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Giudizio di rinvio e processo tributario telematico

Rinvio a giudizio nel processo tributario

Dall’01.07.2019 il processo tributario è telematico

Dall’1.07.2019 il processo tributario si svolge in modo telematico, salvi casi rarissimi, che sono, quindi, da considerarsi eccezioni alla regola.
Perciò: occorre la notifica degli atti introduttivi del processo a mezzo PEC, con il formato Pdf/A e la firma digitale.
Anche la procura alle liti deve avere le medesime caratteristiche.

Inoltre, occorre costituirsi in giudizio tramite il portale Si.Gi.T., compilando la nota di iscrizione a ruolo ed effettuando l’upload dei files.

Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento rinvio ai miei post:

In questo post mi occupo della situazione in cui l’avvocato ha ottenuto una sentenza di cassazione con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale.

Come deve introdurre il giudizio di rinvio?
In modo cartaceo o in modo telematico?

L’articolo 63, terzo comma, del D. Lgs. 546/92 stabilisce:

“In sede di rinvio si osservano le norme stabilite per il procedimento davanti alla commissione tributaria a cui il processo è stato  rinviato. In ogni caso, a pena d’inammissibilità, deve essere prodotta copia autentica della sentenza di cassazione.”

Come ho sottolineato nel post “Processo tributario telematico: casi di inammissibilità del ricorso”, è fondamentale per l’avvocato tributarista risolvere il problema di come deve introdurre il giudizio di rinvio.
Una scelta errata, infatti, compromette l’intero processo e rende inutile tutta l’attività processuale svolta in quel momento.

Sgombriamo il campo da equivoci: nel processo tributario chi ha interesse a riassumere la causa, cioè ad introdurre il giudizio di rinvio è sempre e solo il contribuente.

Perchè?
Perchè, in base al secondo comma dell’articolo 63 sopra citato:

“Se la riassunzione non avviene entro il termine di cui al comma precedente o si avvera successivamente ad essa una causa di estinzione del giudizio di rinvio l’intero processo si estingue.”

In termini pratici significa che l’avviso di accertamento o la cartella di pagamento riprendono la loro efficacia, senza più possibilità di essere contestati.
In sostanza: come se non fossero mai stati impugnati tempestivamente.

Torniamo al giudizio di rinvio.
Dall’1.07.2019 tutti gli atti introduttivi devono seguire la modalità telematica.
Perciò, anche il ricorso in riassunzione nel giudizio di rinvio segue questa regola.

 

L’incongruenza di dover depositare copia autentica cartacea nel processo tributario telematico

Qual’è l’incongruenza?
Il fatto che deve essere depositata, a pena di inammissibilità, copia autentica della sentenza della Cassazione.
Come è possibile depositare la copia autentica della sentenza della Cassazione, che è un documento cartaceo, in un processo telematico?
Con l’aggravante che la produzione deve avvenire a pena di inammissibilità?

Un aiuto alla soluzione di questo grave problema viene dal terzo comma dell’articolo 63.
Appunto:

“In sede di rinvio si osservano le norme stabilite per il procedimento davanti alla commissione tributaria a cui il processo è stato rinviato.”

Pertanto, è il testo stesso della norma che dà la soluzione.

Se il giudizio di rinvio deve seguire il telematico, la produzione non può che avvenire in modalità telematica.
Cioè: non è ammesso il deposito in segreteria della Commissione Tributaria Regionale della copia autentica analogica.

Ecco come si deve comportare l’avvocato tributarista: chiede alla cancelleria della Corte di Cassazione copia autentica della sentenza, la scansiona, la firma digitalmente e ne attesta la conformità all’originale analogico, esercitando il potere previsto dall’articolo 25-bis, D. Lgs. 546/92.

E buon processo!

 

 

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