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Regole per lo smaltimento dei rifiuti di imballaggi secondari

Smaltimento rifiuti imballaggi

Nel precedente post “Gli imballaggi sono rifiuti speciali?” abbiamo iniziato un viaggio ideale nella galassia degli imballaggi.

Siamo partiti dalle nozioni fondamentali: cosa si intende per imballaggi? Gli imballaggi sono quei prodotti, di qualunque tipo di materiale, che sono utilizzati per contenere merci, materie prime o prodotti finiti, per proteggerle, per permetterne la manipolazione e la consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, per renderle presentabili. Gli imballaggi comprendono anche gli articoli a perdere utilizzati a questo scopo.

In particolare, il legislatore ha disciplinato:

  • gli imballaggi primari: sono un’unità di vendita per l’utente finale o il consumatore e vengono utilizzati nel punto di vendita (negozio, supermercato ecc.);
  • gli imballaggi secondari: si utilizzano  nel punto di vendita (negozio, supermercato ecc.) per raggruppare un certo numero di unità di vendita, indipendentemente dal fatto che siano venduti come tale all’utente finale o al consumatore o che servano solo per  facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto di vendita;
  • gli  imballaggi terziari: sono funzionali a facilitare la manipolazione ed il trasporto di merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi multipli per evitare la loro manipolazione o i danni connessi al trasporto, esclusi i container per i trasporti stradali, ferroviari, marittimi ed aerei.

 

Il CONAI

Tutti noi siamo a conoscenza del Consorzio CONAI, che significa Consorzio Nazionale Imballaggi.
Aderiscono obbligatoriamente al CONAI i produttori e gli utilizzatori di imballaggi.

Produttori: sono i produttori e gli importatori di materie prime che sono utilizzate per costruire gli imballaggi, i produttori-trasformatori delle materie prime in imballaggi e gli importatori di semilavorati destinati a imballaggi, i produttori di imballaggi vuoti, gli importatori-rivenditori di imballaggi vuoti.

Utilizzatori: gli acquirenti-riempitori di imballaggi vuoti, gli importatori di “imballaggi pieni” (cioè di merci imballate), gli autoproduttori (che producono/riparano imballaggi per confezionare le proprie merci), i commercianti di imballaggi pieni (acquirenti-rivenditori di merci imballate), i commercianti di imballaggi vuoti (che acquistano in Italia e rivendono questi imballaggi senza effettuarne alcuna trasformazione).

 

Come si finanzia il CONAI?

Il consorzio CONAI è privato e, perciò, non viene finanziato con le imposte dei contribuenti, ma con il Contributo Ambientale CONAI.
Con Contributo Ambientale CONAI viene ripartito tra i produttori e gli utilizzatori il costo per i maggiori oneri della raccolta differenziata, per il riciclaggio e per il recupero dei rifiuti di imballaggi.
Il costo viene ripartito “in proporzione alla quantità totale, al peso e alla tipologia del materiale di imballaggio immessi sul mercato nazionale”.

 

Che vincoli ci sono per smaltire i rifiuti degli imballaggi secondari?

Sono partita dal CONAI e dal Contributo Ambientale CONAI perchè c’entra con il modo di smaltire gli imballaggi secondari.

Proviamo a ragionare: i produttori e gli utilizzatori di imballaggi devono pagare il Contributo Ambientale CONAI per finanziare la raccolta differenziata, il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti di imballaggio.
Quindi, significa che gli imballaggi e i rifiuti di imballaggio sono trattati al di fuori del circuito comunale.

È sempre così?
Trattando degli imballaggi secondari è parzialmente vero.

Infatti, l’articolo 226 del D. Lgs. 152/06 prevede che eventuali imballaggi secondari possono essere conferiti al servizio pubblico dal commerciante al dettaglio solo in raccolta differenziata, se la stessa sia stata attivata. Altra condizione è che il commercio al dettaglio si svolga su superfici non superiori a 150 mq nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti o non superiore a 250 mq nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti.

Perché esistono queste condizioni?
Perché i rifiuti di imballaggi secondari non sono come “i cartoni di casa”, ma sono rifiuti speciali che non sono assimilabili ai rifiuti urbani e non possono essere smaltiti negli impianti comunali.

L’eccezione sono i rifiuti di imballaggi secondari prodotti su piccole superfici e con popolazione residente non numerosa.

Comunque, anche in questi casi, se il Comune non ha attivato la raccolta differenziata non possono essere smaltiti insieme ai rifiuti urbani.

 

Conclusioni

La prima tappa del nostro viaggio nella galassia degli imballaggi ha confermato che sono molto distanti dal pianeta della conoscenza comune.
Solo un consulente preparato ed esperto può guidarvi nel viaggio del corretto calcolo delle superfici in cui si producono imballaggi.
La competenza e l’esperienza in materia vi evita non solo di pagare importi, ma anche di essere responsabili di reati ambientali.

 

 

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