Avvocato tributarista JesiAvvocato tributarista RiminiCalcolo della Tari per i rifiuti speciali

Rifiuti speciali e calcolo della TARI – Un caso concreto

Presupposti per escludere dal calcolo della TARI determinate aree produttive

L’articolo 184, 3°comma del D. Lgs. 152/06 comprende tra i rifiuti speciali, diversi da quelli urbani, i rifiuti da lavorazioni industriali e artigianali. Tuttavia, non è automatica l’esclusione da TARI di queste tipologie di superfici.

Il presupposto per escludere le aree produttive di uno stabilimento, come in questo caso, dell’autosalone, è che in esse si producano, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali non assimilabili agli urbani.

Questo presupposto, in caso di istanza di rimborso della TARI, deve essere provato dal contribuente, allegando la planimetria, i MUD ed I FIR che dimostrano la tipologia di rifiuto prodotto.

Se, invece, si intende contestare un avviso di accertamento che accerta la maggiore superficie soggetta a TARI, occorre, in sede contenziosa, assolvere il medesimo onere della prova.

 

Calcolo della TARI: la sentenza n. 19/1/2018 della Commissione Tributaria provinciale di Rimini

La sentenza n. 19/1/2018 della Commissione Tributaria provinciale di Rimini, pur non completamente condivisibile, è di interesse, proprio perchè conferma l’esclusione da TARI delle superfici in cui viene svolta l’attività di riparazione di autoveicoli.

Il contenzioso è stato generato dalla presentazione di una denuncia di variazione da parte dell’autofficina che, inizialmente, aveva assoggettato a TARI l’intero stabilimento.
La denuncia di variazione esclude l’autofficina, in quanto in essa vengono prodotti rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, smaltiti dal contribuente tramite aziende private appositamente autorizzate.
Alla denuncia sono stati allegati: la planimetria quotata, da cui è possibile quantificare le aree soggette a TARI e quelle escluse, i MUD ed i FIR.

Il Comune dov’è ubicata l’autofficina non ha condiviso l’interpretazione del contribuente ed ha notificato avviso di accertamento, con cui ha recuperato la TARI anche sulla superficie produttiva di rifiuti speciali.

La motivazione addotta dal Comune è che l’eventuale produzione di rifiuti speciali non assimilati agli urbani, a suo avviso, non riguarderebbe, in via continuativa e prevalente, l’intera superficie dell’autofficina, ma solo l’area in cui i rifiuti speciali vengono depositati per il conferimento agli smaltitori.
Il Comune sostiene che di tale area non sia stata data alcuna prova da parte del contribuente.

La Commissione tributaria provinciale di Rimini ha ritenuto che, in base all’articolo 1, commi 642 e 649 della L. 147/2013, l’esclusione delle superfici produttive di rifiuti speciali da TARI sia condizionata alla dimostrazione della formazione di rifiuti speciali in via continuativa e prevalente.

Tuttavia, l’assimilabilità ai rifiuti urbani è esclusa dall’art. 184 del D. Lgs. 152/06 per i rifiuti speciali pericolosi.

Applicando questi presupposti alla situazione concreta sottoposta alla sua decisione, la Commissione tributaria provinciale di Rimini ha tratto la conclusione che la superficie dell’autofficina è esclusa da TARI, in quanto produttiva, in via continuativa e prevalente, di rifiuti speciali pericolosi.

Questa sentenza, pur essendo favorevole al contribuente, lascia perplessi.

Se è pregevole l’esclusione da TARI, in quanto si producono rifiuti pericolosi, la Commissione non ha considerato la richiesta complessiva del contribuente, rigettando implicitamente la richiesta di esclusione di tutte le superfici produttive di rifiuti speciali, non in quanto pericolosi, ma in quanto non assimilabili agli urbani.

 

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