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Processo tributario telematico: casi di inammissibilità del ricorso.

Processo tributario telematico inammissibilita

Dall’ 1.07.2019 il processo tributario telematico si svolge, salvo casi marginali, con modalità telematiche. Questo richiede per gli operatori la conversione da una sequenza cartacea ad una telematica, con il necessario cambio di mentalità.
Personalmente, ho subito testato il processo tributario telematico in quelle regioni in cui iniziava la fase facoltativa per ambientarmi e poter comprendere in tempo quali fossero le esigenze organizzative e di software che chiede. Sono soddisfatta di essere passata subito al telematico, perchè, dopo i primi tentativi difficili, ho acquisito dimestichezza e accumulato la sufficiente esperienza per potermi oggi destreggiare senza difficoltà.

Dall’1.07.2019 non c’è più un “piano B” per chi è refrattario al processo tributario telematico. Occorre prestare particolare attenzione ai formati degli atti, alle modalità di notifica e di costituzione in giudizio per non incorrere nell’inammissibilità del ricorso tributario.
Analizziamo insieme quali possono essere i casi di inammissibilità.

 

Processo tributario telematico

Ho scritto altri post sul processo tributario telematico:

Ho trattato del processo tributario telematico ed, in particolare, dell’inammissibilità del ricorso.
Avevo approfondito l’inammissibilità causata da irregolarità gravi nella notifica o da inosservanza dei termini per proporre ricorso.
La notifica deve avvenire nella modalità stabilita dalla legge: Decreto del Ministero Economia e Finanze n. 163 del 2013 e nei termini fissati dalla legge, a pena di inammissibilità.

Ricordo che l’inammissibilità è un errore insanabile che non consente di far proseguire il processo.

In questo post entro nel dettaglio dell’inammissibilità del ricorso.

L’inammissibilità della notifica avviene quando il processo tributario telematico non inizia con la notifica a mezzo PEC.
Oppure quando non viene osservato il formato dell’atto.
Cosa significa?

Il ricorso è un “documento informatico”: deve essere un file nativo digitale: ad esempio un word trasformato in pdf.
Quindi, se si stampa il ricorso, lo si firma a penna e lo si scansiona, non viene notificato un file nativo digitale.
Questa notifica provoca l’inammissibilità del ricorso tributario.

Altro caso se il file nativo digitale non viene firmato digitalmente (file con estensione. p7m).

Successivamente alla notifica a mezzo PEC il ricorso tributario deve essere depositato, insieme ai documenti allegati, nel fascicolo informatico della Commissione tributaria provinciale competente per territorio.
Perciò, occorre acquisire i documenti con upload nel portale Si.Gi.T.

Se la copia cartacea del ricorso e i documenti vengono depositati in Commissione Tributaria si incorre in un altro caso di inammissibilità del ricorso.

 

Il processo tributario telematico è telematico dall’inizio alla fine

Sottolineo quello che ho scritto all’inizio del post: occorre un cambiamento di mentalità.
Il processo tributario telematico è telematico dall’inizio alla fine, senza possibilità di “cesure” cartacee.

Come si può sapere quando l’inosservanza della norma sul processo tributario telematico produce l’inammissibilità del ricorso tributario?
Non esiste una norma che sancisca l’inammissibilità del ricorso per inosservanza degli articoli e delle norme sul processo tributario telematico.
Tuttavia, i principi generali sul processo stabiliscono la conformità del comportamento delle parti processuali ai modelli legali.
Ad esempio, nel processo tributario telematico è conforme al modello legale il ricorso redatto in pdf/A- 1-a e firmato digitalmente.
Tale tipo di atto è ammissibile.

Non è conforme al modello legale la scansione del file word stampato.

Una volta notificato il ricorso tributario, tale distanza dal modello legale non è sanabile.

Perciò, la distanza insanabile tra l’atto o l’attività processuale svolta in concreto ed il modello legale sfocia o può sfociare nell’inammissibilità.

Su questo si è pronunciata la Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna, nella sentenza n. 495/12/2019, che ha ritenuto inammissibile un appello notificato a mezzo PEC con la successiva costituzione in giudizio cartacea.

Perciò, anche se non è stata introdotta una norma esplicita sui casi di inammissibilità del ricorso tributario telematico, è ovvio e naturale che il difensore cerchi di evitare il rischio che il ricorso venga dichiarato inammissibile.

Il processo tributario è un rito speciale.
Il processo tributario telematico è la specialità all’interno della specialità.
Infatti, si differenzia anche dal processo civile telematico.

Perciò, anche sotto questo profilo, se vogliamo trascurabile e tuttavia fondamentale, consiglio di non avventurarsi, né come professionisti, né come contribuenti.
È caldamente consigliabile di avvalersi di un avvocato tributarista.

 

 

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