Contenzioso tributario

La CTP di Torino condanna l’Agenzia delle Entrate al pagamento delle spese legali

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Agenzia delle Entrate condannata

Fino a qualche tempo fa era esperienza quotidiana che il contribuente, pur vincendo la causa, non otteneva la refusione delle spese legali anticipate, perchè i giudici ravvisavano l’esistenza di non meglio identificati giusti motivi per compensare le spese. A seguito della “miniriforma” del contenzioso tributario, entrata in vigore nel Gennaio 2016, i giudici tributari hanno iniziato a cambiare orientamento. Questa sentenza è l’esempio più eclatante che mi sia capitato nella pratica professionale.
Una sentenza esemplare depositata dalla seconda sezione della CTP di Torino  condanna l’Agenzia delle Entrate soccombente a pagare le spese processuali.

 

L’Agenzia delle Entrate e il contenzioso tributario

L’articolo 15, 1° comma del D. Lgs. 546/92 prevede che:

“La parte soccombente è condannata a rimborsare le spese del giudizio che sono liquidate con la sentenza”.

È la sentenza l’atto processuale che decide chi sopporta le spese del grado di giudizio; chi perde la causa, deve restituire alla parte vittoriosa le spese legali che questa ha anticipato.

L’articolo 15, 1° comma del D. Lgs. 546/92 parla di “spese di giudizio”. Sono descritte al comma 2°-ter:

“Le spese di giudizio comprendono, oltre al  contributo unificato, gli onorari e i diritti del difensore, le spese generali e gli esborsi sostenuti, oltre il contributo previdenziale e l’imposta sul valore aggiunto, se dovuti”.

In base a questo elenco, risulta che chi perde deve accreditare al vincitore una somma che comprende:

  • il contributo unificato tributario;
  • il compenso del difensore;
  • le spese generali (cioè quelle forfettarie);
  • le spese anticipate e documentate (es. spese postali);
  • la cassa di previdenza forense (il cd “C.P.A.”, addebitato nella fattura degli avvocati);
  • l’IVA, se è un costo per il contribuente, ad es. se è un privato.

Perciò, quando si valuta se intraprendere una causa, vanno considerati non solo i compensi chiesti dal proprio difensore, ma anche quelli che possono essere dovuti all’Agenzia delle Entrate nel caso in cui la CTP respinga il ricorso.

 

Sostenibilità del contenzioso tributario

Questo fa capire l’importanza di valutare, in primis, se, in teoria, la posizione del contribuente ha una percentuale di sostenibilità in contenzioso medio-alta.

La prospettiva di dover essere condannati a rifondere le spese legali in caso di soccombenza consente di guardare in modo distaccato il contenzioso, considerando che, in caso di soccombenza, non solo si perderà, ma si incrementeranno anche le somme da pagare.

 

L’Agenzia delle Entrate condannata al pagamento delle spese legali

Il caso deciso dalla Commissione Tributaria provinciale di Torino riguarda un accertamento di maggiore IRES, a causa del disconoscimento del conteggio della Tremonti ambientale. La seconda sezione non solo ha accolto il ricorso del contribuente, ma ha anche condannato l’Agenzia delle Entrate a pagare al contribuente € 7.000 a titolo di spese legali, oltre ad accessori (ossia: cassa previdenza forense, spese generali e contributo unificato tributario).
La severità della sentenza si spiega per la caparbietà con cui l’Agenzia delle Entrate ha continuato a sostenere la sua posizione, considerando che vi erano altri precedenti favorevoli al contribuente.

 

 

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2 pensieri su “La CTP di Torino condanna l’Agenzia delle Entrate al pagamento delle spese legali

  1. Gentile collega, complimenti per l’ottimo blog.
    Vorrei contribuire all’articolo segnalando anche qualche altra sentenza dove l’Agenzia delle Entrate è stata condannata a spese processuali in misura significativa ottenute nel nostro foro (Milano): CTR Lombardia sent. 855/2017 (condanna dell’Agenzia soccombente al pagamento di 10.000,00 euro oltre accessori), CTR Lombardia 943/2017, ottenute entrambe dopo la riforma citata nel suo ottimo articolo. Mentre, la liquidazione delle spese, prima di tale riforma, avveniva spesso, anche nel nostro foro, in misura inferiore (o con compensazione), come giustamente segnala, ed a scorrere l’elenco delle cause seguite prima del 2016 ricordo solo una sentenza dell CTP di Milano (n. 3069/2014, passata in giudicato) in cui ottenemmo oltre all’annullamento una condanna al pagamento di spese processuali per importi significativi (10.000,00 euro) dell’Agenzia soccombente. In molti casi, invece, la liquidazione delle spese a favore del ricorrente vittorioso (quando avveniva) era piuttosto “contenuta” negli ammontari.
    Ancora complimenti per il blog. Mi è piaciuta molto la serie di articoli sulle contestazioni in tema di c.d. falsa fatturazione.
    Un caro saluto
    Avv. Federico Pau

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