Processo tributario telematico lungaggini

Processo tributario telematico: semplificazione impossibile?

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L’articolo 29 del D.L. 23/2020 (cd. decreto liquidità) introduce una norma di sistema: anche nei processi iniziati in modo cartolare la notifica e il deposito degli atti difensivi e dei provvedimenti giurisdizionali avviene solo in modo telematico. All’atto pratico ciò dà un enorme impulso alla semplificazione, alla riduzione dei tempi connessi agli adempimenti della notifica e del deposito.
Come ogni cambiamento, personale o sociale, presenta un’altra faccia della medaglia.
Ecco una storia professionale vissuta in prima persona.

Notifiche processo tributario covid

Processo tributario: novità sulle notifiche e deposito degli atti

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Dal primo Luglio 2019 il processo tributario si svolge solo con modalità telematiche, salvo che il contribuente si difenda in proprio.
Questo significa che le notifiche dei ricorsi e degli appelli deve avvenire a mezzo PEC e che la costituzione in giudizio si attua con l’upload nel portale del Si.Gi.T. degli atti e documenti, che devono rispettare il formato pdf.p7m.
Se si è iniziato un grado di giudizio in modo cartaceo, occorre arrivare alla sentenza con il medesimo modo.
Dal’8 Aprile 2020 questa regola è stata modificata dall’articolo 29 del D.L. 23/2020 (cd. decreto liquidità).
Vediamo in che modo e con quali effetti.

Processo tributario telematico inammissibilita

Processo tributario telematico: casi di inammissibilità del ricorso.

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Dall’1.07.2019 il processo tributario telematico si svolge, salvo casi marginali, con modalità telematiche. Questo richiede per gli operatori la conversione da una sequenza cartacea ad una telematica, con il necessario cambio di mentalità.
Dall’1.07.2019 non c’è più un “piano B” per chi è refrattario al processo tributario telematico. Occorre prestare particolare attenzione ai formati degli atti, alle modalità di notifica e di costituzione in giudizio per non incorrere nell’inammissibilità del ricorso tributario.
Analizziamo insieme quali possono essere i casi di inammissibilità.

Processo tributario telematico

Processo tributario telematico: quando è inammissibile il ricorso?

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Dal primo Luglio la gestione del contenzioso tributario è passata dal cartaceo al telematico. Nonostante tre anni di regime facoltativo, numerosi sono i dubbi interpretativi. Molto spesso sono dovuti al complicato passaggio da una mentalità analogica ad una digitale.
La difficoltà ad assimilare una mentalità digitale purtroppo può essere fatale ai difensori.
Infatti, il ricorso tributario e, perciò, il processo tributario telematico potrebbero essere invalidati insanabilmente.
La giurisprudenza sarà impegnata in prima linea a dare chiarimenti ed interpretazioni. Un primo interessante contributo risale al 2018, ma diventa interessante a partire dal primo Luglio 2019: la Commissione Tributaria provinciale di Pavia si è pronunciata su un ricorso tributario telematico dichiarandolo inammissibile. Analizziamola insieme.

Quanto dura un processo tributario?

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Il processo tributario, salvo eccezioni, è una procedura snella e veloce. Questo perché è un processo scritto, senza prove testimoniali e, generalmente, con un’unica udienza di trattazione. Come denunciato in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario della Regione Marche, la situazione è destinata drammaticamente a peggiorare. La causa è dovuta al pensionamento del personale di segreteria e dei giudici tributari. Esiste una soluzione?

Ricorso tributario notifica via pec

Ricorso tributario: novità sulla notifica via pec dopo le 21

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La notifica del ricorso tributario è il momento più importante del processo. Infatti, se è tardiva, il ricorso viene dichiarato inammissibile. Cioè, l’attività del difensore è stata inutile ed il diritto del contribuente non avrà chance di essere tutelato. Il processo tributario telematico inizia con la notifica del ricorso via pec. La tecnologia consente di ampliare i termini a disposizione del ricorrente. Infatti, la tecnologia permette di effettuare una notifica a qualsiasi orario, non essendo vincolata ad orari di ufficio. La notifica del ricorso tributario via pec dopo le 21 quando si intende effettuata? Si applica la sentenza n. 75/2019 della Corte costituzionale?

Tremonti ambientale pace fiscale

Contenzioso tributario: no alla pace fiscale per il cumulo della Tremonti ambientale

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La definizione delle liti pendenti apre un ennesimo capitolo della saga sulla cumulabilità della Tremonti ambientale con le tariffe agevolate. L’Agenzia delle Entrate, nella risposta n. 102 ad un’istanza di interpello, nega che possano essere chiuse con la definizione delle liti pendenti le cause in cui sia contestata la cumulabilità della Tremonti ambientale con la Tariffa incentivante del IV Conto Energia. Questa risposta tocca un nervo scoperto e sensibilissimo per le imprese che hanno beneficiato delle Tariffe incentivanti per gli investimenti in impianti fotovoltaici del III, IV e V Conto Energia. È condivisibile questa risposta? Ecco una chiave di lettura.

Avviso di accertamento

Avviso di accertamento – Quali sono i requisiti per ottenere la sospensione?

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Il contribuente che riceve un avviso di accertamento dal 2010 deve affrontare due un problemi. Il primo e fondamentale è capire se ha ragione lui o l’Amministrazione finanziaria. Il secondo problema, che il contribuente deve risolvere dal 2010 è altrettanto decisivo. Il secondo problema è che dal 2010 l’avviso di accertamento è titolo esecutivo. Per i non tecnici significa che, anche se si fa ricorso, occorre pagare un terzo delle imposte accertate per evitare l’esecuzione forzata. Questo secondo aspetto può essere, almeno temporaneamente risolto, ottenendo dalla Commissione tributaria provinciale la sospensione dell’avviso di accertamento. Utilissima è l’ordinanza n. 1439/2017 della Commissione tributaria regionale della Lombardia. Analizziamola insieme.

Avvocato tributarista nel ricorso tributario

È proprio necessario rivolgersi ad un avvocato tributarista?

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Quando si parla di avvisi di accertamento o di cartelle di pagamento non si deve sottovalutare l’importanza dei loro effetti sul patrimonio del contribuente e la delicatezza delle questioni coinvolte. Naturalmente, se si tratta di pochi spiccioli, ci si può difendere anche da soli, dal momento che, in caso di perdita, il rischio è minimo. Gli effetti sul patrimonio del contribuente significano effetti sulla qualità della vita, delle relazioni familiari e sociali, sulla salute. La conclusione è che rivolgersi ad un avvocato tributarista fa la differenza.