Peer-to-peer lending – Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sull’IVAFE

Nel mio post “Rebus IVAFE nel peer-to-peer lending” avevo approfondito la questione dell’assoggettamento ad IVAFE degli interessi prodotti dai finanziamenti peer-to-peer.
Avevo, al termine del post, escluso che fossero soggetti ad IVAFE.
La R.M. 56/2020 conferma che avevo ragionato correttamente.

 

Regime fiscale del peer-to-peer lending

Cerco di spiegare cos’è il peer-to-peer lending e qual è il suo regime fiscale.
In parole semplici, utilizzerò la R.M. 56/2020 per spiegarvi cos’è il peer-to-peer lending e quali sono gli adempimenti fiscali che dovete porre in essere.

Il peer-to-peer lending è, in sostanza, un mutuo, in cui il finanziatore non è la banca, ma un investitore privato nella maggior parte dei casi.
Perciò, la persona fisica che vuole impiegare i propri denari in modo diverso dal solito può utilizzare questa forma di investimento.

 

Come funziona il peer-to-peer lending?

Ci si iscrive ad una piattaforma, gestita da soggetti abilitati (non mi dilungo, ma l’importante è sapere che lo fanno per lavoro e, se sono italiani, sono soggetti a vigilanza della Banca d’Italia).
Si apre un conto corrente di pagamento, che viene utilizzato per accreditare gli interessi che maturano sul finanziamento peer-to-peer.
Perciò, il peer-to peer lending non è legato necessariamente a piattaforme estere.

Potete accedere anche tramite piattaforme gestite da intermediari finanziari italiani.

 

Come vengono tassati gli interessi maturati nel peer-to-peer lending?

Come vengono tassati gli interessi che maturano su questi finanziamenti?
Sono redditi di capitale, ossia hanno la stessa natura degli interessi maturati su somme date a mutuo.

 

Come si pagano le tasse sugli interessi derivanti da peer-to-peer lending?

L’investitore non deve fare nulla se la piattaforma è gestita da intermediari finanziari italiani.
Infatti sono i gestori della piattaforma che operano una ritenuta alla fonte a titolo di imposta con  l’aliquota del 26%.

Chiariamo con un esempio.
Tizio investe 10.000 € su una piattaforma di peer-to-peer lending e si maturano interessi per € 400.
Tizio incasserà (400-104)= € 296.

 

Si devono dichiarare al Fisco gli interessi sui contratti di peer-to-peer lending?

No, perchè la ritenuta è stata applicata a titolo d’imposta.

 

Ci sono differenze nella scelta di una piattaforma di peer-to-peer lending estera?

Non ci sono, ovviamente, differenze sulla natura del reddito prodotto.
Mi spiego: anche gli interessi maturati su contratti di peer-to-peer lending tramite piattaforme estere hanno natura di redditi di capitale.
La differenza è che il gestore, essendo estero, non può applicare la ritenuta del 26% sugli interessi.

Torniamo all’esempio di prima.
Tizio incasserà € 400 (lordi).
Perciò, Tizio deve pagare l’IRPEF e presentare la dichiarazione fiscale.
In particolare, compilerà il Quadro RL e, poiché gli interessi non hanno scontato la ritenuta, pagheranno l’IRPEF con l’aliquota applicabile al reddito complessivo.
Attenzione, quindi, alla convenienza.
Quando scegliete la piattaforma su cui investire occorre anche calcolare se conviene una piattaforma di peer-to-peer- lending italiana o estera.

Questo va verificato in base alla vostra aliquota marginale: se è più alta del 26%, gli interessi lordi subiranno una tassazione più elevata in caso di piattaforma estera.
Questo perchè, ripeto, il gestore estero non può farvi la ritenuta del 26%.
Quindi gli interessi si sommano a tutti i vostri redditi e scontano un’IRPEF più alta.
Inoltre, dovete considerare anche le addizionali IRPEF.

 

Ci sono altre differenze tra piattaforma di peer-to-peer lending italiana ed estera?

Sì.
Occorre compilare il Quadro RW.
Come ha risposto la R.M. 56/2020 gli interessi non pagano IVAFE.
Infatti, non sono conti correnti, strumenti finanziari, né libretti di risparmio detenuti all’estero.
Tuttavia, occorre compilare il Quadro Rw, ai soli fini del monitoraggio fiscale.
L’Agenzia delle Entrate specifica che occorre barrare il campo “monitoraggio” appunto per escludere di dover pagare l’IVAFE.

Se avete quesiti su questo argomento potete contattarmi compilando il form che trovate sul sito.

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