deve recapitare un avviso di accertamento non vi trova in casa?
I termini di presentazione del ricorso tributario sono determinanti per poter vincere la causa: se si propone un ricorso tardivo, si perde. Particolare attenzione va prestata alla tentata notifica a mezzo posta di un avviso di accertamento se non siamo in casa in quel giorno. Infatti, vi è una normativa complicata e non sempre conosciuta anche dagli operatori del diritto sulla cd. compiuta giacenza che sovverte le conoscenze generali rischiando di commettere errori irreparabili.

Quali sono i termini di presentazione di un ricorso tributario? Cosa succede in caso di tardività?

I termini  per un ricorso tributario sono preziosi. Infatti, sono detti perentori, proprio perchè, una volta scaduti, il tempo di far valere i propri diritti nei confronti del Fisco è “morto”.
È possibile presentare un ricorso tributario fino a sessanta giorni dalla notifica dell’atto tributario (es. avviso di accertamento, cartella di pagamento, diniego espresso di rimborso).
Vi sono diverse modalità di notifica: a mezzo ufficiale giudiziario oppure avvalendosi direttamente del servizio postale.
Nel primo caso l’Agenzia delle Entrate consegna l’atto agli ufficiali notificatori che possono consegnarlo a mani del destinatario o di persona di famiglia oppure effettuare una spedizione con il servizio postale.
In quest’ipotesi, l’Agenzia delle Entrate non notifica direttamente tramite posta, ma si avvale di un soggetto che si “interpone” tra l’Ufficio e la posta.
Nella notifica diretta a mezzo posta, invece, l’Agenzia delle Entrate, applica l’art. 14 della L.  890/2002.

La presentazione del ricorso deve avvenire nel termine perentorio di 60 giorni  dalla notifica.

Quando si considera avvenuta la notifica in caso di irreperibilità?

Se il postino prova a notificare l’atto tributario e non vi trova in casa, si verifica un caso di “irreperibilità relativa”: cioè quel giorno non siete stati reperibili all’indirizzo di residenza o in quello che avete scelto per le notifiche (cd. domicilio eletto).

Il postino vi notifica il giorno successivo, con raccomandata,  un avviso di giacenza, dove riepiloga che il giorno “tal dei tali” ha provato ad eseguire la notifica e non vi ha trovato. Vi informa anche che l’atto si trova in giacenza presso l’Ufficio postale X, dove potrete ritirarlo a partire, usualmente, dal giorno successivo a quello di notifica dell’avviso di giacenza. Infine, vi comunica che, decorsi trenta giorni, dal giorno successivo al rilascio dell’avviso di giacenza, l’atto verrà restituito al mittente.

La notifica dell’avviso di giacenza avviene con busta verde.

Cosa si deve fare se nella buchetta vediamo una busta verde?

Apriamola subito! È sbagliato pensare: aspetto il 29° giorno e poi la vado a ritirare o, peggio, la faccio ritornare al mittente.

Ecco un’ottima ragione per affrettarsi a ritirare l’atto.

La L. 890/2002, all’articolo 8 stabilisce una regola, che è come una “Spada di Damocle” per chi vuole presentare ricorso tributario.

Quando il postino non riesce a notificare un atto tributario, perchè il destinatario è irreperibile, la notifica si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data della spedizione dell’avviso di giacenza tramite raccomandata oppure dalla data del ritiro dell’atto, solo se avviene prima del 10° giorno.

Quindi, a questo tipo di notifica non si applica il principio per cui i termini si calcolano dalla data di conoscenza dell’atto, ma opera una sorta di presunzione (cd. “compiuta giacenza”) che la notifica è avvenuta, al massimo, dopo dieci giorni dalla spedizione della raccomandata che informa il destinatario della tentata notifica.

È da questo giorno che si calcolano i sessanta giorni per presentare ricorso tributario.

Esempio.
Il 10 marzo dell’anno 200X il postino si è recato presso la residenza di Tizio per notificargli una cartella di pagamento.
Tizio era alle Maldive in vacanza.
L’11 marzo il postino ha spedito a Tizio una raccomandata, con l’informazione di aver tentato la notifica e che dal 12 marzo Tizio può andare all’Ufficio postale di Largo Z a ritirarla, dove sarà disponibile fino al 10 aprile.
Tizio torna dalle Maldive il 2 aprile e il 3 va all’Ufficio postale a ritirare la cartella.
Da quale data si devono contare i sessanta giorni per la presentazione del ricorso tributario?
Non dal 3 aprile, ma dal 21 marzo.
In altre parole, Tizio ha “perso” 14 giorni di tempo utile per difendersi.

Queste situazioni sono più frequenti di quanto si possa pensare e sono dei veri e propri “trabocchetti” in cui si rischia di precipitare, la maggior parte delle volte inconsapevolmente.
Per evitare spiacevoli sorprese ricordo di non lasciare le buste verdi nella buchetta (tanto non fioriscono!), nè nel cassetto, ma di aprirle subito e, se contengono un avviso di giacenza, recarsi quanto prima nell’Ufficio postale a ritirarle.

Ultimo consiglio: rivolgetevi ad un avvocato tributarista, la “compiuta giacenza” è materia sua!

 

 

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