Avvocato tributarista AnconaAvvocato tributarista RiminiEffetti fiscali degli investimenti esteri delle persone fisiche

Rebus IVAFE nel peer-to-peer lending

Peer-to-peer lending e ivafe

Nel mio post “Investimenti esteri: tassazione e adempimenti” mi sono occupata degli adempimenti fiscali dei contribuenti fiscalmente residenti in Italia che effettuino investimenti all’estero.
Le persone fisiche che hanno investimenti esteri devono ottemperare ad alcuni adempimenti fiscali: presentare il Modello RW, all’interno della dichiarazione dei redditi e compilare il Quadro per dichiarare i redditi prodotti dagli investimenti esteri.

I redditi derivanti da peer-to-peer lending devono essere considerati sempre all’interno della “cornice” degli adempimenti necessari per gli investimenti esteri.

In parole semplici, gli interessi conseguiti da finanziamenti peer-to-peer sono all’interno della categoria redditi derivanti da investimenti esteri.

 

Quali adempimenti deve seguire chi effettua il peer-to-peer lending?

Per poter concedere un investimento peer-to-peer è necessario aprire un conto corrente estero.
Perciò, un primo adempimento è compilare il Quadro RW per dichiarare le attività estere di natura finanziaria che possono generare redditi di fonte estera imponibili in Italia.

I depositi e conti correnti bancari aperti all’estero sono questo tipo di attività.
Perciò, se il conto corrente estero ha un valore massimo annuo superiore  a Euro 15.000 andrà dichiarato.
Tra le informazioni da indicare vi sono  il valore iniziale e finale dell’investimento.

La compilazione del Quadro RW assolve a necessità di monitoraggio fiscale.

 

Come vengono tassati gli interessi derivanti da peer-to-peer lending?

Gli interessi che le persone fisiche residenti fiscalmente in Italia incassano dal peer-to-peer lending sono redditi di capitale.
Infatti, sono espressamente elencati nell’articolo 44, DPR 917/86.

Come redditi di capitale devono scontare l’aliquota del 26%.

 

Come viene applicata l’aliquota fiscale nelle piattaforme di crowdlending estere?

Non viene applicata.
Infatti, le piattaforme estere non sono “sostituti d’imposta” come le banche o le finanziarie italiane.

Queste ultime, al momento di accreditare gli interessi al soggetto finanziatore, operano la ritenuta del 26%.
Quindi, il finanziatore riceve gli interessi netti, cioè già tassati.

Invece, le piattaforme di crowdlending estere erogano interessi lordi e questo crea un problema per il percettore.
Occorre che il reddito lordo venga denunciato nella dichiarazione fiscale, affinchè sia tassato.

Perciò, se oltre all’apertura del conto corrente, vengono accreditati anche interessi, occorrerà compilare il Quadro RL.

 

Gli interessi derivanti da peer-to-peer lending e l’IVAFE.

Se gli interessi accreditati dalle piattaforme di crowdlending sono soggetti ad IVAFE, il Quadro RW svolgerà anche la funzione di calcolo dell’IVAFE dovuta.

L’IVAFE, infatti,  si applica ai prodotti finanziari, conti correnti e libretti di risparmio detenuti all’estero.

Un finanziamento può essere considerato un prodotto finanziario?
Se sì, sarà soggetto ad IVAFE.

In merito a questa domanda non ci sono risposte ufficiali.

Occorre applicare la logica e l’articolo 44, DPR 917/86 sui redditi di capitale.

A mio avviso gli interessi da finanziamento non sono un prodotto finanziario, ma un reddito di capitale.

Perciò, la persona fisica che, tramite lending peer-to-peer ad un mutuatario estero, riceva interessi non è soggetto ad IVAFE.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *