Effetti fiscali del contratto di affidamento fiduciario

Regime fiscale dell’ affidamento fiduciario – Un possibile aiuto da un chiarimento ministeriale

Trust e affidamento fiduciario

Nel precedente post “Agevolazioni fiscali per l’affidamento fiduciario” ho affrontato il tema del regime fiscale dei redditi prodotti dal fondo fiduciario. Questo aspetto non è disciplinato dalla Legge 112/2016, che addossa agli interpreti la soluzione del problema su chi sia il soggetto passivo (il fondo fiduciario? il beneficiario del medesimo?) e, di conseguenza, di come vengano tassati. Una risposta a questa domanda potrebbe venire dall’applicazione “analogica” della prassi ministeriale emessa emanata in relazione al trust. Queste considerazioni hanno trovato pronta conferma in una risposta data dalla Direzione Centrale Normativa e contenzioso all’interpello n. 954-909-2016 sul trust autodichiarato.

Sommario.

  1. Cos’è il trust autodichiarato?

  2. Qual’è il contenuto della risposta all’interpello n. 954-909-2016?

  3. Perchè può essere interessante per l’affidamento fiduciario?

 

1. Cos’è il trust autodichiarato?

In questa tipologia di trust il Disponente ed il Trustee coincidono. Si attua una distorsione dalla figura ordinaria del trust, in cui i beni vengono affidati dal disponente ad un terzo, detto trustee, che li deve gestire nell’interesse di un soggetto beneficiario. Infatti, nel trust autodichiarato il Disponente non attua alcun trasferimento ad un terzo soggetto, ma si limita ad apporre un vincolo di destinazione su alcuni suoi beni, separandoli dal restante suo patrimonio. La segregazione pertanto si verifica all’interno del patrimonio del Disponente. Dal punto di vista fiscale veniva considerato nullo, in quanto privo dell’oggetto tipico del trust, cioè il trasferimento di beni dal disponente ad un soggetto terzo, per realizzare un programma predefinito. Infatti, si riteneva che il trust autodichiarato, in cui il disponente ed il trustee coincidono, fosse utilizzato come mero schermo tra il disponente ed i creditori.

 

2. Qual’è il contenuto della risposta all’interpello n. 954-909-2016?

L’istanza di interpello riguarda un trust autodichiarato che era stato istituito, in base alla L. 112/2016, da un genitore a favore del figlio gravemente disabile. Con questo trust il genitore/disponente trasferisce dei beni a favore del proprio figlio disabile; tuttavia, è evidente che il disponente svolge anche le funzioni del trustee, in quanto è la persona più vicina al disabile, lo conosce e può gestire al meglio i beni del trust.

La Direzione centrale normativa riconosce la validità di tale tipo di trust autodichiarato, in quanto finalizzato allo scopo riconosciuto dalla L. 112/2016 e, di conseguenza, chiarisce che il regime fiscale dei redditi prodotti dal trust è quello del trust opaco: i redditi vengono tassati in capo al trust e non in capo al beneficiario.

 

3. Perchè può essere interessante per l’affidamento fiduciario?

Questa risposta, pur riguardando il trust istituito ai sensi della L. 112/2016, in realtà, si può estendere a tutti i casi di patrimoni formati in base agli istituti riconosciuti dalla L. 112/2016:

  • costituzione di vincoli di destinazione di beni immobili o di beni mobili iscritti in pubblici registri, ex art. 2645 ter del Codice civile;
  • istituzione di fondi speciali, composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati con contratti di affidamento fiduciario.

Ricordo che nel precedente post “Agevolazioni fiscali per l’affidamento fiduciario” ho rappresentato che chi intende costituire un fondo fiduciario non sa quale sia il regime fiscale applicabile ai redditi prodotti dal fondo, in quanto manca nella L. 112/2016 la disciplina fiscale.

La prassi ministeriale esistente, in materia di trust, ritiene che i redditi dei trust trasparenti vengano tassati in capo al beneficiario, mentre quelli dei trust opachi in capo al trust.

È evidente che la risposta ad un interpello da parte della Direzione Centrale normativa è particolarmente autorevole e consente a chi sta valutando quale strumento utilizzare  tra quelli elencati dalla L. 112/2016 di scegliere con maggior serenità e consapevolezza.

Cosa significa? Il fondo fiduciario può essere equiparato ad un trust opaco e, perciò, i redditi prodotti dai beni del fondo vengono tassati in capo al fondo, secondo le regole degli enti non commerciali.

Perciò, si può concludere che i redditi prodotti dai beni che costituiscono il fondo fiduciario, in quanto derivanti da beni funzionalmente volti al raggiungimento dello scopo di mantenimento e assistenza della persona gravemente disabile, fissati dalla L. 112/2016, sono, come nel caso del trust opaco, tassati in capo al fondo, con l’applicazione, dall’1.01.2017, dell’aliquota del 24%.

Dunque, viene esclusa l’interpretazione che considera il fondo fiduciario come un trust cd. trasparente, con la conseguente (ingiusta ed illogica) tassazione dei redditi prodotti dal fondo fiduciario in capo al disabile, a cui viene applicata l’IRPEF con le aliquote progressive.

 

 

Articoli correlati:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *