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Giurisprudenza di merito sul calcolo della Tremonti ambientale

Ammortamento Tremonti ambientale

Una delle contestazioni più ricorrenti da parte dell’Agenzia delle Entrate è il calcolo della Tremonti ambientale. Infatti, l’Agenzia ritiene che l’ammortamento dell’impianto fotovoltaico vada escluso dai costi operativi, essendo già compreso nel costo dell’impianto. Purtroppo, l’Agenzia delle Entrate ha una visione estremamente miope e ristretta della materia che non è disciplinata dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi, ma dalla normativa comunitaria. Due recenti sentenze: la 160/6/2020 della Commissione tributaria regionale del Piemonte e la 477/12/2020 della Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna hanno riconosciuto la correttezza del calcolo dell’investimento agevolabile in base alla Tremonti ambientale. Analizziamole insieme.

 

Tremonti ambientale: emendabilità della dichiarazione fiscale

Mi sono già occupata della Tremonti ambientale in diversi post. Finora, i miei approfondimenti hanno riguardato l’emendabilità della dichiarazione fiscale a favore del contribuente. Infatti, non essendo chiaro se la detassazione Tremonti potesse essere cumulata con le tariffe incentivanti (fotovoltaico) od omnicomprensive (idroelettrico), i contribuenti non avevano indicato la variazione in diminuzione nella dichiarazione fiscale originaria. Quindi, avevano pagato un IRES o IRPEF maggiore di quella dovuta.
Con la dichiarazione integrativa a favore ripristinavano la rappresentazione della capacità contributiva effettiva, chiedendo il rimborso della maggiore imposta versata oppure optando per la compensazione con le imposte a debito.
Per chi fosse interessato di seguito i titoli con i link:

  1. Investimenti ambientali – La CTP di Lodi si pronuncia sul D.L. 193/2016
  2. Agevolazioni investimenti ambientali – Normativa fiscale
  3. Investimenti ambientali: importanti novità giurisprudenziali
  4. Investimenti ambientali: come beneficiare dell’agevolazione Tremonti
  5. L’articolo 5 D.L. 193/16 è norma interpretativa o innovativa?
  6. Investimenti ambientali: la sentenza n. 390/2/2019 della Commissione Tributaria regionale del Piemonte
  7. Contenzioso tributario: no alla pace fiscale per il cumulo della Tremonti ambientale
  8. Investimenti ambientali: la CTR Piemonte è a favore del contribuente

 

Cumulabilità della tariffa incentivante con la detassazione Tremonti ambientale

Oltre a questo aspetto, mi sono occupata della cumulabilità della tariffa incentivante con la detassazione Tremonti ambientale nel post “Gli Investimenti ambientali sono cumulabili, ma l’Agenzia delle Entrate lo nega“.

In questo post analizzo un altro tema.
L’Agenzia delle Entrate può contestare il calcolo dell’agevolazione Tremonti ambientale.
Gli altri aspetti che ho approfondito riguardano una premessa rispetto al merito e possono essere ugualmente contestati dall’Agenzia delle Entrate.

Normalmente viene utilizzata la comunicazione di irregolarità.

 

Tremonti ambientale: contestazione del calcolo

Per contestare il calcolo della variazione in diminuzione che è stata inserita nel Modello UNICO, l’Agenzia delle Entrate ricorre all’avviso di accertamento, spesso a seguito di una verifica fiscale.
Che significa?

L’avviso di accertamento è lo strumento con cui l’Agenzia valuta la base imponibile su cui viene calcolata l’IRES o l’IRPEF.

Non riguarda evidentemente solo la detassazione Tremonti, ma qualsiasi elemento che forma il reddito d’impresa.
L’Agenzia delle Entrate potrebbe mirare la verifica fiscale, cioè un controllo sui documenti e sulle scritture contabili del contribuente, proprio sulla Tremonti ambientale.
Potrebbe recarsi presso la sede dell’impresa e svolgere la verifica fiscale presso il contribuente.

L’altro modo che la legge prevede è la richiesta di documenti e l’invio di un Questionario.
In questo caso, il contribuente consegna la documentazione richiesta e si ha un controllo “a tavolino”, cioè senza andare presso il contribuente.
Quindi, al termine della verifica, viene comunicata la contestazione del calcolo fatto.

Non starò ad annoiarvi con concetti complessi.
In questo post scrivo solo che c’è un filo rosso che accomuna tutti gli accertamenti che contestano il calcolo della Tremonti ambientale.

 

Ammortamento Tremonti ambientale: capiamo come funziona

È l’inclusione dell’ammortamento tra i costi operativi.
Nessuna paura! Vi spiego con termini facili di che si tratta.

Immaginerete che acquistare un impianto fotovoltaico sia più dispendioso dell’acquisto di un impianto a metano.
Questo è il motivo per cui lo Stato incentiva questi investimenti, concedendo, ad esempio, tariffe agevolate (cd incentivanti).
Le tariffe incentivanti vanno a ridurre la diseconomia tra il costo dell’impianto fotovoltaico e il ricavo che il contribuente trae dalla gestione.
Oltre a questo, la L. 388/2000, all’articolo 6, commi da 13 a 19 ha deciso di detassare il costo di acquisto degli impianti che tutelano l’ambiente.

Il calcolo della variazione in diminuzione da inserire nel Modello UNICO è il cd. “calcolo incrementale”.
Ecco! Il fulcro della contestazione dell’Agenzia delle Entrate è proprio qui.
Perché il calcolo incrementale non è stabilito da una norma italiana, ma dalla Disciplina comunitaria o, addirittura, da un Regolamento comunitario.

È intuibile che la Disciplina comunitaria o il Regolamento comunitario hanno stabilito regole di calcolo indipendenti da quelle del Testo unico delle imposte dirette.
Quindi, è altrettanto intuibile che non si possono applicare le regole del Testo unico delle imposte dirette per accertare la correttezza del calcolo della detassazione Tremonti ambientale.

Questo è proprio l’errore interpretativo dell’Agenzia delle Entrate.

Come scrivevo sopra, il filo rosso che lega tutti gli avvisi di accertamento che disconoscono il calcolo della Tremonti ambientale è di pretendere di applicare la normativa interna invece di quella comunitaria.

Le due sentenze che riferirò sono importanti, perchè provengono da due Commissioni Tributarie Regionali.

La Commissione tributaria regionale del Piemonte e la Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna confermano le sentenze della Commissione tributaria provinciale di Torino e della Commissione tributaria provinciale di Bologna sul calcolo.

Le commissioni tributarie provinciali avevano accolto il ricorso del contribuente, riconoscendo che il conteggio dell’agevolazione Tremonti ambientale, che include l’ammortamento tra i costi operativi, è corretto.

La sentenza 160/6/2020 della Commissione tributaria regionale del Piemonte ritiene che il calcolo incrementale debba comprendere l’ammortamento nella variabile B del calcolo (vantaggi operativi, al netto dei costi operativi).

La sentenza 477/12/2020 della Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna riconosce il primato del diritto comunitario sulla normativa interna, come deciso dalla Corte di giustizia europea a partire dagli anni 80.

Queste conferme sono importanti riconoscimenti che non vanno dati per scontati.

Per rendere comprensibile il post ho dovuto semplificare alcuni concetti; chi fosse interessato ad avere chiarimenti, mi può contattare inviando una mail a: info@atlrstudio.it

 

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