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Sponsorizzazioni sportive e attività dell’impresa: qual è il filo rosso?

Sponsorizzazioni sportive e attività d'impresa

Sulle sponsorizzazioni sportive le pronunce della Cassazione seguono un “filo rosso”: le sponsorizzazioni sono deducibili se inerenti all’attività dell’impresa. Perciò, la contestazione non si deve appuntare sull’economicità o congruità della spesa, ma sulla estraneità all’oggetto sociale.

 

Sponsorizzazioni sportive: il filo rosso delle pronunce della Cassazione

Nel precedente post “A chi spetta la prova dell’inerenza delle spese?” avevo analizzato la sentenza n. 5197/2018 della Cassazione sul collegamento tra spese e ricavi.
L’inerenza di una spesa e, quindi, la sua deducibilità, ad avviso della Corte di Cassazione, va valutata confrontando il costo con l’attività svolta dall’impresa, risultante dall’oggetto sociale.
Questa asserzione della Suprema Corte è un “filo rosso” che lega le varie pronunce sull’inerenza dei costi, in particolare delle sponsorizzazioni, rispetto all’attività d’impresa.
Il caso deciso dalla sentenza 5197/2018 riguardava la contestazione della non inerenza dei costi in quanto non legati ai ricavi dell’attività d’impresa.
Pertanto, l’Agenzia delle Entrate aveva contestato la deducibilità dei costi.
La sentenza n. 5197/2018 ha rigettato il ricorso della società contribuente.
Perché ha ritenuto che i costi dedotti non fossero funzionali rispetto all’attività svolta.
Ad avviso della Corte di Cassazione il contribuente non aveva provato la connessione dei costi di gestione con l’attività d’impresa.

 

Cosa è necessario affinché una spesa di sponsorizzazione debba ritenersi deducibile?

L’ordinanza 6368/2021 verte sulle sponsorizzazioni sostenute da un’impresa di pellami.
La sponsorizzazione era a favore di auto gran turismo.
L’Agenzia delle Entrate aveva vinto in entrambi i gradi di merito.
In particolare, la Commissione tributaria regionale aveva ritenuto la sponsorizzazione incongrua rispetto all’attività sponsorizzata.
Inoltre, gli impegni assunti dallo sponsee in relazione alle prestazioni accessorie (disponibilità dei piloti ad incontri, accoglienza, partecipazione ad eventi) erano generici e, quindi, indice di anti economicità.
Altrettanto erano stati ritenuti gli spazi dedicati al logo dello sponsor.
Cioè, lo sponsor avrebbe pagato troppo per lo spazio che era riservato al suo logo.

La decisione della Suprema Corte mette in rilievo “il filo rosso” del pensiero dei giudici su questo argomento.
Cosa è necessario affinché una spesa di sponsorizzazione debba ritenersi deducibile?
Il giudice deve cercare una correlazione del costo non in relazione ai ricavi, ma all’attività imprenditoriale nel suo complesso, considerando l’oggetto dell’impresa.
Perché?
Per la nozione di reddito d’impresa, che fa escludere dal novero dei costi deducibili solo quelli che si collocano fuori dall’attività imprenditoriale.

 

Inerenza delle spese di sponsorizzazioni sportive con l’attività d’impresa

Quali effetti ha questo collegamento con l’attività d’impresa?
Il primo effetto è che non ha alcuna rilevanza la congruità o l’utilità del costo rispetto ai ricavi. Infatti, l’inerenza è un giudizio di tipo qualitativo e non quantitativo.
Un esempio aiuta a rendere meno fumoso questo concetto.
Acqua fresca Srl commercializza acque minerali.
La sponsorizzazione di una squadra di calcio è inerente all’attività svolta dallo sponsor (inerenza di tipo qualitativo).
Non interessa che la sponsorizzazione della squadra per l’intero campionato ammonti a € 50.000 (inerenza di tipo quantitativo).
Né ha alcun interesse il confronto (che spesso l’Agenzia delle Entrate fa) tra la sponsorizzazione di Acqua fresca Srl e quella di Sani e forti Srl che commercializza prodotti dietetici e che spende per il medesimo campionato 20.000 €.
Nella controversia decisa dalla Corte di Cassazione non ha alcun rilievo il rapporto tra lo spazio riservato al logo dello sponsor e l’importo della sponsorizzazione.
Dove aveva aveva sbagliato la Commissione tributaria regionale?
Nel fondare il giudizio di non inerenza sulla sproporzione del costo rispetto al potenziale ritorno commerciale offerto dalle manifestazioni sponsorizzate.
Come avrebbe dovuto decidere?
Avrebbe dovuto valutare se la sponsorizzazione fosse o non estranea rispetto all’attività imprenditoriale della società contribuente.

 

 

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