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Il Covid-19 ha effetti sulla “stabile organizzazione”?

Stabile organizzazione - Covid-19

Residenza fiscale dopo il lockdown

Nel post “Residenza fiscale: cosa cambia con il lockdown del Covid19” ho analizzato la situazione in cui si sono venuti a trovare i lavoratori dipendenti ed i professionisti con lo smart working.
Lavorare da casa può modificare la residenza fiscale del contribuente?

Ovviamente questa è una domanda che si pongono solo quei contribuenti che hanno trasferito la propria residenza fiscale all’estero e che, a causa del Covid19, sono ritornati nello Stato di cittadinanza.

L’OCSE nel documento “Analysis of Tax Treaties and the Impact of the COVID-19 Crisis” ha affrontato questo tema.
In particolare, ha citato delle linee guida adottate da alcuni Stati (Irlanda, Australia, Regno Unito) che hanno anche stabilito quale sia l’impatto del COVID-19 sulla nozione di residenza fiscale delle persone fisiche sia nella normativa interna che nelle Convenzioni contro le doppie imposizioni.

La residenza fiscale delle persone fisiche è un aspetto di una situazione molto sfaccettata.

Un altro tema è quello della “stabile organizzazione” delle imprese.
Può il Covid 19 cambiare la fiscalità delle imprese?
Anche questo interrogativo è stato affrontato dall’OCSE, che ha fornito spunti molto utili.

“Stabile organizzazione” in pillole

Cos’è la “stabile organizzazione” e a che serve?
Cerco di esporre l’argomento in modo semplice e sintetico.

La “stabile organizzazione” è una sede fissa di affari con cui un’impresa residente in uno Stato esercita, in tutto o in parte, la sua attività sul territorio di un altro Stato.
La “stabile organizzazione” è uno strumento per tassare l’attività svolta da un’impresa in uno Stato diverso da quello in cui essa è residente.

Ci sarebbero tanti aspetti di cui scrivere, ma per rispettare la promessa di essere semplice, ne sottolineo solo uno.
La “stabile organizzazione” non è un’impresa autonoma rispetto alla casa madre (cioè all’impresa non residente).

Faccio un esempio.
Gamma Srl è un’impresa residente a Mantova e svolge la propria attività anche a Cordoba (Spagna).
L’attività esercitata a Cordoba è, per semplificare, una divisione della Gamma Srl italiana.
In termini tecnici si parla di “stabile organizzazione” in Spagna di Gamma Srl.
La “stabile organizzazione” è uno dei modi con cui Gamma Srl può svolgere la propria attività a Cordoba.

Per farvi capire meglio il concetto: Gamma Srl potrebbe anche costituire una società in Spagna (Gamma Espana) e possederne le quote.
In questo modo Gamma Espana è una società spagnola a tutti gli effetti ed è indipendente da Gamma Srl.

Perchè è importante questa distinzione tra società autonoma e “stabile organizzazione”?
Perchè i redditi prodotti dalla “stabile organizzazione” si imputano alla casa madre.
Dunque, la casa madre paga le imposte sia nello stato della “stabile organizzazione” che in quello della propria residenza.

Tornando a Gamma Srl: la “stabile organizzazione” a Cordoba produce un utile di 1.000.000 di Euro.
Gamma Srl pagherà le imposte in Spagna e includerà l’utile anche nel proprio reddito imponibile italiano.
Calcolerà l’IRES sul reddito complessivo (Cordoba+Italia) e sottrarrà le imposte che ha già pagato in Spagna.

Alcuni esempi di “stabile organizzazione”

Qualsiasi attività svolta in un altro stato fa nascere una “stabile organizzazione”?
Saperlo è molto importante.

L’OCSE ha approvato un elenco; cito, a titolo esemplificativo: una sede di direzione, un’officina, un laboratorio, un cantiere di costruzione o di montaggio o di installazione, se abbia una durata superiore a tre mesi.

Anche il DPR 917/86, all’articolo 162, disciplina la “stabile organizzazione”.
Per esprimermi in termini comprensibili:

La “stabile organizzazione” è l’evidenza di una scelta permanente della casa madre.

Perciò, le attività preparatorie o ausiliarie non sono “stabile organizzazione”.

“Stabile organizzazione” e Covid-19

La sintetica spiegazione del paragrafo precedente fa comprendere come le modifiche organizzative dovute al Covid-19 possano cambiare la “stabile organizzazione”.
Perciò, non è ozioso l’interrogativo: la presenza di un cantiere per più di tre mesi in uno Stato diverso da quello di residenza a causa del Covid-19 fa nascere una “stabile organizzazione” in quello Stato?

Ancora un esempio.
Immaginiamo un’impresa di costruzioni stradali di Ventimiglia a cui il 30 Gennaio 2020 è stato appaltato un lavoro di manutenzione straordinaria a Nizza.
Fine lavori stabilita il 13 Marzo 2020.

I lavori vengono svolti da personale dipendente italiano che rimane a Nizza dal lunedì al venerdì e torna a Ventimiglia il fine settimana.
Dal 9 Marzo non è possibile uscire dall’Italia (per onestà intellettuale preciso che non ho controllato il D.P.C.M., ma ipotizziamo per esemplificare che sia così).
Il cantiere riapre il 4 Maggio 2020.
Il cantiere è rimasto aperto in Francia per più di tre mesi.
È “stabile organizzazione” in Francia dell’impresa edile di Ventimiglia?

Il documento dell’OCSE fornisce una chiave di lettura di “buon senso” ed in linea con la ratio della “stabile organizzazione”.

La creazione di una “stabile organizzazione”, attraverso cui la casa madre svolge affari in uno Stato estero, è frutto di pianificazione.
È indubbiamente una scelta volontaria.
L’OCSE osserva che il Covid 19 non è una scelta voluta.
L’interruzione di un cantiere a causa del Covid 19 non è l’esito di una pianificazione della casa madre.

Perciò, l’OCSE conclude che la durata dell’interruzione del cantiere non dev’essere considerato nel calcolo del periodo minimo per considerarlo una “stabile organizzazione”.

Se la stabile organizzazione è un incidente sopravvenuto

L’analisi dell’OCSE risolve in modo pragmatico problemi che le imprese incontrano quotidianamente.
Come si comprende dagli esempi, non è necessario essere una multinazionale per doversi interrogare sulla “stabile organizzazione”.
È evidente che le soluzioni fornite dall’OCSE devono essere implementate dalle imprese interessate dal punto di vista della prova.

In parole povere: occorre documentare in modo plausibile ed esaustivo che la permanenza in un altro Stato membro è un incidente sopravvenuto e non una pianificazione.

Come scegliere la documentazione e come presentarla in caso di richiesta da parte delle autorità fiscali?
L’avvocato tributarista è la figura professionale che vi può affiancare nella sistemazione di questa situazione.

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