Contenzioso tributario

Quando si prescrivono le cartelle di pagamento?

Cartelle di pagamento Agenzia delle entrate - Pescrizione

Entro quanti anni l’Agenzia delle Entrate può incassare il credito indicato in una cartella di pagamento non impugnata dal contribuente?
Se la cartella di pagamento non è stata impugnata nei sessanta giorni dal ricevimento diventa definitiva. Questo significa che il credito non può più essere contestato dal contribuente, neppure se la cartella di pagamento sia stata emessa per errore di persona o per duplicazione di somma. Ormai “i buoi sono scappati”, perciò ciò che interessa il contribuente in questi casi è: qual’è il termine di prescrizione di un credito dell’Agenzia delle Entrate?

Ho già spiegato in altri post che la cartella di pagamento diventa definitiva, se non viene impugnata, entro sessanta giorni presentando ricorso al giudice tributario.

 

Quali sono gli effetti della definitività della cartella di pagamento?

Il contribuente non può più far valere i propri diritti e la deve pagare o in modo spontaneo (con un pagamento in unica soluzione o rateale) oppure in modo coattivo, cioè subendo l’esecuzione forzata.

Perciò, è importante leggere la cartella di pagamento e, se non è comprensibile, rivolgersi ad Agenzia Entrate Riscossione per avere spiegazioni.

Se si è compreso che la cartella di pagamento va annullata, ad esempio perchè il credito è già stato pagato, occorre contattare tempestivamente un avvocato tributarista per valutare insieme l’opportunità di presentare un ricorso tributario contro la cartella di pagamento.

Queste indicazioni sono valide anche quando la cartella, per varie ragioni, non è stata impugnata.

Infatti, la cartella di pagamento è un titolo esecutivo, cioè permette all’Agenzia delle Entrate Riscossione di iniziare l’esecuzione forzata sul patrimonio del contribuente debitore (ad esempio: pignorando il conto corrente, l’autovettura, lo stipendio).

 

Per quanto tempo il debitore si trova questa “spada di Damocle”?

Fino al 2016 esistevano due orientamenti in giurisprudenza e la sentenza n. 23397/2016 delle Sezioni Unite della Cassazione aveva deciso che i crediti indicati nelle cartelle di pagamento si prescrivono non in dieci anni, ma a seconda del tipo di tributo.

Ad esempio, le cartelle per il bollo auto in tre anni, per la tassa rifiuti cinque anni.

Cattive notizie all’orizzonte per i contribuenti!

La bozza di legge di bilancio contiene una norma interpretativa che, beffandosi dell’orientamento delle Sezioni Unite della Cassazione, che nel nostro ordinamento hanno il compito di interpretare ufficialmente le norme (compito svolto in questo caso), prevede che il termine di prescrizione delle cartelle non contestate sia sempre dieci anni.

Attenzione! Questo varrà non solo per il futuro, ma anche per il passato.

Cosa significa?

Che le cartelle di pagamento, che fino ad oggi consideravate prescritte e per le quali avete eliminato la documentazione, si considerano non scadute, con le conseguenze di cui sopra.

Che fare allora?

Non rivolgetevi al “primo che passa” per risolvere i vostri problemi fiscali, ma ad un avvocato tributarista, che è un esperto del settore.

 

 

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