Avvocato tributarista JesiAvvocato tributarista RiminiInerenza delle spese di sponsorizzazione

Spese di sponsorizzazione sportiva: deducibilità

Spese di sponsorizzazione - Inerenza Spese pubblicità

L’orientamento della Suprema Corte del 2018, inaugurato con l’ordinanza 450, è orientato ad un concetto aziendalistico di inerenza delle sponsorizzazioni.
Il problema principale per un’impresa che intenda sponsorizzazione una squadra o un evento sportivo è quello fiscale.
La spesa di sponsorizzazione è deducibile dal reddito: sarà contestata in sede di verifica fiscale o di accertamento?

Nella mia esperienza professionale mi sono occupata di tanti accertamenti sulle sponsorizzazioni.
Credo fermamente che l’impresa possa, in tutta tranquillità, sostenere spese di sponsorizzazione.

Tuttavia, mia altrettanto tenace convinzione è che l’impresa si va a mettere nei guai se pensa di sostenere spese di sponsorizzazione affidandosi al solo suo buon senso.
Ecco perchè chi si rivolge ad un avvocato tributarista prima o durante le trattative delle sponsorizzazioni ha una marcia in più.

 

Cosa si intende per inerenza delle spese di sponsorizzazione?

Come ho più approfonditamente spiegato nel mio post “Inerenza delle spese di sponsorizzazione”, fino al 2018 gli studiosi di diritto tributario legavano l’inerenza delle spese di sponsorizzazione all’articolo 109, 5° comma del DPR 917/86, secondo cui:

“Le spese e gli altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, tranne gli oneri fiscali, contributivi e di utilità  sociale, sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito o che non vi concorrono in quanto esclusi”.

Le pronunce della Cassazione dal 2018 sottolineano questo errore.
Infatti, l’articolo 109, 5° comma, DPR 917/86 riguarda un ben distinto aspetto: il collegamento tra costi ed attività imponibili.

Cosa significa?
Il costo per essere deducibile dal reddito d’impresa deve essere collegato ad un’attività che produce ricavi tassati.
Altrimenti, c’è un doppio vantaggio fiscale per l’impresa: il ricavo è esentato e il costo è deducibile.

Sono stati necessari decenni perchè la Cassazione arrivasse a questo convincimento: l’impresa che sostiene spese di sponsorizzazione per dedurle dal reddito d’impresa non deve affatto considerare questo legame con i ricavi.

Su questo aspetto mi sono soffermata nel post “Inerenza delle spese di sponsorizzazione – Il chiarimento dell’ordinanza n.8981 del 6.04.2017 della Cassazione”.

In termini pratici che effetti ha?
Quando un imprenditore decide di sostenere una spesa di sponsorizzazione deve scegliere una squadra, uno sport ed un territorio non legati ai ricavi, ma all’attività che svolge.
Semplice no?

Faccio un esempio.
L’impresa che produce shampoo può sponsorizzare qualsiasi tipo di sport, perchè, dopo ogni allenamento od ogni gara, gli atleti fanno la doccia.
Stesso discorso vale per l’impresa che produce accappatoi in microfibra.

Non è, invece, inerente la spesa di sponsorizzazione di una squadra di calcio sostenuta da un’impresa che vende occhialini da nuoto.
Altrettanto non inerente è la sponsorizzazione della squadra del paese da parte di una società che ha esclusivamente un mercato estero.

 

Cosa pensa la Corte di Cassazione dal 2018 sull’inerenza delle spese di sponsorizzazione?

Una prima buona notizia è che viene confermata l’ordinanza n.8981 del 6.04.2017.
In parole semplici, in tutte le sentenze in cui la Cassazione ha deciso su accertamenti relativi alle sponsorizzazioni ha voluto escludere che l’inerenza significhi legame tra il costo di sponsorizzazione e i ricavi dell’impresa.

La seconda buona notizia per gli imprenditori è un’evoluzione del concetto di inerenza, più attenta agli aspetti aziendalistici.
Questo significa meno teoria e più realtà!

Negli scorsi anni le sentenze più illuminate collegavano la spesa di sponsorizzazione all’attività d’impresa e questo era certamente un segnale di apertura.
Tuttavia, perchè le spese di sponsorizzazione fossero deducibili chiedevano anche che fornissero, anche solo potenzialmente, direttamente o indirettamente, una utilità all’attività d’impresa.

In altre sentenze degli anni scorsi la Cassazione, forse preoccupata di creare derive dannose per l’Erario, ha utilizzato una considerazione “quantitativa” dei costi.
Questo significa richiedere che la spesa di sponsorizzazione fosse congrua e non antieconomica.

Chi mi legge e lavora all’interno di un’impresa o è lui stesso imprenditore sa che con questi pensieri si corre il pericolo di imboccare un sentiero di questioni di “lana caprina”.

Portano solo molto contenzioso e creano danni al sistema economico.

Questi sentieri scivolosi sono stati abbandonati a partire dall’ordinanza n. 450 del 11/01/2018.
Finalmente, la Cassazione ha affermato che per essere inerenti le sponsorizzazioni devono essere riferite all’esercizio dell’attività imprenditoriale.
Inoltre, va esclusa ogni valutazione in termini di utilità (anche solo potenziale o indiretta) o congruità.

L’inerenza delle spese di sponsorizzazione è di carattere qualitativo e non quantitativo.

A questo inizio incoraggiante del 2018 ha fatto seguito un’altra interessante ordinanza: la n. 3170  del 09/02/2018.

I giudici della Cassazione hanno approfondito le loro riflessioni in merito al rapporto di causalità diretta tra spesa di sponsorizzazione e vantaggio per l’impresa.
Hanno preso atto che il vantaggio non è detto debba esservi.
Questo è naturale, dato che si parla di investimento in un settore, quello pubblicitario, che è sempre un tentativo di raggiungere un obiettivo.

La Cassazione è andata oltre, ritenendo che tale rapporto di causalità diretta tra spesa di sponsorizzazione e vantaggio per l’impresa non trova un riscontro in dati normativi.

In sintesi, ciò significa che l’Agenzia delle Entrate quando richiede un nesso di causalità tra spesa di sponsorizzazione e utilità per l’impresa non sta applicando una norma tributaria.
Questa è un’affermazione pesantissima!

Le medesime considerazioni sono state fatte per quanto concerne il profilo quantitativo o di congruità.
La spesa di sponsorizzazione attiene o non attiene all’attività d’impresa a prescindere dalla sua entità.

 

In che modo questo orientamento aiuta l’impresa che intende fare sponsorizzazioni?

Il 2018 è stato un anno favorevole al contribuente in merito all’inerenza delle spese di sponsorizzazione.
Ho citato solo due sentenze, ma sono molto più numerose e confermano, in modo costante, il pensiero che l’inerenza delle spese di sponsorizzazione sia legata all’attività d’impresa.

Questa è la bussola che deve utilizzare l’imprenditore.
Questa dev’essere la sua preoccupazione.
A questa condizione deve fare attenzione quando sceglie di sostenere una squadra o un evento sportivo.

Allora da domani significa che si può utilizzare la sponsorizzazione di importo elevato solo perchè è fiscalmente deducibile?
No.
Questo è un aspetto che va, comunque, ponderato, perchè la contestazione potrebbe essere fatta sotto un altro punto di vista.

Se siete interessati seguite il mio prossimo post: “L’inerenza quantitativa e la congruità delle spese di sponsorizzazione sono morte nel 2018?”.

Chi intende farmi domande di approfondimento, anche su casi specifici, può inviarmi una mail a info@atlrstudio.it.

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