Inerenza delle spese di sponsorizzazioneSpese di pubblicitàSponsorizzazioni sportive

Il Decreto Agosto e le spese pubblicitarie

Spese di pubblicita 2020

L’articolo 81 del D.L. n. 104/2020, cd. “Agosto” prevede un credito d’imposta per spese pubblicitarie nel settore sportivo. La notizia suscita non solo interesse, ma anche speranza. Infatti, è noto che la pratica sportiva nel nostro Paese non ha la dovuta attenzione da parte dello Stato. A cominciare dalle strutture sportive pubbliche, dall’inesistente cultura della pratica sportiva come veicolo di sana socialità, di valori etici e di condivisione. Se, poi, si considerano le politiche scolastiche, è difficile non essere presi dallo sconforto. Non solo riguardante la penuria di strutture, ma la considerazione di educazione fisica (ora sublimata in scienze motorie) come la cenerentola del curriculum scolastico, la prima ad essere sacrificata.
Gli effetti di questo approccio sono ben noti ai pediatri e ai medici di base. Purtroppo ci si è dimenticati: mens sana in corpore sano.
La deducibilità delle sponsorizzazioni a favore di associazioni sportive dilettantistiche è sicuramente uno strumento di sostegno alla pratica dilettantistica dello sport.
Il credito d’imposta per le spese pubblicitarie nell’ambito sportivo lo sarà altrettanto?
Vediamolo insieme.

Regime fiscale delle sponsorizzazioni sportive

Il regime fiscale delle sponsorizzazioni sportive è un argomento che mi ha sempre interessato. Mi rende più simpatiche e umane le aride norme fiscali.

Sul sito si possono leggere vari post sulle sponsorizzazioni.

Finora le sponsorizzazioni a favore degli enti sportivi sono state caratterizzate da due regimi.
Le spese pubblicitarie, a cui appartengono le sponsorizzazioni, a favore di enti sportivi in generale sono deducibili come costi dell’attività di impresa se inerenti.
Perciò, l’impresa individuale o la srl che sostiene un costo di pubblicità a favore di un ente sportivo può dedurlo se dimostra che sia inerente la propria attività d’impresa.

Ho volutamente utilizzato un termine generico per indicare i destinatari delle sponsorizzazioni.
Perciò: società sportive lucrative, associazioni sportive dilettantistiche non iscritte al CONI possono essere sponsorizzate.
Naturalmente lo sponsor dovrà provare l’inerenza alla propria attività. Inoltre, dovrà documentare che la sponsorizzazione è stata effettuata.

Il secondo regime è solo per le spese di sponsorizzazione entro i 200.000 € svolte a favore di associazioni sportive dilettantistiche iscritte alle rispettive federazioni nazionali.
Questa normativa introduce una presunzione della natura pubblicitaria di queste spese e, secondo un orientamento costante della Cassazione, di inerenza delle sponsorizzazioni.

Con queste norme si deve confrontare il credito d’imposta per le spese pubblicitarie in ambito sportivo.

Non vi preoccupate! Non intendo annoiarvi con una spiegazione scolastica! 
Tratteggerò alcuni spunti di riflessione e chi è interessato a sottopormi un caso concreto, può contattarmi.

Destinatari e importi delle spese pubblicitarie

Il primo spunto riguarda i destinatari delle spese pubblicitarie, sponsorizzazioni incluse.
Queste spese si possono effettuare a favore delle leghe che organizzano campionati nazionali a squadre nell’ambito delle discipline olimpiche, società sportive professionistiche, società ed associazioni sportive dilettantistiche iscritte al registro CONI, operative e che svolgono attività sportiva giovanile (i destinatari devono certificarlo). I destinatari devono avere ricavi della gestione caratteristica relativi al 2019, prodotti in Italia, almeno pari a € 200.000 e fino a 15 milioni di €.

Sono escluse le sponsorizzazioni nei confronti dei soggetti che aderiscono al regime ex L. 398/91.

Il secondo riguarda l’importo delle spese pubblicitarie: non dev’essere inferiore a 10.000 €.

Caratteristiche delle spese pubblicitarie

Trovo che queste caratteristiche delle sponsorizzazioni siano estremamente selettive. Inoltre, fanno sorgere dei dubbi interpretativi (almeno a me che sono un avvocato tributarista e non un dirigente sportivo).

Cosa significa “campionati nazionali a squadre”? Gli sport individuali sono inclusi?

L’esclusione delle sponsorizzazioni ex L. 398/91 significa che l’impresa che intende sponsorizzare un’associazione sportiva dilettantistica, iscritta alla relativa federazione nazionale, si trova ad un bivio.

Conviene applicare la deducibilità delle sponsorizzazioni effettuate entro i 200.000 € oppure il credito d’imposta sulle spese pubblicitarie?

La platea dei destinatari delle sponsorizzazioni si restringe ulteriormente se si considera l’importo minimo di ricavi: € 200.000.  Questo penalizza quelle associazioni sportive dilettantistiche che non hanno la possibilità di conseguire  ricavi di questa entità.

Quali spese pubblicitarie si vogliono sostenere?

Le pur sintetiche considerazioni consentono di trarre alcune conclusioni: l’impresa che intende sostenere lo sport non può scegliere a cuor leggero.

Occorrerà una valutazione delle caratteristiche particolari della spesa pubblicitaria che si intende sostenere.
In un secondo momento si dovranno comparare, conti alla mano, i tre regimi per valutare quale sia il più conveniente per l’impresa.

 

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