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Investimenti ambientali: importanti novità giurisprudenziali

Cumulabilità investimenti ambientali - novità 2018

Gli orientamenti giurisprudenziali sulla natura interpretativa dell’articolo 5 D.L. 193/2016 sono stati oscillanti fino al termine del 2017. Due recenti sentenze della prima sezione della Commissione tributaria regionale della Lombardia, a favore della natura interpretativa dell’articolo 5 D.L. 193/2016, spiegano in modo esaustivo le ragioni di questa interpretazione. Di sicuro ed estremo interesse per le imprese che hanno presentato dichiarazioni integrative per effetto della Tremonti ambientale.

 

Cumulabilità delle tariffe agevolate in materia di investimenti ambientali con la Tremonti ambientale

Inizialmente non era chiara la cumulabilità delle tariffe agevolate fruite dalle imprese che avevano effettuato investimenti ambientali con la Tremonti ambientale.
Infatti, l’articolo 2, comma 152° della legge 244/2007, sugli incentivi alla produzione di energia elettrica con impianti alimentati da fonti rinnovabili di energia, aveva negato la cumulabilità delle tariffe agevolate con altri incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto energia, in conto capitale o  in conto interessi con capitalizzazione anticipata assegnati dopo il 31 dicembre 2007.

Le imprese hanno dovuto attendere il 2011, quando è stato approvato l’articolo 26, 3° comma, del  D.Lgs n. 28 del 03/03/2011, secondo cui:

“Il primo periodo del comma 152 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, non si applica nel caso di fruizione della detassazione dal  reddito d’impresa degli investimenti in macchinari e apparecchiature… (omissis)”.

Un altro chiarimento in merito è stato fornito dall’ art. 19 del D.M. 5.7.2012 “V conto energia”, con particolare riguardo agli impianti fotovoltaici.
Tale norma ha chiarito che un impianto fotovoltaico può cumulare la tariffa incentivante prevista dal conto energia, con l’agevolazione Tremonti ambiente, fino ad un massimo del 20% dell’importo dell’investimento.

La R.M. 58/2016, della Direzione Centrale normativa ha precisato che il divieto di cumulo tra tariffe agevolate ed incentivi pubblici in conto capitale, di cui all’art. 9 del  DM 19 febbraio 2007 per la parte eccedente il 20% del costo dell’investimento, si applica anche alla detassazione per investimenti ambientali di cui all’art. 6, commi da  13 a 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, come da disposizione interpretativa, inserita nell’art. 19 del DM 5 luglio 2012.

La CTR Lombardia, nella sentenza n. 3656/45/2016, rigettando l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate, ha ritenuto:

“Il cumulo della tariffa incentivante del Conto Energia con la detassazione ambientale è legittimo per gli investimenti completati entro la data del 26.06.2012”, confermando la cumulabilità di tutte le tariffe incentivanti (II, III e IV conto energia).

 

Adempimenti dichiarativi necessari per gli investimenti ambientali

La situazione in cui si trova la quasi totalità delle imprese che hanno effettuato investimenti ambientali è quella di non aver indicato l’agevolazione Tremonti ambientale nella dichiarazione fiscale del periodo d’imposta in cui hanno installato l’impianto alimentato da fonti rinnovabili di energia.
Perciò, molte di esse hanno scelto di presentare una dichiarazione integrativa che rettifica a loro favore il Modello UNICO originariamente presentato, con la conseguente indicazione di un credito per IRES versata in eccesso e/o di una perdita fiscale riportabile.
Queste imprese si sono esposte alla notifica di accertamenti e cartelle di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Di conseguenza, è scaturito un contenzioso di dimensioni bibliche.

 

Sentenze dei giudici di merito sulla natura interpretativa dell’art. 5 D.L. 193/2016, convertito nella L. 225/2016

Questa norma finalmente entra nel merito dell’interpretazione dell’articolo 2, comma 8, DPR 322/98, norma utilizzata dalle imprese che hanno presentato dichiarazioni integrative a favore del contribuente, aderendo ad una delle correnti interpretative sull’articolo 2, comma 8, DPR 322/98.
In particolare, l’articolo 5 abbraccia l’interpretazione che permette la modifica a favore del contribuente entro i medesimi termini con cui il Fisco può controllare la dichiarazione.
Tuttavia, non è stata sufficientemente convincente per il Fisco.
L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha ritenuto che la norma non fosse interpretativa e che, dunque, fosse applicabile solo per il futuro.
Alcune pronunce delle Commissioni tributarie sono propense per la natura interpretativa e, perciò, per la retroattività dell’articolo 5, D.L. 193/2016, mentre altre si sono pronunciate in senso opposto.

Le sentenze n. 407/1/2018 e 3819/1/2017 della Commissione tributaria regionale della Lombardia si vanno ad aggiungere al numero delle pronunce favorevoli alla retroattività dell’articolo 5 D.L. 193/2016.

Inoltre, queste sentenze aggiungono autorevolezza all’orientamento favorevole alla retroattività.

La prima riconosce che l’articolo 5 D.L. 193/2016, che estende i termini di presentazione della dichiarazione a favore del contribuente, ha un valore sistematico, poichè uguaglia i tempi di esercizio del potere autocorrettivo del contribuente (cioè con la presentazione di una dichiarazione integrativa, sia a favore che contro il contribuente) con quelli del potere impositivo del Fisco.

La seconda riconosce questo principio anche per situazioni disciplinate dal vecchio articolo 2, comma 8 e, in sostanza, ritiene che i termini per emendare la dichiarazione fiscale previsti dal citato comma 8 siano da riferire sia all’integrazione a favore del contribuente che a favore del Fisco.

Queste due pronunce sono molto utili sia per comprendere la portata dell’articolo 5 del D. L. 193/2016, sia per difendersi in corso di causa, potendo i difensori esporre in modo comprensibile le ragioni dei contribuenti.

 

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2 pensieri su “Investimenti ambientali: importanti novità giurisprudenziali

    1. Buongiorno Pietro,
      grazie a te.
      E’ molto importante sapere che i miei post sono utili a chi legge

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