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Residenza fiscale delle persone fisiche: requisiti e criteri

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Residenza fiscale all’estero per persone fisiche: requisiti

Come ho spiegato nel precedente post “La risposta n. 25 dell’Agenzia delle Entrate sulla residenza fiscale delle persone fisiche”, le persone fisiche si considerano fiscalmente residenti in Italia se:

  1. sono iscritte per la maggior parte del periodo d’imposta nelle anagrafi della popolazione residente;
  2. hanno il domicilio in Italia;
  3. hanno in Italia la residenza ai sensi del codice civile.

Ricordo che sono tre criteri alternativi, perciò ne basta uno per essere fiscalmente residenti in Italia.

Nel caso in cui una persona fisica emigri all’estero e si cancelli dalle anagrafi della popolazione residente potrebbe, comunque, essere considerata fiscalmente residente in Italia, in quanto qui conserva in Italia il domicilio (ossia la sede dei propri affari o interessi) o la residenza.

Solitamente domicilio e residenza coincidono.
Sono diversi se la persona fisica vive in un Comune diverso da quello in cui lavora o studia.

 

Residenza fiscale all’estero: dove vengo tassato?

Esempi.
Sempronio abita a Bologna e lavora a Roma → Bologna è il Comune di  residenza, Roma è il Comune di domicilio.
Mevio vive e lavora a Empoli → il domicilio coincide con la residenza.
Immaginiamo che Mevio sia un professore che abbia ottenuto una docenza presso un’università americana della durata di due anni e che si cancelli dalle anagrafi della popolazione residente.
L’Agenzia delle Entrate è intervenuta proprio su questa fattispecie.
Un contribuente ha percepito dei compensi per attività di ricerca svolta nel 2017 negli USA.
Si è cancellato dalle anagrafi della popolazione residente l’8.11.2017 e chiede all’Agenzia delle Entrate se i compensi siano tassati in Italia.
Infatti, l’articolo 20 della Convenzione contro le doppie  imposizioni Italia – USA esenta da imposizione i compensi che vengono percepiti, per un periodo non superiore a due anni, per attività di ricerca o docenza.

Cosa significa?
Significa che i compensi non sono tassati  negli Stati Uniti.

La domanda del contribuente è: sono esenti anche in Italia?
La risposta dell’Agenzia delle Entrate è negativa.

 

Come faccio a capire dove sono fiscalmente residente??

Infatti, come ho spiegato nel post “La risposta n. 25 dell’Agenzia delle Entrate sulla residenza fiscale delle persone fisiche” per essere residenti occorre che per la maggior parte del periodo d’imposta (cioè 183 giorni) si sia residenti e domiciliati in Italia.
Il contribuente si è cancellato l’8.11.2017, perciò per il 2017 è stato residente e domiciliato in Italia per la maggior parte del periodo d’imposta (più di 183 giorni).
Perciò, il reddito percepito negli USA non può essere esentato in Italia, ma il contribuente pagherà l’IRPEF in Italia.
Nel 2018 il contribuente sarà fiscalmente residente in USA, non pagherà l’IRPEF in Italia e sarà esentato anche dalle imposte sul reddito in USA.

Questa risposta dimostra ancora una volta che non è affatto semplice capire dove si è fiscalmente residenti e, quindi, dove si pagano le imposte.
Non esiste una risposta preconfezionata, ma occorre un’applicazione caso per caso.

Per situazioni complesse come questa occorre affidarsi ad un avvocato tributarista, che è il professionista qualificato per trovare la soluzione appropriata.

 

 

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