Avvocato tributarista AnconaAvvocato tributarista JesiProcesso tributario

Processo tributario: novità sulle notifiche e deposito degli atti

Notifiche processo tributario covid

Processo tributario telematico

Com’è noto, dal primo Luglio 2019 il processo tributario si svolge solo con modalità telematiche, salvo che il contribuente si difenda in proprio.

Questo significa che le notifiche dei ricorsi e degli appelli devono avvenire a mezzo PEC e che la costituzione in giudizio si attua con l’upload nel portale del Si.Gi.T. degli atti e documenti, che devono rispettare il formato pdf.p7m.

Il primo Luglio 2019 è, quindi, uno spartiacque tra processi tributari iniziati in modo analogico (cioè cartaceo) e processi tributari telematici.
Se si è iniziato un grado di giudizio in modo cartaceo, occorre arrivare alla sentenza con il medesimo modo.

Cerco di essere più comprensibile: il ricorrente che ha notificato un ricorso cartaceo dovrà depositare memoria cartacea; nell’eventuale grado successivo potrà essere utilizzato il telematico.

Dal’8 Aprile 2020 questa regola è stata modificata dall’articolo 29 del D.L. 23/2020 (cd. decreto liquidità).

Vediamo in che modo e con quali effetti.

Processo tributario: dal cartaceo al digitale

Nel precedente post “Processo tributario telematico: e se il primo grado era cartaceo?mi ero occupata del processo iniziato in primo grado con modalità cartacee e della modifica normativa prima della pronuncia della sentenza.
Non era stata emanata una norma transitoria, cioè che regolava questo periodo tra un “rito” e l’altro.

L’articolo 2, comma 3 del Decreto ministeriale 163/2013 aveva disciplinato solo il processo che era iniziato con modalità telematiche prevedendo l’obbligo di conservare tale modalità.
Ci si chiedeva se la norma potesse essere estesa anche al processo iniziato con modalità cartacee.

Avevo anche riferito del contenuto dell’ordinanza n. 25713/2019 della Cassazione che aveva risolto il problema applicando la norma esistente al momento della redazione e della notifica del ricorso.
Perciò, l’avvocato tributarista che avesse notificato il ricorso con modalità cartacee doveva proseguire con modalità cartacee fino alla sentenza di primo grado.
Infatti, al momento di notifica del ricorso in primo grado  la norma vigente imponeva la modalità cartacea.

Alla data di notifica del ricorso in appello era vigente la modalità telematica e, dunque, l’avvocato tributarista doveva applicare questo rito.

Anche questa situazione è stata interessata dal distanziamento sociale causato dalle misure di contrasto al Covid 19.

È ovvio che il processo con modalità cartacee obbliga l’avvocato tributarista a recarsi alla Commissione Tributaria per depositare la memoria o a depositarla per posta, andando all’Ufficio postale.

Il processo tributario durante il Covid 19

In un’ottica di semplificazione l’articolo 29 del D.L. 23/2020 ha portato un’importante innovazione.
Infatti, ha stabilito che nei processi tributari iniziati con modalità analogiche tutte le parti del processo (difensori dei contribuenti, gli enti impositori e agenti della riscossione) devono notificare e depositare gli atti successivi, nonchè i provvedimenti giurisdizionali esclusivamente con modalità telematiche.

L’articolo 29 rinvia al D.M. 163 del 2013, che stabilisce le specifiche tecniche del processo tributario telematico.

L’articolo 29 del D.L. 23/2020 è una norma di sistema

Attenzione! 

L’articolo 29 del D.L. 23/2020 non è una norma che si applica solo al periodo di emergenza, ma è una norma di sistema, in quanto non indica un periodo di vigenza.
La Relazione illustrativa, poi,  chiarisce che è stato introdotto per agevolare la digitalizzazione anche degli atti giudiziari quando la controversia è iniziata con modalità cartacee.

Faccio un esempio.
Mi è capitato di vincere una causa in Commissione Tributaria Regionale in un processo iniziato con modalità cartacee.
Avevo chiesto le copie autentiche della sentenza per effettuare la notifica all’Agenzia delle Entrate, tutto interrotto causa lockdown.

Oggi scopro che non dovrò avventurarmi all’ufficio postale, aspettando pazientemente in fila il mio turno.
Potrò notificare a mezzo PEC la copia digitale conforme all’originale cartaceo e depositare la prova della notifica sul SI.Gi.T.

All’atto pratico, però, la digitalizzazione non è completa: la sentenza è stata emessa cartacea e, al momento, non verrà scansionata e caricata sul Si.Gi.T. Io mi dovrò recare presso la segreteria, ritirare i due esemplari e trasformarli da cartacei in digitali. È evidente che questo vanifica la digitalizzazione e potrebbe minare l’obiettivo di evitare il contatto tra segreteria e avvocato tributarista.
Perciò, rimane un “ultimo miglio” non coperto a cui rimediare con urgenza.

Articoli correlati:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *