Avvocato tributarista AnconaAvvocato tributarista JesiEffetti fiscali degli investimenti esteri delle persone fisiche

Gli investimenti in bitcoin obbligano alla compilazione del Quadro RW?

Dichiarazione fiscale dei bitcoin

Nell’ultimo anno i bitcoin hanno rubato la scena ad altri investimenti tradizionali e molti si sono avventurati nel loro acquisto. Purtroppo, manca una normativa che li definisca, sia dal punto di vista civilistico che degli aspetti contabili (per le imprese che prestano servizi relativi ai bitcoin) e fiscali. Una recente risposta ad un interpello da parte della Direzione Centrale normativa dell’Agenzia delle Entrate rende obbligatoria la compilazione del Quadro RW.

 

Che cos’è il monitoraggio fiscale?

In termini pratici, il monitoraggio fiscale coincide con la compilazione del Quadro RW della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche, associazioni e società di persone. Deve il suo nome alla funzione che svolge: dà la possibilità all’Amministrazione finanziaria di monitorare gli investimenti detenuti all’estero dai contribuenti residenti in Italia. Indirettamente, permette di  verificare che le imposte sui redditi prodotti dagli investimenti esteri siano dichiarate e pagate in Italia.

I destinatari dell’obbligo di compilare il Quadro RW sono esclusivamente i soggetti residenti in Italia (art.4 del D.L.167/90) che detengono investimenti all’estero e attività estere di natura finanziaria a titolo di proprietà o di altro diritto reale, indipendentemente dalle modalità della loro acquisizione.

In particolare, devono compilare il Quadro RW per indicare gli investimenti esteri:

  • le persone fisiche (art. 2, c. 2 e 2-bis TUIR);
  • gli enti non commerciali, inclusi i trust;
  • le società semplici e gli enti alle stesse equiparati (art. 5 del TUIR).

 

Cosa significa la worldwide taxation?

È il principio che stabilisce che i soggetti fiscalmente residenti in Italia sono tassati in Italia per i redditi ovunque prodotti.
Ad esempio, se una persona fisica detiene degli investimenti finanziari in Irlanda, i redditi prodotti da questi investimenti sono tassati in Italia.

Va da sè che, senza la compilazione del Quadro RW, è molto più difficile per l’Amministrazione finanziaria controllare l’osservanza degli obblighi fiscali.

È molto importante ricordare che solo le persone fisiche o gli altri soggetti equiparati residenti in Italia devono compilare il Quadro RW.

 

Come si stabilisce se una persona fisica è fiscalmente residente in Italia?

L’ art. 2, DPR 917/86 prevede:

“Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile.
Si considerano altresì residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori diversi da quelli individuati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale”.

Adempimenti fiscali per il Quadro RW

Da quello che ho spiegato nei precedenti paragrafi si può concludere che i presupposti per la compilazione del Quadro RW sono:

  • essere fiscalmente residenti in Italia;
  • possedere investimenti finanziari o immobiliari all’estero.

Entrambi i requisiti devono coesistere.

Le attività estere di natura finanziaria  che siano suscettibili di produrre redditi di fonte estera imponibili in Italia ed i cui redditi sono corrisposti da soggetti non residenti devono essere indicate nel Modulo RW sotto attività.

In particolare:

  • partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti non residenti;
  • depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero.

Non esiste alcuna franchigia di valore che esenta dalla compilazione del Quadro RW (salvo conti correnti per valore massimo annuo inferiore ad Euro 15.000).

Come già spiegato in precedenza il Quadro RW non serve per dichiarare i redditi prodotti dagli investimenti esteri.
Esistono a tal fine appositi Quadri della  dichiarazione dei redditi.

Nel nostro ordinamento gli investimenti all’estero si presumono fruttiferi; in particolare, le attività finanziarie estere si presumono fruttifere in misura pari al tasso ufficiale di riferimento vigente in Italia nel relativo periodo d’imposta.
Si tratta di una presunzione relativa, a cui il contribuente può opporre una prova contraria (emergente dalla documentazione contrattuale, ad esempio).

In riferimento alla compilazione del Quadro RW, il contribuente deve specificare che si tratta di redditi non fruttiferi nel periodo d’imposta a cui si riferisce la dichiarazione (ad esempio, perchè verranno incassati in un successivo periodo d’imposta).

 

Bitcoin e adempimenti fiscali

In mancanza di una legislazione che disciplini il trattamento IRPEF ed IRES degli investimenti in bitcoin, si segnalano solo due interventi da parte dell’Agenzia delle Entrate: la R.M. 72/2016 e l’interpello n. 956-39/2018 reso dall’Ufficio consulenza del Settore Fiscalità e compliance degli enti collettivi.
La difficoltà interpretativa è dovuta anche alla novità dei bitcoin rispetto alle valute aventi corso legale.

I bitcoin sono moneta virtuale, usata come alternativa a quella avente corso legale. Sono utilizzati come mezzo di pagamento e come tali vengono volontariamente accettati dagli operatori del mercato in base alla sola fiducia.
In altre parole, mentre le valute aventi corso legale devono essere accettate come mezzo di pagamento per obbligo di legge, i bitcoin sono facoltativamente accettati.

La R.M. 72/2016 considerava solo l’aspetto della società che presta servizi di investimento in bitcoin e riteneva che, pur nella differenza con le valute aventi corso legale, i bitcoin fossero equiparabili a valuta estera.
Questo lo si deduce dalla soluzione data al problema della valutazione dei bitcoin a fine esercizio.

L’interpello n. 956-39/2018 è molto più esplicito.
Non solo rispetto alle persone fisiche che detengono bitcoin l’Agenzia delle Entrate chiarisce che i valori dovranno essere convertiti in Euro applicando i principi generali degli investimenti in valute estere aventi corso legale.

Viene, inoltre, precisato che gli investitori persone fisiche che detengono bitcoin al di fuori del circuito degli intermediari finanziari (cioè banche e società finanziarie) devono compilare il Quadro RW.
In particolare, alla colonna 3 (“Codice individuazione bene”) va indicato il codice 14 – “Altre attività estere di natura finanziaria”.

Da questa sintetica analisi si può concludere che gli investimenti in bitcoin continuano a lasciare perplessi, non solo dal punto di vista della tutela dell’investitore, ma anche per l’incertezza su una serie di adempimenti non previsti dalla normativa fiscale.
Infatti, due documenti ministeriali non sono fonte normativa.

Il consiglio che mi sento di dare è di astenersi da questi tipi di investimenti.
Dal punto di vista fiscale l’incertezza sull’obbligo di compilazione del Quadro RW che le pesanti conseguenze che ne derivano deve far propendere per tenere una posizione estremamente prudente.

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