Effetti fiscali degli investimenti esteri delle persone fisiche

Investimenti esteri: tassazione e adempimenti

Fiscalità investimenti esteri

Gli investimenti esteri vengono spesso utilizzati per diversificare il patrimonio. Esistono svariate opzioni di investimenti esteri che consentono di diversificare il portafoglio del risparmiatore e ridurre i rischi. Prima di scegliere, è necessario essere consapevoli delle ricadute fiscali, sia per quanto riguarda il carico fiscale, sia per quanto riguarda gli adempimenti.

 

Obbligo di monitoraggio fiscale

La prima conseguenza di un investimento estero effettuato da persone fisiche è l’obbligo del monitoraggio fiscale. Esso è un modulo che permette al Fisco di monitorare le attività finanziarie e/o patrimoniali detenute all’estero dai contribuenti residenti fiscalmente in Italia.
Il monitoraggio fiscale è strumentale al controllo del corretto assolvimento degli obblighi fiscali (dichiarazione dei redditi prodotti dagli investimenti esteri e pagamento delle relative  imposte).

Come si assolve l’obbligo del monitoraggio fiscale?

Compilando il Quadro RW nella propria dichiarazione dei redditi.
Questo obbligo riguarda solo le persone fisiche fiscalmente  residenti in Italia (art.4 del D.L.167/90)  che, appunto,  detengono investimenti all’estero e attività estere di natura finanziaria, come proprietari o titolari di altro diritto reale.

Li elenco:

  • le persone fisiche (art. 2, c. 2 e 2-bis TUIR);
  • gli enti non commerciali, inclusi i trust;
  • le società semplici e gli enti alle stesse equiparati (art. 5 del TUIR).

Principio della worldwide taxation

Per essere obbligati a compilare il Quadro RW occorre che le persone fisiche siano residenti in Italia.

Quando si verifica questo?

“Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile.
Si considerano altresì residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori diversi da quelli individuati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale” (art. 2, DPR 917/86).

I soggetti fiscalmente residenti in Italia vengono tassati in Italia per i redditi ovunque prodotti (appunto, il cd. “worldwide principle”).

Ad esempio, se una persona fisica detiene un appartamento in Francia, paga le tasse sul reddito prodotto da questo immobile (ad es. canone di locazione).

Questo esempio sottolinea il nesso esistente tra l’obbligo di monitoraggio fiscale ed il principio di tassazione del reddito mondiale. Infatti, solo con il monitoraggio fiscale lo Stato in cui la persona fisica è residente può venire a conoscenza di investimenti esteri che possono generare redditi tassati in Italia.

Adempimenti fiscali negli investimenti esteri

I soggetti contemplati all’articolo 4 del D.L. 167/90 (tra cui le persone fisiche) che possiedono investimenti esteri devono porre in essere alcuni adempimenti fiscali:  compilare nella dichirazione dei redditi il Quadro RW e quelli che riguardano i redditi conseguiti dagli investimenti esteri.

 

Quadro RW

Devono essere indicate le consistenze esistenti nel periodo d’imposta:

  • delle attività estere di natura finanziaria che possono generare redditi di fonte estera imponibili in Italia;
  • degli investimenti patrimoniali esteri che possono generare redditi di fonte estera imponibili in Italia.

Le attività estere di natura finanziaria devono essere esposte nel Quadro RW solo se i redditi da queste prodotti sono corrisposti da soggetti non residenti; in particolare:

  • partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti non residenti;
  • depositi e conti correnti bancari aperti all’estero.

La prassi dall’Agenzia delle Entrate considera attività di natura patrimoniale gli immobili (terreni e fabbricati, anche se non locati).

Non c’è nessun limite minimo per compilare il Quadro RW (ad eccezione dei conti correnti di valore massimo annuo inferiore ad Euro 15.000).

 

Dichiarazione dei redditi esteri collegati alle attività finanziarie e patrimoniali

I redditi prodotti dagli investimenti esteri non vanno indicati nel Quadro RW, ma, a seconda della tipologia, negli appositi Quadri della dichiarazione dei redditi.

Ricordo che gli investimenti all’estero detenuti da un contribuente fiscalmente residente in Italia e obbligato al monitoraggio fiscale (art. 6 del D.L.167/90) si presumono fruttiferi.
In particolare, le attività finanziarie estere si presumono fruttifere in misura pari al tasso ufficiale di riferimento vigente in Italia nel relativo periodo d’imposta.
Tuttavia, se l’attività finanziaria non abbia generato redditi nel periodo d’imposta, il contribuente deve precisare, nella dichiarazione dei redditi, che redditi verranno percepiti in un successivo periodo d’imposta.

 

Imposte patrimoniali sugli investimenti esteri

Gli investimenti esteri posseduti da persone fisiche fiscalmente residenti in Italia sono soggetti ad imposte patrimoniali:

  • IVIE (Imposta sul valore degli immobili all’estero), pari allo 0,76%;
  • IVAFE (Imposta sul valore delle attività finanziarie possedute all’estero) pari allo 0,2%.

 

IVIE

Sono soggetti passivi: il proprietario dell’immobile, il titolare di altro diritto reale, il concessionario aree demaniali, il locatario dei beni detenuti in leasing.

IVAFE

Dal 2014 si applica sui prodotti finanziari (“gli strumenti finanziari e ogni altra forma di investimento di natura finanziaria«, come previsto dal D.Lgs. 58/98), sui conti correnti ed i  libretti di risparmio.

L’imposta è calcolata proporzionalmente ai giorni di detenzione e alla percentuale di possesso (se i prodotti finanziari sono cointestati).

Per i conti correnti l’IVAFE è pari adi euro 34,20 (misura fissa).

Perciò, prima di effettuare gli investimenti esteri, le persone fisiche devono capire se sono  fiscalmente residenti in Italia (con l’aiuto qualificato di un avvocato tributarista), verificare di che tipo di investimento estero si tratta (conto corrente, prodotto finanziario, immobile ecc.), valutare gli adempimenti fiscali richiesti (monitoraggio fiscale, compilazione quadro specifico della dichiarazione dei redditi) e che la documentazione di supporto (contratti di acquisto, contabili bancarie, e/c ecc.) sia completa.

 

2 pensieri su “Investimenti esteri: tassazione e adempimenti

  1. soggetto non Ue con il domicilio fiscale è tenuto a dichiarare e pagare imposte su redditi di capitale esteri?

    1. Buongiorno, per darle una risposta che abbia un senso occorre che veda la documentazione e capisca meglio la situazione.

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