Spese di sponsorizzazione – La Commissione Tributaria provinciale di Reggio Emilia si pronuncia a favore

In merito all’inerenza delle spese di sponsorizzazione, la sentenza n. 310/2/2017 della Commissione Tributaria provinciale di Reggio Emilia conferma l’orientamento della giurisprudenza a favore delle imprese che intendono sponsorizzare le associazioni sportive dilettantistiche. Questa è una buona notizia che consente alle imprese di pianificare i progetti di pubblicità in modo più sereno.

Per poter essere deducibili dal reddito d’impresa le spese di sponsorizzazione non basta che esse siano inquadrate come spese di pubblicità (articolo 108, 2° comma, 1° periodo del DPR 917/86), ma occorre che le spese di sponsorizzazione siano inerenti all’attività d’impresa.

L’inerenza delle spese di sponsorizzazione si determina in riferimento all’attività risultante dall’oggetto sociale dello sponsor.

Se il beneficiario della sponsorizzazione è un’associazione sportiva dilettantistica, per stabilire che la sponsorizzazione sia o meno inerente, occorre applicare  l’articolo 90, comma 8°, della Legge 289/02.

Questa norma introduce una presunzione legale assoluta di inerenza delle sponsorizzazioni sportive, che, quindi, sono deducibili dal reddito d’impresa dello sponsor.

La presunzione legale assoluta di inerenza delle spese di sponsorizzazione erogate a favore di associazioni sportive dilettantistiche, tuttavia, opera al verificarsi di una serie di condizioni elencate dall’articolo 90, comma 8°, della Legge 289/02.

Spese di sponsorizzazione – La sentenza della Commissione Tributaria di Reggio Emilia

La sentenza n. 310/2/2017 della Commissione Tributaria provinciale di Reggio Emilia, depositata il 6.12.2017, si pone nel solco tracciato da una serie di pronunce della Cassazione, che hanno enunciato un principio di diritto consolidato (ord. :21333/17, 8981/17 e 7202/17) sull’inerenza delle sponsorizzazioni ad associazioni sportive dilettantistiche.

Esso stabilisce che l’articolo 90, comma 8°, della Legge 289/02 per le spese di sponsorizzazione a favore di associazioni sportive dilettantistiche introduce una presunzione legale assoluta di qualificazione, nei limiti di € 200.000, come spese di pubblicità, quindi inerenti e congrue all’esercizio dell’attività commerciale.

In sostanza, applicando l’articolo 90, comma 8°, della Legge 289/02, le sponsorizzazioni sono necessariamente considerate inerenti all’attività d’impresa dello sponsor e, come tali, deducibili.

Questa presunzione opera a determinate condizioni:

  • il beneficiario della sponsorizzazione dev’essere un’associazione sportiva dilettantistica;
  • la sponsorizzazione non deve superare, nel periodo d’imposta,  € 200.000;
  • la sponsorizzazione deve essere volta mirare a promuovere l’immagine ed i prodotti del soggetto che eroga la sponsorizzazione;
  • il beneficiario della sponsorizzazione deve svolgere effettivamente specifica attività promozionale (ad. es.: affiggendo cartelloni, apponendo il marchio sulle divise da gioco ecc.).

La sentenza della Commissione Tributaria provinciale di Reggio Emilia non è innovativa, non fa altro che acquisire l’orientamento della Cassazione.

Questo è confortante, perchè significa che i giudici di merito riconoscono l’autorevolezza della Corte di Cassazione (non è così scontato) e perchè conferma l’interpretazione a favore del contribuente in materia di sponsorizzazioni ad associazione sportive dilettantistiche.

Per i contribuenti significa tranquillità nelle scelte aziendali.

Per chi sostiene spese di sponsorizzazione è molto importante che la presunzione esposta sopra sia legale assoluta.
Infatti, se si verificano le condizioni richieste dall’articolo 90, comma 8°, Legge 289/02, l’inerenza e la deducibilità della sponsorizzazione non sono contestabili dall’Agenzia delle Entrate.

 

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