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Tari e rifiuti speciali – Quali sono i criteri di calcolo?

Tari e rifiuti speciali - Modalita di calcolo

Rifiuti speciali: distinzione in pericolosi e non pericolosi

Le aree destinate alla produzione industriale o artigianale generano sia rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi che rifiuti speciali assimilabili agli urbani. I rifiuti speciali non pericolosi possono essere assimilati a quelli urbani, sia per qualità che per quantità prodotta.

L’assimilazione dei rifiuti speciali a quelli urbani ed i relativi criteri sono stati effettuati con la Delibera Interministeriale 27.07.1984 che ha stabilito sia le caratteristiche merceologiche dei rifiuti speciali per l’assimilazione qualitativa a quelli urbani sia il limite quantitativo di produzione al mq per permettere che, fino a tale limite i rifiuti speciali si possano assimilare a quelli urbani.

Per questa ragione quando si calcola la TARI occorre valutare se le aree produttive debbano essere incluse e in che misura.

 

Criteri per il calcolo della Tari

Questa decisione non può essere presa a priori, ma occorre considerare: la natura del rifiuto, analizzando  i formulari di identificazione dei rifiuti ed effettuando un sopralluogo nelle aree produttive.

Nonostante l’articolo 184, 3°comma del D. Lgs. 152/06 includa tra i rifiuti speciali, diversi da quelli urbani, i rifiuti da lavorazioni industriali e artigianali, non è scontato che le aree dove tali rifiuti vengono prodotti siano, in ogni caso escluse dalla superficie imponibile TARI.

Questo perchè l’articolo 1, comma 641°, L. 147/2013 prevede che la TARI sia dovuta quando si possiede o detiene un  locale a qualsiasi uso adibiti, suscettibile di produrre rifiuti urbani.

Come spiegato sopra a questa categoria si riconducono anche i rifiuti non pericolosi prodotti fuori dai locali ad uso abitativo, assimilati per quantità e qualità agli urbani.

Per escludere da TARI le aree produttive di rifiuti speciali occorre che essi siano non assimilabili agli urbani e che vi si formino, in via continuativa e prevalente.

 

Situazioni particolari per il calcolo della Tari

Vi sono, tuttavia, situazioni in cui i rifiuti speciali non sono prevalenti rispetto a quelli assimilati agli urbani.

In questi casi è difficile calcolare la superficie assoggettabile a TARI.

Infatti, queste superfici non possono nè essere escluse dalla TARI, nè essere considerate interamente come produttive di rifiuti assimilati agli urbani.

Il Legislatore è intervenuto a risolvere il problema.

Con l’articolo 1, comma 682, della Legge 147/2013 si è stabilito che il Regolamento comunale sulla  TARI preveda, per singole categorie produttive, delle percentuali di riduzione rispetto all’intera superficie produttiva.

Quindi, in queste situazioni è sufficiente consultare il Regolamento Comunale sulla TARI.

È evidente che un calcolo forfettizzato della superficie tassabile sia meno conveniente dell’esclusione totale della superficie.

In molte situazioni è possibile arrivare ad una delimitazione delle superfici produttive di rifiuti speciali assimilabili e non assimilabili agli urbani.

Con la consulenza di un avvocato tributarista che abbia esperienza in materia è possibile effettuare un sopralluogo e modificare lo stato dell’area produttiva, in modo da rendere netta la distinzione.

 

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