Avvocato tributarista JesiAvvocato tributarista RiminiInerenza delle spese di sponsorizzazione

Spese di sponsorizzazione – L’inerenza non è automatica per l’IVA

Spese sponsorizzazioni e IVA

Quali sono le condizioni perchè le spese di sponsorizzazione sportiva siano considerate inerenti? Come si dimostra l’inerenza e quali sono gli effetti?
Per essere considerate inerenti all’attività d’impresa e, perciò dedotte, le sponsorizzazioni devono sottostare a determinate condizioni. L’esistenza delle condizioni dell’inerenza delle spese di sponsorizzazione va dimostrata dal contribuente. Per assolvere questo onere della prova sono preziosi i contratti ed i documenti che dimostrano sia l’esistenza dell’impegno contrattuale, sia l’effettuazione delle sponsorizzazioni medesime.
Si tratta di particolari importanti, che devono essere curati con attenzione. La scontatezza o la sciatteria nell’attenzione ai dettagli può danneggiare la prova dell’inerenza delle spese di sponsorizzazione.

Gli effetti di questa incuria sono: l’accertamento di maggiori IRES ed IRAP, l’indetraibilità dell’IVA afferente a dette spese e l’irrogazione della sanzione per infedele dichiarazione.

Una recente sentenza della Commissione tributaria provinciale di Catania introduce un filone creativo che dà l’opportunità di approfondire la portata della prova dell’inerenza delle spese di sponsorizzazione.

 

Cosa sono le spese di sponsorizzazione?

Le sponsorizzazioni sportive sono un modo di fare pubblicità. Il veicolo pubblicitario è un’associazione sportiva ovvero un ente che gestisce una manifestazione sportiva e che – a fronte di un corrispettivo – si impegna a diffondere un certo messaggio pubblicitario su incarico dello sponsor (cioè l’impresa che paga la sponsorizzazione).

Perciò, sotto un profilo contrattuale, i contratti di sponsorizzazione sono a prestazioni corrispettive: diffusione del messaggio pubblicitario (denominazione o ragione sociale, marchio o attività dello sponsor) da parte dell’associazione sportiva a fronte di dazione di denaro da parte dello sponsor.

Un esempio di sponsorizzazione è l’esposizione sul cofano di un’auto da competizione del logo con la denominazione sociale o il prodotto/servizio dello sponsor.

 

A che categoria di spesa appartengono le sponsorizzazioni?

Le sponsorizzazioni fanno parte delle spese di pubblicità, di cui costituiscono una specie che si caratterizza nel modo spiegato nel precedente paragrafo.

Questo inquadramento è stato riconosciuto anche dal Ministero delle Finanze con la Risoluzione 17.06. 1992, n. 9/204, in riferimento ad un contratto di sponsorizzazione che contemplava l’esposizione del marchio dello sponsor sulle auto da gara e l’utilizzazione del materiale del team automobilistico sul materiale pubblicitario dello sponsor.

Il riferimento normativo delle spese di sponsorizzazione è l’articolo 108, comma 2°, 1° periodo  del DPR 917/86, che stabilisce:

“Le spese di pubblicità e di propaganda sono  deducibili nell’esercizio in cui sono state sostenute o in quote costanti nell’esercizio stesso e  nei quattro successivi”.

 

Basta per l’inerenza la natura di spese di pubblicità?

Non basta che le spese di sponsorizzazione appartengano alla categoria delle spese di pubblicità per essere deducibili dal reddito.

Infatti, deve esistere l’inerenza all’attività d’impresa.

Secondo un orientamento la base giuridica dell’inerenza delle spese di sponsorizzazione sarebbe l’articolo 109, 5° comma del DPR 917/86, che stabilisce:

“Le spese e gli altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, tranne gli oneri fiscali, contributivi e di utilità  sociale, sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito  o che non vi concorrono in quanto esclusi”.

Perciò, per essere inerenti e, quindi, deducibili, le spese di sponsorizzazione devono essere valutate in collegamento con l’attività prevista dall’oggetto sociale dello sponsor.

Ad esempio, per una Srl che ha come oggetto sociale la prestazione di servizi assicurativi può ritenersi inerente la sponsorizzazione di una gara sportiva di qualsiasi genere. Infatti, la copertura dal rischio di infortunio è collegata a qualsiasi attività sportiva.

 

Alcuni consigli per dimostrare l’inerenza

Come accennavo sopra, sono estremamente utili per provare l’inerenza delle spese di sponsorizzazione: il contratto, i documenti contabili e quelli che dimostrano lo svolgimento della sponsorizzazione, documentando il legame con l’oggetto sociale dello sponsor.

 

Cosa si rischia se le sponsorizzazioni non sono inerenti?

Il rischio che si corre in una contestazione di non inerenza delle spese di sponsorizzazione è che il costo è tassato. In altre parole, le sponsorizzazioni ritenute non inerenti hanno l’effetto di maggiori IRES ed IRAP, oltre all’IVA su queste prestazioni, che viene ritenuta indetraibile. Infatti l’articolo 19, 1° comma, DPR 633/72 condiziona la detraibilità dell’IVA all’inerenza del costo all’attività d’impresa, arte o professione.

Perciò, l’indetraibilità dell’IVA significa che il costo viene sopportato come se l’impresa fosse un privato.

Oltre alle maggiori imposte vengono irrogate sanzioni per infedele dichiarazione IRES, IRAP ed IVA.

 

La presunzione assoluta di inerenza per le sponsorizzazioni alle associazioni sportive dilettentistiche

Questa rigidità nella prova dell’inerenza delle sponsorizzazioni viene mitigata quando i destinatari sono le associazioni sportive dilettantistiche e le sponsorizzazioni non superano il limite di € 200.000.

Per favorire la diffusione dello sport dilettantistico è prevista una presunzione assoluta di inerenza per le sponsorizzazioni nei confronti di associazioni sportive dilettantistiche che promuovono l’immagine o di prodotti dello sponsor.

Perciò, in queste situazioni non ci si deve preoccupare.
È proprio vero?

 

Cosa insegna la sentenza 6313/12/2018 della Commissione Tributaria Provinciale di Catania

La sentenza “mette una pulce nell’orecchio” dell’avvocato tributarista che deve consigliare il proprio cliente.
I giudici hanno ritenuto che, dal punto di vista IVA, le spese di sponsorizzazione fossero incongrue rispetto ai costi ed al fatturato, perchè eccessive.
Questa sottolineatura non è condivisibile, dal momento che l’IVA è governata dal principio del corrispettivo e non può essere sindacata la congruità del costo.

Un esempio chiarisce questi concetti difficili.

Se Alfa Spa pattuisce con l’ASD Pallavolo Altissime di effettuare una sponsorizzazione di 100.000 €, non può essere contestata l’eccessività del costo per la situazione reddituale di Alfa Spa.
L’unica contestazione può essere di inesistenza del costo, ma questo esula dal tema di oggi.

Allora a che serve la sentenza?

L’inerenza va valutata da un punto di vista qualitativo e questo vale anche per l’IVA.
Dal punto di vista pratico il suggerimento che dà la sentenza è di non sottovalutare che la sponsorizzazione sportiva sia inerente con l’oggetto sociale.
Inoltre, fa riflettere anche sugli aspetti probatori: non bisogna “sedersi sugli allori” perchè le sponsorizzazioni si presumono inerenti fino a € 200.000, in quanto questo non vale per l’IVA.

Perciò, occorre mantenere l’attenzione sulla cura dei documenti a corredo della sponsorizzazione.

 

 

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