Termini per impugnare una cartella di pagamento

Il postino mi ha consegnato una cartella di pagamento. Che faccio?

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La notifica di una cartella di pagamento è come lo sparo in una gara di sprint: chi sta fermo perde. Infatti, la cartella di pagamento è un atto che, se non impugnato nel termine di 60 giorni, diventa definitivo. Quindi, anche se è illegittima, se i termini di impugnazione vengono lasciati scadere, va pagata. E se si “collezionano” cartelle scadute, si può fare qualcosa? Cosa si rischia? Il semplice passare del tempo può essere un rimedio? Scopriamolo insieme.

Sentenza 903-2-2019 CTR Piemonte

Investimenti ambientali: la CTR Piemonte è a favore del contribuente

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L’emendabilità della dichiarazione fiscale è un affare semplice, reso complicato dall’Agenzia delle Entrate. Nonostante la chiarezza delle norme, che sono state anche integrate nel 2016 per renderle più comprensibili, la modifica della dichiarazione a vantaggio del contribuente continua ad essere un problema annoso.
Anche la Corte di cassazione ritiene, in modo costante e condiviso, che la dichiarazione sia modificabile, in quanto dichiarazione di scienza e, addirittura, la modifica può avvenire in sede giudiziaria. Per questo è molto soddisfacente la  sentenza n. 903/2/2019 della Commissione Tributaria Regionale del Piemonte.

Residenza fiscale secondo l'Agenzia delle Entrate

Residenza fiscale persone fisiche: il punto di vista dell’Agenzia delle Entrate

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La risposta all’interpello n. 270/2019 lascia francamente perplessi. Il 18.07.2019 l’Agenzia delle Entrate risponde ad un contribuente con doppia cittadinanza, inglese ed italiana, in modo estremamente formalistico. 
La perplessità, oltre che dalla inopportuna ed incomprensibile rigidità, deriva dal fatto che viene assolutamente disconosciuta l’esistenza dell’articolo 5, comma 5-ter del Decreto Crescita (34/2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30.04.2019).
In attesa e nell’auspicio dell’adozione di un atteggiamento di più ampie vedute analizziamo insieme la risposta 270/2019.

Quanto dura un processo tributario?

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Il processo tributario, salvo eccezioni, è una procedura snella e veloce. Questo perché è un processo scritto, senza prove testimoniali e, generalmente, con un’unica udienza di trattazione. Come denunciato in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario della Regione Marche, la situazione è destinata drammaticamente a peggiorare. La causa è dovuta al pensionamento del personale di segreteria e dei giudici tributari. Esiste una soluzione?

Processo tributario telematico: cosa cambia?

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Dopo quasi tre anni di sperimentazione il processo tributario telematico è una realtà. Personalmente, mi sono confrontata fin da subito con questa novità, ritenendola un’opportunità e l’esperienza lo ha confermato. Il processo tributario telematico migliora l’efficienza dello studio legale e riduce i costi fissi. I difetti rimasti non sono in grado di sminuire il passo avanti che è un processo telematico. Occorre domandarsi: la modalità telematica incide sulla procedura che tutti gli utenti conoscono? Ecco alcune considerazioni.

Presunzione di esterovestizione societaria

Presunzione di esterovestizione societaria: l’analisi di due sentenze

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La Cassazione, nelle sentenze 33234/2018 e 33235/2018, ha ritenuto che la presunzione di esterovestizione vada applicata considerando in modo elastico gli elementi concreti. Molto acuta è la ricostruzione del rapporto tra esterovestizione, costruzione abusiva e diritto di stabilimento e svolgimento effettivo dell’attività economica. Ecco un’analisi approfondita.

Avviso di accertamento

Avviso di accertamento – Quali sono i requisiti per ottenere la sospensione?

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Il contribuente che riceve un avviso di accertamento dal 2010 deve affrontare due un problemi. Il primo e fondamentale è capire se ha ragione lui o l’Amministrazione finanziaria. Il secondo problema, che il contribuente deve risolvere dal 2010 è altrettanto decisivo. Il secondo problema è che dal 2010 l’avviso di accertamento è titolo esecutivo. Per i non tecnici significa che, anche se si fa ricorso, occorre pagare un terzo delle imposte accertate per evitare l’esecuzione forzata. Questo secondo aspetto può essere, almeno temporaneamente risolto, ottenendo dalla Commissione tributaria provinciale la sospensione dell’avviso di accertamento. Utilissima è l’ordinanza n. 1439/2017 della Commissione tributaria regionale della Lombardia. Analizziamola insieme.

Avvocato tributarista nel ricorso tributario

È proprio necessario rivolgersi ad un avvocato tributarista?

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Quando si parla di avvisi di accertamento o di cartelle di pagamento non si deve sottovalutare l’importanza dei loro effetti sul patrimonio del contribuente e la delicatezza delle questioni coinvolte. Naturalmente, se si tratta di pochi spiccioli, ci si può difendere anche da soli, dal momento che, in caso di perdita, il rischio è minimo. Gli effetti sul patrimonio del contribuente significano effetti sulla qualità della vita, delle relazioni familiari e sociali, sulla salute. La conclusione è che rivolgersi ad un avvocato tributarista fa la differenza.

Ricorso tributario - Caso di irreperibilità

Quali sono i termini di presentazione del ricorso tributario in caso di irreperibilità?

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I termini di presentazione del ricorso tributario sono determinanti per poter vincere la causa: se si propone un ricorso tardivo, si perde. Particolare attenzione va prestata alla tentata notifica a mezzo posta di un avviso di accertamento se non siamo in casa in quel giorno. Infatti, vi è una normativa complicata e non sempre conosciuta anche dagli operatori del diritto sulla cd. compiuta giacenza che sovverte le conoscenze generali rischiando di commettere errori irreparabili.