Residenza fiscale - Trasferimento

Trasferimento della residenza fiscale all’estero – Come comportarsi

Vi siete stancati di esercitare la vostra attività imprenditoriale in Italia? Vi sentite oppressi dalla burocrazia fiscale che vi impedisce di focalizzarvi sul vostro core business? Non avete tutti i torti! Se pensate che il rimedio sia di trasferire la sede e lo svolgimento della vostra attività all’estero, dovete valutare attentamente quali sono gli effetti del trasferimento della residenza fiscale all’estero.
In questo modo potrete evitare spiacevoli sorprese.

Amministratore di fatto nella stabile organizzazione

Amministratore di fatto e stabile organizzazione

La sentenza 21693/2020 della Cassazione offre spunti di riflessione sulla “stabile organizzazione”. In particolare, sull’agente che opera nel territorio italiano. L’articolo 162, comma 6 del DPR 917/86 considera “stabile organizzazione” il soggetto situato in Italia che conclude contratti per conto dell’impresa non residente in Italia.
La condizione è che l’agente non sia indipendente. Ossia operi prevalentemente od esclusivamente per conto di una o più imprese estere a cui è correlato. L’amministratore di fatto si può trovare in questa situazione. Analizziamo insieme la sentenza.

Esterovestizione societaria criteri

Esterovestizione societaria e luogo di svolgimento dell’attività

La costituzione di società all’estero da parte di imprenditori italiani, se svolge attività in Italia, può essere considerata esterovestita? Ovvero, l’esterovestizione societaria può essere contestata se la società esercita l’attività prevista nell’oggetto sociale in Italia? In questo post analizzo un altro criterio per considerare fiscalmente residente in Italia una società con sede legale all’estero. Ossia: il luogo dove viene svolta l’attività essenziale per raggiungere l’oggetto sociale.

Esterovestizione società estere

Società estere ed esterovestizione: a cosa si deve fare attenzione?

La costituzione di società all’estero da parte di contribuenti italiani da avventura entusiasmante può trasformarsi in un incubo fiscale. Gli imprenditori sono focalizzati sull’investimento, sulle opportunità che offre il mercato dello Stato estero in cui viene creata la società, sulle possibili sinergie. Ed è questo che devono fare. L’imprenditore ha il “senso degli affari” e non può essere delegato ad altri. Anche nel costituire una società all’estero rischia meno l’imprenditore che si limita a fare il suo lavoro. Non può sottovalutare altri aspetti “organizzativi” della sua attività, né può considerarsi un tuttologo. Un bravo imprenditore è chi sa fare le domande giuste alle persone giuste.
In questo post comincio a raccontarvi le domande che mi hanno posto i miei clienti.

Residenza fiscale società Covid19

Residenza fiscale delle società e Covid-19

Nella fase 1 e forse ancora oggi (fase 3?) alcune funzioni aziendali sono svolte da remoto. Questo vale, a maggior ragione, per le attività svolte dalla dirigenza e dal management. Non si tratta, evidentemente, di una decisione, piuttosto di un rimedio, che si auspica temporaneo. Le società italiane con amministratori esteri o le società estere con amministratori italiani che si trovano in una situazione del genere quali rischi corrono? Possono esserci dei rimedi?

Stabile organizzazione - Covid-19

Il Covid-19 ha effetti sulla “stabile organizzazione”?

Nel precedente post sull’argomento mi sono chiesta se lo smart working svolto nello Stato di provenienza da parte dei dipendenti che hanno spostato la propria residenza all’estero potesse cambiarne la residenza fiscale. Le modifiche organizzative che si sono rese necessarie per mitigare gli effetti del Covid-19 e che continueranno anche nella fase “2” potrebbero avere delle conseguenze anche sulla “stabile organizzazione” delle imprese. L’OCSE si è posta il problema e scopriamo a quali conclusioni è giunta.

Residenza fiscale dopo il covid19

Residenza fiscale: cosa cambia con il lockdown del Covid19

I precedenti post sulla residenza fiscale dei lavoratori che hanno aperto un’impresa, iniziato a svolgere attività di lavoro autonomo o dipendente all’estero riguardavano la normalità.
Tizio, cittadino italiano, viene assunto da una società croata per svolgere attività di progettazione. Dove vengono tassati i redditi di lavoro dipendente di Tizio?
Nel 2020 anche in Croazia arriva il Covid-19: Tizio lavora da remoto e con sua famiglia decide di ritornare a Trieste per essere vicino alle famiglie di origine. La residenza fiscale cambia?

Presunzione di esterovestizione societaria

Presunzione di esterovestizione societaria: l’analisi di due sentenze

La Cassazione, nelle sentenze 33234/2018 e 33235/2018, ha ritenuto che la presunzione di esterovestizione vada applicata considerando in modo elastico gli elementi concreti. Molto acuta è la ricostruzione del rapporto tra esterovestizione, costruzione abusiva e diritto di stabilimento e svolgimento effettivo dell’attività economica. Ecco un’analisi approfondita.

Esterovestizione societaria

Esterovestizione societaria: come ci si oppone?

Spesso le società che hanno deciso di espandere all’estero la propria attività, costituendo dei soggetti giuridici che hanno sede legale, svolgono l’attività e sono gestite all’estero, rischiano di vedere contestata un’esterovestizione “di fatto”, con tutte le conseguenze, anche penali, che possono derivarne. Una sentenza della Commissione Tributaria provinciale di Milano permette di fare alcune considerazioni sulla difesa del contribuente.