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Processo tributario telematico: cosa cambia?

Dopo quasi tre anni di sperimentazione il processo tributario telematico è una realtà. Personalmente, mi sono confrontata fin da subito con questa novità, ritenendola un’opportunità e l’esperienza lo ha confermato. Il processo tributario telematico migliora l’efficienza dello studio legale e riduce i costi fissi. Nel tempo, e soprattutto a ridosso del termine del primo Luglio, sono stati apportati dei miglioramenti al portale www.giustiziatributaria.gov.it per renderlo maggiormente fruibile dagli utenti. I difetti rimasti non sono in grado di sminuire il passo avanti che è un processo telematico. Occorre domandarsi: la modalità telematica incide sulla procedura che tutti gli utenti conoscono? Ecco alcune considerazioni.

 

Perché è importante la scelta del processo tributario telematico?

Nei miei precedenti post “Costi di un ricorso tributario in Commissione Tributaria”, mi sono occupata dei costi del ricorso tributario, dei termini per proporre ricorso “Quali sono i termini di presentazione del ricorso tributario in caso di irreperibilità?” “Ricorso tributario – Novità 2018 nei termini per la presentazione” e sulla notifica a del ricorso tributario a mezzo pec “Ricorso tributario: novità sulla notifica via pec dopo le 21

In questo post voglio affrontare l’aspetto attualmente più importante e “in voga”: il passaggio dal processo tributario cartaceo a quello telematico.

È sorprendente non tanto la scelta, quanto la sua attuazione che ha superato gli ostacoli essenzialmente di mentalità soprattutto da parte delle segreterie e dei giudici.

Ovviamente non si può generalizzare: la maggior parte degli uffici di segreteria è riuscito a gestire il cambiamento in modo efficace, così come la maggior parte dei giudici è già abituata al telematico, sia per l’uso privato e quotidiano di questo strumento, sia per la sua adozione nel processo civile.

Tuttavia, occorre essere onesti: lo studio e l’applicazione pratica si è fondata soprattutto sulla buona volontà degli uffici di segreteria più che su istruzioni e corsi ad hoc, quindi il risultato è maggiormente lodevole.

La scelta di far passare la gestione del processo tributario dal cartaceo al digitale è epocale.

La sua importanza riguarda, a mio avviso, due aspetti:

  1. l’archiviazione dei fascicoli, con risparmio di costi;
  2. la riduzione di casi di smarrimento di fascicoli e migliore organizzazione delle segreterie.

Questo primo aspetto va inquadrato all’interno del Codice dell’amministrazione digitale e dell’archiviazione documentale in generale.

Il secondo aspetto, tutto da attuare, è l’udienza a distanza che permetterebbe al difensore, a tutto vantaggio dei contribuenti, di poter partecipare all’udienza “da remoto”.
Questo eliminerebbe i costi per le trasferte, a volte di ammontare elevato.

Spero vivamente che si trovino le risorse per arrivare all’udienza telematica.

 

Cosa cambia per l’avvocato tributarista?

La sfida del processo tributario telematico riguarda, evidentemente, anche le parti processuali. Cosa implica? Come è stata vissuta?

Posso parlare della mia esperienza.
Ho seguito con molto disinteresse il processo civile telematico ed alcune annose problematiche e me lo sono potuta permettere, dato che non pratico il civile.

Nella mia esperienza professionale avevo vissuto in prima persona il passaggio dalla dichiarazione fiscale cartacea al 760PC fino all’adozione di Entratel e, nonostante le difficoltà, la ricordo come un’esperienza possibile.

Nel 2016 insieme ad un collega della Commissione processo civile telematico dell’Ordine degli Avvocati di Rimini ho iniziato a partecipare ai seminari sul processo tributario telematico. Si è trattato di un passaggio ad un modo per me sconosciuto, con diverse nozioni di informatica giuridica (documento informatico, originale, copia informatica, duplicato informatico e così via). Ho sempre avuto un approccio aperto alle novità e non mi piace improvvisare.

Non entro nel dettaglio per non annoiarvi; vi basti sapere che questo è stato il mio approccio.

L’approccio di molti altri colleghi è stato attendista, quando non totalmente refrattario.

Per rispondere alla domanda “cosa cambia per l’avvocato tributarista”: per me è stato un cambio di mentalità.

Sono gradualmente passata da un’organizzazione cartacea del mio studio, ad una digitale: l’archivio, i programmi per la creazione di file pdf/a-1a/b, la firma digitale, la conservazione digitale delle pec.

È stata un’avventura che mi ha fatto conoscere aspetti nuovi, ha incrementato la mia conoscenza.

Dal punto di vista dell’organizzazione ho ulteriormente considerato lo studio come un’impresa, con gli investimenti da fare (perché, evidentemente, il processo telematico richiede degli strumenti adeguati), i software che si possono utilizzare gratuitamente su Internet ecc.

Infine, trovo il processo tributario telematico molto comodo, perché elimina le commissioni all’ufficio postale, mi permette di notificare e costituirmi in giudizio 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

 

Il processo tributario telematico incide sulla procedura?

Ai numerosi convegni a cui ho partecipato e sui social network vengono spesso posti quesiti su alcuni aspetti procedurali che sono disciplinati dal D. Lgs. 546/92 (normativa sul processo tributario).

Rispondere a queste domande non è difficile, basta leggere la normativa e noi avvocati lo facciamo tutto il giorno!

Il processo tributario telematico è stato introdotto in attuazione dell’articolo 16 bis, D. Lgs. 546/92, quindi notifica telematica. La normativa di attuazione riguarda solo ed esclusivamente il documento informatico, le sua caratteristiche, gli standard per i documenti non informatici, la firma digitale, come accedere al portale, come ci si costituisce in giudizio.

Inoltre, queste norme non contengono alcuna deroga ad altri articoli del D. Lgds. 546/92.

Perciò, il processo tributario telematico non modifica: i termini processuali, le istanze, il contenuto del ricorso, la fase cautelare ecc.

 

L’introduzione del processo tributario telematico rende ancora più delicata la scelta del professionista a cui affidarsi. Il processo tributario telematico ha delle caratteristiche che lo differenziano da quello civile. Una ragione in più per scegliere un avvocato tributarista!