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Quadro RW e liquidità non dichiarata in Paesi “black list”: termini di decadenza

Quadro RW sanzioni paesi offshore

Per contrastare la fuga dei capitali in Paesi black list è stata introdotta una presunzione legale relativa. Alle sanzioni nella misura dal 6 al 30% degli importi non dichiarati si somma la presunzione relativa, a cui, cioè, il contribuente può dare prova contraria, che la liquidità esportata nei Paesi black list e non dichiarata nel Quadro RW, su cui non sono stati indicati neppure i successivi investimenti, sia proveniente da redditi non dichiarati.

Nel precedente post Quadro RW e investimenti in Paesi “black list” – Sanzioni ho spiegato che gli investimenti in Paesi “Black list” possono essere molto rischiosi.
Domandiamoci: qual è la ragione effettiva che fa scegliere un Paradiso fiscale?
Ha dei consulenti finanziari particolarmente brillanti, considerando l’irraggiamento del sole?
Ho concluso che la scelta di spostare capitali ed effettuare investimenti in Stati a fiscalità privilegiata sia solo per occultarli al Fisco italiano.
Finora non ho mai trovato nessuno che mi smentisse.
Come ho ricordato nel post Quadro RW e investimenti in Paesi “black list” – Sanzioni, l’investimento si sceglie per il rendimento che dà e non per il risparmio fiscale.
Ci sono però dei contribuenti che amano arricchire il loro cardiologo.
Sono gli stessi che hanno il consulente “da bar”, che è sempre anni luce avanti rispetto a noi normali avvocati tributaristi che pensiamo che le norme siano la stella polare.

 

Quadro Rw – In caso di omessa compilazione

Ho già informato questi amanti del brivido che l’omessa compilazione del Quadro RW è sanzionata dal 6 al 30% degli importi non dichiarati.
Infatti, in caso di investimenti in Paesi “Black list”, le sanzioni ordinarie dal 3 al 15% degli importi non dichiarati sono raddoppiate.
A questo effetto negativo della mancata compilazione si aggiunge la presunzione che le provviste per effettuare gli investimenti provengano da redditi non dichiarati.
Questo è un aspetto da non sottovalutare.
Cosa c’entra con il termine di decadenza?
In termini comprensibili: per quanto tempo possono essere controllati i contribuenti che hanno esportato capitali in Paesi “Black list” senza dichiararli nel Quadro RW?
Se non è stato compilato il Quadro RW, ma la dichiarazione dei redditi è stata presentata, il termine è di dieci anni da quello in cui è stata presentata la dichiarazione.
Se, invece, non è stata presentata neppure la dichiarazione dei redditi, il termine è di quattordici anni.
Otto/nove anni dopo aver trasferito i capitali all’estero questi amanti del brivido saranno in grado di ricordare la composizione dei propri redditi?
Avranno tenuto i documenti giustificativi?
La situazione si aggrava in caso di omessa dichiarazione. I chiarimenti possono essere chiesti dieci/undici anni dopo.

 

Quadro RW – Il consiglio dell’avvocato tributarista

Perciò, è ostico dare la prova che i redditi esportati in Paesi black list e non esposti nel Quadro RW sono stati effettivamente dichiarati.
Il consiglio che vi do: compilate il Quadro RW prima di fare un bonifico verso l’isola di Tonga.
E se i vostri soldi sono dipartiti senza essere stati dichiarati?
Riducete i danni.
Preparate la documentazione che dimostra che i redditi esportati derivano, ad esempio, da redditi di lavoro dipendente o da redditi di locazione assolti con cedolare secca.
Siete disperati?
Cercate un avvocato tributarista.

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