Modello RW: i bitcoin vanno dichiarati come valuta estera

Dichiarazione dei redditi - Bitcoin

L’Agenzia delle Entrate nella Risoluzione ministeriale 72/E/2016 sul regime applicabile alle attività di intermediazione in criptovalute le ha qualificate come valute estere. Questa interpretazione, pur non condivisibile, produce effetti sugli obblighi del contribuente persona fisica fiscalmente residente in Italia. Infatti, le istruzioni al Modello REDDITI 2020 confermano l’obbligo di chi detiene valute virtuali di compilare il quadro RW. Analizziamolo insieme.

Il regime fiscale delle criptovalute

Nel precedente post “Analisi sulle criptovalute: i bitcoin sono valuta estera?” ho analizzato l’orientamento espresso dall’Agenzia delle Entrate sul regime fiscale delle criptovalute.

La Risoluzione ministeriale 72/E/2016 è intervenuta sul regime IVA delle operazioni di cambio di moneta tradizionale in criptovalute.

L’Agenzia delle Entrate risponde ad un interpello presentato da un intermediario in bitcoin, la più famosa delle criptovalute.

Nella Risoluzione ministeriale 72/E/2016 ritiene che i bitcoin siano moneta virtuale, alternativa a quella avente corso legale ed utilizzata volontariamente.

Per rendere comprensibile il concetto, l’utilizzo delle criptovalute è possibile se il creditore accetta i bitcoin come mezzo di pagamento.
Il creditore, ad esempio, il nostro panettiere, non è obbligato ad accettare le criptovalute quando ci consegna un filone di pane.
Invece, deve accettare il pagamento in Euro.

L ’Agenzia delle Entrate, dopo aver richiamato la sentenza della Corte di giustizia UE C- 264/2014, lega l’intermediazione in monete, che viene pagata con una provvigione, alla prestazione di servizi relative a valute estere aventi corso legale e a crediti in valute estere (articolo 10, comma 1, n. 3), DPR 633/72).

In parole semplici:

L’intermediazione in criptovalute è identica all’intermediazione in valute estere.

Avevo concluso il post affermando che la qualificazione di valuta estera può avere delle conseguenze in imposte diverse dall’IVA e, perciò, comportare altri adempimenti.

Le criptovalute sono valute estere

In questo post mi occupo proprio di questo tema: l’effetto della Risoluzione ministeriale 72/E/2016 sul Quadro RW.

Le criptovalute sono state considerate valute estere. 

Le istruzioni al Quadro RW del Modello REDDITI 2020 confermano che quest’affermazione non è senza conseguenze per il contribuente.

Per trovare la risposta alla domanda se gli investimenti in bitcoin vadano dichiarati nel Quadro RW di REDDITI 2020 bisogna avere pazienza.
Occorre anche conoscere l’argomento ed avere un’ipotesi interpretativa.
Altrimenti, la prima risposta è: i bitcoin non devono essere dichiarati.

Anche in questo caso vi consiglio di rivolgervi ad un avvocato tributarista, altrimenti rischiate di non compilare il Quadro RW e di essere poi sanzionati.

Devo dichiarare i bitcoin in dichiarazione dei redditi?

Ritorniamo alle istruzioni.

Nel Fascicolo 2 si trova la definizione di attività estere di natura finanziaria, a cui segue un elenco esemplificativo.

Le attività estere di natura finanziaria sono

“quelle attività da cui derivano redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera”.

Nell’elenco non si citano le criptovalute.

Quindi, le criptovalute acquistate nel 2019 non vanno indicate?

L’Agenzia delle Entrate si è dimenticata?
L’Agenzia delle Entrate ha cambiato idea (in meglio)?

Tutte queste domande sono lecite e anche io me le sono poste.

Arrivando al termine delle istruzioni al Quadro RW non si trova nulla sulle criptovalute.

Alla faccia della semplificazione!
Il contribuente, fino a qui, non ha trovato nessuna istruzione!

Le criptovalute, invece, vanno dichiarate nel Quadro RW.

Come sono arrivata a questa risposta con certezza?
È come un libro giallo: per sapere chi è l’assassino, occorre arrivare alla fine.

Sono arrivata alla conclusione proprio come un detective: dagli indizi.
Infatti, alla fine del Fascicolo 2 c’è un capitolo “Appendice” in cui vengono nascosti degli indizi.
E alla pagina 60 ho trovato “il coltello sporco di sangue”: la tabella “Codici investimenti all’estero e attività estere di natura finanziaria”.

Scorrendo la tabella, nella terza colonna, in prima riga ecco:

Altre attività estere di natura finanziaria e valute virtuali codice 14”.

Quindi, l’indizio può essere valorizzato solo da un detective, cioè da un avvocato tributarista.

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