Residenza fiscale persone fisiche covid19

Residenza fiscale e criteri Ocse – La posizione dell’Italia in seguito al Covid19

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Il documento OCSE del 3 Aprile 2020 aveva esaminato l’effetto del lockdown sulla residenza fiscale delle persone fisiche.
L’OCSE invitava i singoli Stati a prendere posizione su questo problema. Eventualmente anche a concludere accordi con altri Stati per fare chiarezza sugli effetti fiscali della permanenza di un lavoratore in un altro Stato.
Solo il 4.12.2020, in risposta ad un’interrogazione parlamentare, il Ministero dell’Economia e delle Finanze offre un ragguaglio su quanto è stato fatto dallo Stato italiano in merito.

Esterovestizione societaria criteri

Esterovestizione societaria e luogo di svolgimento dell’attività

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La costituzione di società all’estero da parte di imprenditori italiani, se svolge attività in Italia, può essere considerata esterovestita? Ovvero, l’esterovestizione societaria può essere contestata se la società esercita l’attività prevista nell’oggetto sociale in Italia? In questo post analizzo un altro criterio per considerare fiscalmente residente in Italia una società con sede legale all’estero. Ossia: il luogo dove viene svolta l’attività essenziale per raggiungere l’oggetto sociale.

Esterovestizione società estere

Società estere ed esterovestizione: a cosa si deve fare attenzione?

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La costituzione di società all’estero da parte di contribuenti italiani da avventura entusiasmante può trasformarsi in un incubo fiscale. Gli imprenditori sono focalizzati sull’investimento, sulle opportunità che offre il mercato dello Stato estero in cui viene creata la società, sulle possibili sinergie. Ed è questo che devono fare. L’imprenditore ha il “senso degli affari” e non può essere delegato ad altri. Anche nel costituire una società all’estero rischia meno l’imprenditore che si limita a fare il suo lavoro. Non può sottovalutare altri aspetti “organizzativi” della sua attività, né può considerarsi un tuttologo. Un bravo imprenditore è chi sa fare le domande giuste alle persone giuste.
In questo post comincio a raccontarvi le domande che mi hanno posto i miei clienti.

Residenza fiscale società Covid19

Residenza fiscale delle società e Covid-19

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Nella fase 1 e forse ancora oggi (fase 3?) alcune funzioni aziendali sono svolte da remoto. Questo vale, a maggior ragione, per le attività svolte dalla dirigenza e dal management. Non si tratta, evidentemente, di una decisione, piuttosto di un rimedio, che si auspica temporaneo. Le società italiane con amministratori esteri o le società estere con amministratori italiani che si trovano in una situazione del genere quali rischi corrono? Possono esserci dei rimedi?

Residenza fiscale dopo il covid19

Residenza fiscale: cosa cambia con il lockdown del Covid19

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I precedenti post sulla residenza fiscale dei lavoratori che hanno aperto un’impresa, iniziato a svolgere attività di lavoro autonomo o dipendente all’estero riguardavano la normalità.
Tizio, cittadino italiano, viene assunto da una società croata per svolgere attività di progettazione. Dove vengono tassati i redditi di lavoro dipendente di Tizio?
Nel 2020 anche in Croazia arriva il Covid-19: Tizio lavora da remoto e con sua famiglia decide di ritornare a Trieste per essere vicino alle famiglie di origine. La residenza fiscale cambia?

Residenza fiscale requisito base

Residenza fiscale delle persone fisiche – Luci ed ombre

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Uno dei requisiti per non essere considerati residenti fiscalmente in Italia è non essere iscritti nelle anagrafi della popolazione residente. Perciò, il contribuente persona fisica che si trasferisce all’estero deve cancellarsi da tali registri anagrafici per iscriversi nell’Anagrafe dei residenti all’estero. Cosa capita a chi omette la cancellazione, per distrazione, perchè impegnato in pensieri e progetti più interessanti della cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente? Vi propongo una visita guidata in un retaggio di archeologia burocratica.

Residenza fiscale secondo l'Agenzia delle Entrate

Residenza fiscale persone fisiche: il punto di vista dell’Agenzia delle Entrate

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La risposta all’interpello n. 270/2019 lascia francamente perplessi. Il 18.07.2019 l’Agenzia delle Entrate risponde ad un contribuente con doppia cittadinanza, inglese ed italiana, in modo estremamente formalistico. 
La perplessità, oltre che dalla inopportuna ed incomprensibile rigidità, deriva dal fatto che viene assolutamente disconosciuta l’esistenza dell’articolo 5, comma 5-ter del Decreto Crescita (34/2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30.04.2019).
In attesa e nell’auspicio dell’adozione di un atteggiamento di più ampie vedute analizziamo insieme la risposta 270/2019.

Residenza fiscale delle persone fisiche: novità dal Decreto crescita?

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L’articolo 5 del Decreto Crescita disciplina gli incentivi fiscali per il “rientro dei cervelli”. Di particolare interesse è l’articolo 5, comma 5-ter,  che riconosce i benefici fiscali anche ai cittadini italiani non iscritti all’AIRE e che rientrino entro il 31 dicembre 2019 purché abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi per il periodo di cui al comma 1, lettera a). L’apertura ad un concetto sostanzialistico, non legato al requisito formale della iscrizione ad un registro anagrafico, può essere applicata anche oltre la fattispecie del rientro dei cervelli? Scopriamolo insieme!

Esterovestizione criteri

Esterovestizione societaria: un caso concreto

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L’apertura di un’attività o la costituzione di una società all’estero è vissuta dai contribuenti italiani come la panacea di tutti i mali. Più frequentemente di quello che si possa pensare non vi è alcuna preparazione, né presa di coscienza delle conseguenze fiscali di quello che si va ad iniziare. I nodi vengono al pettine quando si legge su Internet qualche post di approfondimento. Solo allora sorgono delle domande, più che legittime. Tuttavia, questo comportamento evidenzia l’assoluta mancanza di strategia imprenditoriale e, come conseguenza, il dispendio di tempo e risorse. Ecco un esempio recente.