Aspetti fiscali degli investimenti ambientaliAvvocato tributarista Ancona

La dichiarazione dei redditi è modificabile?

Modifica dichiarazione dei redditi

La dichiarazione dei redditi è una dichiarazione di volontà?

La sentenza 903/2/2019 è passata in giudicato per mancata impugnazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. È un traguardo importante, considerando che c’è divergenza di opinioni all’interno della Commissione Tributaria Regionale del Piemonte sull’argomento. La maggior parte delle sezioni ritiene che la dichiarazione fiscale contenga una dichiarazione di volontà. Per questo è modificabile dal contribuente solo in caso di errore riconoscibile dalla controparte. Per chi conosce il tema, si tratta di un orientamento in palese contrasto con quello della Cassazione che, in modo costante e da tempo risalente, considera la dichiarazione fiscale come una dichiarazione di scienza. Cioè la rappresentazione di fatti che denotano la capacità contributiva del soggetto. Analizziamola insieme.

Mi sono già occupata della sentenza 903/2/19 della Commissione Tributaria Regionale del Piemonte nel post “Investimenti ambientali: la CTR Piemonte è a favore del contribuente”.
L’avevo analizzata sotto un profilo diverso: quello della cumulabilità tra tariffe incentivanti per gli impianti fotovoltaici e Tremonti ambientale.
Si tratta di un aspetto “a monte” rispetto a quello della modificabilità della dichiarazione fiscale.

Riassumo brevemente il tema: l’articolo 2, comma 152° della legge 244/2007 escludeva la cumulabilità delle tariffe agevolate con altri incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto energia, in conto capitale o  in conto interessi con capitalizzazione anticipata assegnati dopo il 31 dicembre 2007.

Non era chiaro se anche la Tremonti ambientale facesse parte della categoria “incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto energia, in conto capitale o  in conto interessi con capitalizzazione anticipata”.

In teoria no, essendo la Tremonti una detassazione e non un incentivo del tipo di quelli elencati, ma l’incertezza ha regnato sovrana fino al 2011.
In quell’anno è stato approvato l’articolo 26, 3° comma, del  D.Lgs n. 28 del 03/03/2011, secondo cui:

“Il primo periodo del comma 152 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, non si applica nel caso di fruizione della detassazione dal reddito d’impresa degli investimenti in macchinari e apparecchiature… (omissis)”.

Altra norma riguardante gli impianti fotovoltaici è  l’ art. 19 del D.M. 5.7.2012 “V conto energia”.
Esso prevede che un impianto fotovoltaico può beneficiare sia della tariffa incentivante prevista dal conto energia, sia dell’agevolazione Tremonti ambiente, fino ad un limite massimo del 20%  dell’investimento.

 

Modificare la dichiarazione fiscale: si può?

In questo post affronto la situazione “a valle”.
Cioè: una volta riconosciuta la cumulabilità, è possibile per il contribuente modificare la dichiarazione fiscale già presentata per inserire la variazione in diminuzione per la Tremonti ambientale?

Come ho anticipato sopra la Commissione Tributaria Regionale del Piemonte non è affatto univoca sull’argomento.

Tante sezioni seguono la tesi avanzata dall’Agenzia delle Entrate, secondo cui la mancata indicazione della variazione in diminuzione per la Tremonti ambientale nella dichiarazione fiscale è frutto di un opzione del contribuente.

In altre parole, il contribuente ha espresso la volontà di non aderire alla Tremonti ambientale e non può tornare indietro.

Questa tesi molto estrema non è fondata.
Perché? Perché per qualificare come dichiarazione di volontà un comportamento del contribuente non si può utilizzare il “buon senso comune”.

Cosa intendo dire?
La mancata indicazione della variazione in diminuzione nella dichiarazione fiscale originaria non si può considerare come una “scelta di non esporre la variazione in diminuzione”.

 

Buon senso comune versus concetti giuridici

L’uomo comune mi potrebbe obiettare che ho torto.
In realtà, quando interpretiamo dei testi giuridici dobbiamo utilizzare dei concetti giuridici e non delle nozioni di senso comune, che, cioè, utilizziamo nella quotidianità.

Quando la mancata indicazione di una variazione in diminuzione nella dichiarazione fiscale va considerata come dichiarazione di volontà?
Quando è la legge stessa che lo prevede.
Ad esempio, la legge che introduce un’agevolazione può prevedere un certo iter per ottenerla: presentare una domanda entro un certo termine di tempo, barrare una casella nella dichiarazione fiscale e così via.

Nella maggior parte dei casi la legge istitutiva dell’agevolazione prevede un iter “a pena di decadenza”.
Cosa significa?
Che se l’iter non viene seguito nel tempo e nei modi previsti l’agevolazione non può essere fruita.

Ecco! Questo  tipo di dichiarazione è una dichiarazione di volontà.
Un esempio per tutti: nel quadro del calcolo dell’imposta, il contribuente barra la casella dell’adeguamento agli studi di settore e paga un importo più alto di quello dovuto senza adeguamento.

Può tornare indietro e chiedere il rimborso della maggiore imposta?

No, la dichiarazione non può essere modificata, perchè il contribuente ha espresso la sua volontà di adeguarsi al maggior reddito ricalcolato applicando gli studi di settore.

È evidente che si tratta di situazioni marginali, eccezionali che, quindi, non possono essere estese ad altre situazioni.

La legge istitutiva della Tremonti ambientale non delinea alcun tipo di procedimento da seguire, né individua termini di decadenza.
Perciò, si è espressa correttamente la sezione seconda della Commissione Tributaria Regionale del Piemonte, riconoscendo al contribuente la facoltà di modificare la dichiarazione fiscale originale, anche in sede giudiziaria.

Ancora una volta si conferma l’importanza di rivolgersi ad  un professionista specializzato in questa materia, che usa termini tecnici che necessitano professionalità e preparazione per essere intesi: un avvocato tributarista.

 

 

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