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TARI e rifiuti speciali: come si presenta la denuncia di variazione?

Calcolo TARI - Denuncia di variazione

Se ci sono delle modifiche nelle aree soggette a TARI rispetto alla situazione già dichiarata quale strumento si deve utilizzare per comunicarlo al Comune?
Se, ad esempio, la superficie soggetta a TARI indicata nella dichiarazione iniziale comprendeva erroneamente aree produttive di rifiuti speciali non assimilabili, è possibile successivamente comunicare la modifica con la denuncia di variazione, esponendo solo le metrature tassate.
Esistono dei limiti temporali a questo diritto del contribuente? Il Comune è tenuto ad accettare la denuncia di variazione e, quindi, a ridurre le bollette?

 

Quando si può presentare una denuncia di variazione per la TARI?

La denuncia di variazione può essere presentata ogni volta che si verificano delle modifiche alla situazione precedentemente dichiarata.

Esempi.
Ho acquistato un appartamento, l’ho collegato alle utenze e ho presentato la denuncia TARI.
Quando lo vendo devo presentare denuncia di variazione per comunicare al Comune che non sono più io il soggetto passivo della TARI.

Ho preso in locazione un negozio di una certa metratura; qualche anno dopo aumento la superficie. Anche in questo caso devo presentare la denuncia di variazione.

In tutti questi esempi mi sono occupata di situazioni “fisiologiche”; nel caso della produzione di rifiuti speciali non assimilabili agli urbani, la situazione può essere “patologica”.

Il contribuente ha commesso un errore nella dichiarazione originaria: ha indicato l’intera area dello stabilimento.

Dopo aver contattato un avvocato tributarista, si rende conto che il laboratorio produce in via continuativa e prevalente rifiuti speciali non assimilabili agli urbani e, perciò, la superficie del laboratorio non andava compresa in quella complessivamente tassabile.

Esiste, a dire il vero, anche una situazione “fisiologica”: alle aree, prima utilizzate per una determinata attività, in seguito viene attribuita una diversa destinazione, in cui si producono, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali non assimilabili agli urbani.

La denuncia di variazione può essere utilizzata in tutte queste situazioni, anche in quelle dove l’area è stata erroneamente calcolata a danno del contribuente.

Il Comune può rifiutare la denuncia di variazione?

Purtroppo, la pratica professionale mi ha fatto conoscere tante situazioni in cui il funzionario del Comune si è rifiutato di protocollare la denuncia di variazione.
Non in tutte le casistiche, ma solo in quella di riduzione della superficie per produzione di rifiuti speciali non assimilabili agli urbani.

Significa che il contribuente sta abusando di un diritto o che il funzionario sta omettendo un comportamento dovuto?

Il contribuente ha diritto di pagare la TARI solo sulla superficie tassabile e, se per errore, ha dichiarato un’area più estesa rispetto a quella corretta, ha diritto a presentare la denuncia di variazione.

A questo diritto corrisponde l’obbligo per il Comune di accettare e protocollare la denuncia di variazione.

Il funzionario comunale non può accampare nessuna scusa.

Perchè il Comune spesso rifiuta le denunce di variazione?

Come spiegato nel precedente post “TARI e rifiuti speciali: come funziona?” la TARI è un’imposta sconosciuta alla maggior parte dei funzionari comunali, che temono di fare scelte negative per il bilancio comunale.

Il diritto del contribuente a presentare la denuncia di variazione non significa che egli possa abusarne.

Infatti, deve dimostrare di aver diritto all’esclusione da TARI delle aree produttive di rifiuti speciali non assimilabili agli urbani.

In particolare, deve allegare i FIR e i MUD, rilasciati dagli smaltitori privati, che dimostrano la natura del rifiuto e la planimetria dello stabilimento, che conferma le aree indicate nella denuncia di variazione.

Il Comune, dal canto suo, non subisce una situazione senza poterla verificare.

Ha la possibilità di effettuare sopralluoghi presso lo stabilimento del contribuente per  verificare se gli elementi della denuncia di variazione sono reali.

 

La TARI: un’imposta un po’ ignota

La TARI è un’imposta per molti aspetti sconosciuta sia ai contribuenti che ai funzionari dei Comuni. Il rischio corso molto frequentemente è che, soprattutto, le imprese produttive sopportino inconsapevolmente costi alti e sicuramente superiori agli importi dovuti.

Quando si presenta una denuncia di variazione è consigliabile farsi assistere da un avvocato tributarista che conosce la materia per poter sostenere le ragioni del contribuente ed indicare all’Ufficio tributi del Comune i riferimenti normativi della corretta esclusione da TARI delle aree produttive di rifiuti speciali.
Il miglior risultato così si ottiene più celermente a vantaggio di tutti.

 

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