Contenzioso tributarioFalsa fatturazioneInerenza delle spese di sponsorizzazione

Spese di sponsorizzazione – Un caso di contestazione e la sua soluzione

Contestazione delle spese di sponsorizzazione

La pratica professionale mi ha insegnato che, quando l’Agenzia delle Entrate contesta la falsità delle fatture di sponsorizzazione, viene sempre formulata anche una seconda contestazione: quella di non inerenza delle spese sostenute rispetto all’attività svolta dallo sponsor.

 

Fatture di sponsorizzazione e non inerenza delle spese

Non sempre la seconda contestazione coglie nel segno e mi rimane difficile capire perchè venga formulata, credo, forse, per rafforzare la prima.

Penso che il rilievo di mancata inerenza sia uno dei più difficili da giustificare per un funzionario accertatore, nonostante sia uno dei più frequenti. Infatti, per contestare che un costo sostenuto non abbia nulla a che vedere con l’attività svolta dall’imprenditore occorre aver compreso che attività viene svolta.

Occorre, poi, studiare le modalità di svolgimento di quell’attività e se ci sono attività collegate.

Infine, occorre motivare nell’avviso di accertamento perchè le spese di sponsorizzazione non sono inerenti all’attività d’impresa, indicando le prove, documentali e/o indiziarie, a supporto.

Invece, gli avvisi di accertamento che ho letto, tutti invariabilmente, si limitano all’asciutta e superficiale contestazione: la sponsorizzazione non è inerente.

 

Un caso di “sponsorizzazione non inerente”

Il caso che sto per raccontare mi ha coinvolto non solo dal punto di vista professionale, ma anche da quello umano.
Infatti, questo cliente, dopo aver letto sul sito un mio articolo di commento ad una sentenza della Cassazione sulle spese di sponsorizzazione, mi ha telefonato facendomi domande concitate e pressanti.
Quasi non credeva alla possibilità di difesa dal rilievo di non inerenza delle spese di sponsorizzazione, aveva fretta e mi chiedeva un parere urgente, mancando poco tempo alla scadenza dei termini per ricorrere.
Sulle prime, il suo modo di fare mi aveva indisposto: quando io mi rivolgo ad un’altra persona, perchè non so risolvere un problema, perchè non faccio quella professione o quel mestiere, osservo ed, eventualmente, faccio domande di comprensione.
Le domande che mi aveva insistentemente fatto quell’imprenditore non erano quesiti umili, di chi, si è sì informato, ma riconosce la propria ignoranza.
Erano quasi domande d’esame, volte a verificare fino a che punto ero preparata.
Nonostante quest’impressione negativa, il caso mi interessava e decisi di studiarlo.

 

Avvisi di accertamento per non inerenza delle spese

Avevo a che fare con uno dei tanti avvisi di accertamento che l’Agenzia delle Entrate aveva emesso in un piccolo comune marchigiano (distante circa un’ora da Jesi); tutte le imprese che avevano effettuato sponsorizzazioni alle associazioni sportive dilettantistiche locali erano state “visitate”.
L’Agenzia contestava sia l’inesistenza parziale, ritenendo che una parte del denaro pagato per le sponsorizzazioni fosse stato restituito, che la non inerenza delle spese rispetto all’attività dell’impresa.

Nel parere evidenziai gli elementi a favore del contribuente che potevano essere utilizzati nella difesa in giudizio, corredati dagli orientamenti della giurisprudenza.
In sostanza, risposi ai dubbi dell’imprenditore e gli fissai un termine molto ravvicinato per decidere se conferirmi l’incarico.
All’appuntamento in studio si presentò un ragazzone alto e ansioso.
Mi raccontò la sua storia: aveva 31 anni e, dopo gli studi tecnici, aveva lavorato nella società di lavorazioni meccaniche aperta dal padre.
Purtroppo, due anni prima il padre era stato colpito da ictus e improvvisamente era stato costretto a prendere le redini della società, ai tempi della crisi.
Il racconto mi fece comprendere le ragioni del tono della prima telefonata e, inconsapevolmente, decisi di prenderlo “sotto la mia ala”, anche se non è certo uno sprovveduto, anzi è un imprenditore molto preparato, anche negli aspetti contabili e fiscali.

Tornando alle spese di sponsorizzazione, mi informai da lui sulla tipologia di attività svolta, sulle macchine impiegate e sulla localizzazione della clientela.
Mi resi conto che, a differenza di quello che era scritto dall’Agenzia delle Entrate, le spese di sponsorizzazione non erano state sostenute in modo approssimativo e casuale, ma erano assolutamente mirate.
Infatti, essendo la clientela locale, la sponsorizzazione alla squadra di calcio del paese, particolarmente seguita, anche dalla stampa locale,  era del tutto logica.
Inoltre, venni a sapere che aveva avuto degli effetti, potendo documentare l’incremento di fatturato nel tempo.

 

Cosa contestava l’Agenzia delle Entrate?

L’Agenzia delle Entrate contestava la retrocessione del denaro e, perciò, la falsa fatturazione parziale senza alcuna documentazione, facendo delle illazioni prive di qualsiasi riscontro.

Vincemmo la causa in primo grado e ora siamo in attesa di discutere in secondo grado.

Questo giovane imprenditore è stato soddisfatto del lavoro e della dedizione e mi ha affidato anche la difesa nei confronti di avvisi di accertamento, con contestazioni alle spese di sponsorizzazione degli anni successivi.

 

 

Come ho scritto sopra, questo caso mi è particolarmente caro per diverse ragioni.

  • È stato uno dei primi clienti che mi ha contattato dopo aver letto un mio post, senza che gli fossi segnalata da un suo conoscente.
  • È stato l’inizio di un rapporto di stima professionale reciproca.
  • Il contenzioso di primo grado è stato di grande soddisfazione, poichè sono stati rari i contribuenti che hanno vinto.

Soprattutto, lo studio per questo caso è stato come ripetere un allenamento in palestra: mi erano già capitate le contestazioni delle spese di sponsorizzazione e le false fatturazioni, ma la circostanza in cui erano state avanzate dall’Agenzia in questo caso era differente.

Proprio come l’allenamento è il ripetersi di esercizi già noti, anche la soluzione di problemi già conosciuti, ma formulati in modo leggermente diverso, per il contesto o per la tipologia di cliente, ha approfondito la mia esperienza.

 

 

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