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Quanto dura un processo tributario?

Il processo tributario, salvo eccezioni, è una procedura snella e veloce. Questo perché è un processo scritto, senza prove testimoniali e, generalmente, con un’unica udienza di trattazione. Come denunciato in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario della Regione Marche, la situazione è destinata drammaticamente a peggiorare. La causa è dovuta al pensionamento del personale di segreteria e dei giudici tributari. Esiste una soluzione?

Nei miei precedenti post “Costi di un ricorso tributario in Commissione Tributaria”, mi sono occupata dei costi del ricorso tributario, dei termini per proporre ricorso “Quali sono i termini di presentazione del ricorso tributario in caso di irreperibilità?” “Ricorso tributario – Novità 2018 nei termini per la presentazione”,  sulla notifica del ricorso tributario a mezzo pec “Ricorso tributario: novità sulla notifica via pec dopo le 21” e sul passaggio al processo tributario telematico “Processo tributario telematico: cosa cambia?”.

 

Miglioramento del processo tributario

Soprattutto nell’ultimo post ho affrontato il tema del cambiamento epocale, di organizzazione, di metodologia, di mentalità che il processo tributario telematico introduce.

Credo si tratti di un’eccellente opportunità a vantaggio di tutti.
Sì, perché siamo tutti contribuenti e sfortunatamente potrebbe capitare ad ognuno di noi di ricevere un avviso di accertamento o una cartella di pagamento illegittimi o di dover subire il diniego di un rimborso dovuto.

Perciò, il miglioramento del processo tributario interessa tutti ed è strano che questo processo rimanga costantemente fuori dalla ribalta mediatica.

Non è il processo degli evasori fiscali.
Per vostra informazione gli evasori fiscali non hanno niente da perdere e non impugnano gli atti che ricevono.
Anche perché in quel caso sono assolutamente legittimi.

 

Durata del processo tributario

Non ho mai scritto di quanto dura il processo tributario.
Oggi, invece, credo sia un argomento di assoluto interesse.

Il processo tributario è molto veloce: certo che esistono Commissioni tributarie estremamente lente!
Questo, però, non riguarda la struttura del processo, ma l’annoso e mai risolto aspetto di chi non fa il proprio dovere.

Molti processi che ho seguito a partire dal ricorso in primo grado si sono conclusi in due anni, tre al massimo con il ricorso per cassazione.
Credo fermamente che non possa essere diversamente: se un contribuente riceve la notifica di un avviso di accertamento, è il suo patrimonio ad essere in pericolo e, perciò, la risposta deve essere quanto mai tempestiva.
Se, poi, questo contribuente è un imprenditore, sono anche a rischio posti di lavoro…

Questa “isola felice” potrebbe scomparire a breve?
Il pericolo è reale ed è dovuto al pensionamento, anche grazie a “quota 100” di numerosi impiegati degli uffici di segreteria delle Commissioni tributarie che, ad esempio, nella Regione Marche, lasceranno totalmente sguarnite alcune Commissioni tributarie provinciali.

La stessa situazione vale per i giudici tributari, in alcuni casi fortemente carenti.
Ad esempio, la Commissione Tributaria Regionale delle Marche è fortemente sottodimensionata, sia per il personale di segreteria che per i giudici. Questo significa che i processi di secondo grado durano 7, 8 anni e, nel frattempo, il contribuente paga, sottraendo disponibilità alla propria attività o alle esigenze della vita personale.

Questo significa diniego di giustizia e non è accettabile.

Ogni problema ha una soluzione e qui è facile: indire concorsi per nuovo personale oppure spostare personale in esubero da altri enti pubblici.

La difficoltà arriva spostandoci dalla teoria alla fase attuativa: pochi sanno che i giudici tributari sono dipendenti del Ministero delle Finanze (cioè di una delle parti in causa). Più correttamente dovrebbero essere dipendenti del Ministero della Giustizia.

Il Ministero delle Finanze ha interesse a migliorare l’efficacia del processo tributario?

Questa è una domanda da un milione di dollari.

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