Effetti fiscali degli investimenti esteri delle persone fisiche

Cosa succede dal 2017 alle persone fisiche residenti all’estero?

Investimenti esteri delle persone fisiche

Nel precedente post “Focus sulla residenza fiscale delle persone fisiche” ho approfondito la ragione dell’importanza di sapere dove si è fiscalmente residenti.
Infatti, solo i soggetti residenti in Italia scontano qui le imposte sul reddito ovunque prodotto (cd. “worldwide taxation”) e solo i soggetti residenti in Italia devono compilare il Quadro RW per comunicare all’Amministrazione finanziaria i dati dei beni patrimoniali e delle attività finanziarie detenute all’estero che possono produrre reddito tassabile in Italia.

Ho, poi, analizzato i criteri che il Testo Unico delle Imposte sui Redditi stabilisce per definire una persona fiscalmente residente in Italia e come gli Stati, tramite le Convenzioni contro le doppie imposizioni, hanno risolto il problema della doppia imposizione sui redditi prodotti dai propri contribuenti.

Il primo post “Effetti fiscali degli investimenti esteri delle persone fisiche” intendeva essere una carrellata sugli effetti fiscali degli investimenti esteri delle persone fisiche: l’obbligo del monitoraggio fiscale, il contenuto del Quadro RW: attività estere di natura finanziaria ed investimenti patrimoniali all’estero suscettibili di produrre redditi in Italia, le due imposte patrimoniali sui cespiti esteri (IVIE, Imposta sul valore degli immobili all’estero, con l’aliquota dello 0,76% ed IVAFE, Imposta sul valore delle attività finanziarie possedute all’estero, con aliquota  dello 0,2%).

Oggi aggiorno questi post in riferimento ai cittadini italiani che si sono cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e si sono trasferiti all’estero e a quei cittadini che lo hanno fatto solo a scopo evasivo. Come il Fisco italiano li può controllare? Possono dormire sonni tranquilli?

 

Sommario.

  1. Passaggio dall’anagrafe comunale all’anagrafe nazionale delle persone residenti in Italia

  2. Regime transitorio

  3. Perché il ministero delle finanze acquisisce i dati dell’anagrafe nazionale?

  4. Quali sono i criteri per l’inserimento nelle liste dei controlli selettivi?

 

1. Passaggio dall’anagrafe comunale all’anagrafe nazionale delle persone residenti in Italia

Nel lontano 2005 venne istituita l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), perchè il legislatore si rese conto che la comunicazione delle cancellazioni dall’Anagrafe della popolazione residente, fino ad allora tenuta dai Comuni, non consentiva un efficace controllo dei contribuenti che fittiziamente si cancellavano da tale Anagrafe, pur rimanendo sostanzialmente residenti in Italia.
Perciò, l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente doveva subentrare nella gestione finora svolta dai Comuni.

 

2. Regime transitorio

Il subentro nell’acquisizione dei dati custoditi presso le Anagrafi comunali e la gestione a livello nazionale è avvenuta con tempi lenti; perciò, già nel 2008, si era previsto che i dati relativi ai cittadini italiani cancellati dalle Anagrafi della Popolazione Residente ed iscritti in quella dei Residenti all’Estero fossero comunicati all’Agenzia delle Entrate, con cadenza non inferiore al semestre, dal Ministero dell’Interno, presso cui è istituita l’Anagrafe Nazionale delle Persone Fisiche residenti all’Estero.

La comunicazione riguarderà anche i dati delle persone che si sono cancellate dall’1.01.2010, se non sono già stati comunicati all’Agenzia.

 

3. Perché il ministero delle finanze acquisisce i dati dell’anagrafe nazionale?

L’obiettivo è di utilizzare questi elementi per formare liste selettive (cioè in cui vengono inseriti i soggetti selezionati dall’Agenzia delle Entrate) per i controlli relativi ad attività finanziarie e investimenti patrimoniali esteri non dichiarati.

Perciò, coloro che stanno tranquilli pensando che sia sufficiente iscriversi all’Anagrafe dei Residenti all’Estero, farebbero bene a riconsiderare la loro scelta.

 

4. Quali sono i criteri per l’inserimento nelle liste dei controlli selettivi?

Il Provvedimento n. 43999 del 3.03.2017 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate è stato emanato in attuazione della norma che ha istituito le liste selettive di cui ho parlato nel par. 3.

Perciò, questo è un provvedimento attuativo, cioè che permette l’avvio dei controlli selettivi.

Quali sono i “fortunati” che verranno inseriti nelle liste selettive o, in altre, parole, quali sono i criteri per essere inclusi nelle liste selettive?

  • Residenza dichiarata in uno degli Stati a fiscalità privilegiata (ossia black list).
    Ad esempio, Caio si è cancellato dall’Anagrafe della Popolazione Residente, indicando che ha trasferito la residenza alle British Virgin Islands.
  • Movimenti di capitale da e verso l’estero, trasmessi dagli operatori finanziari nell’ambito del monitoraggio fiscale.
    Ad esempio, Caio, pur dichiarando di essere residente alle British Virgin Islands dal 2015, nel 2017 fa un bonifico dalla Banca Monte dei Paschi di Siena, filiale di Siena, alla Banca Chase, filiale di Londra.
  • Informazioni relative ai patrimoni immobiliari e finanziari detenuti all’estero, trasmesse dalle Amministrazioni fiscali estere nell’ambito di Direttive europee e di Accordi di scambio automatico di informazioni.
    Ad esempio, l’Amministrazione finanziaria inglese ha comunicato a quella italiana che presso la Banca Chase, filiale di Londra, Caio ha sottoscritto un’obbligazione che dà diritto a delle cedole trimestrali.
  • Residenza in Italia del nucleo familiare del contribuente.
    Ad esempio, Sempronia (moglie), Tiziuccio e Mariuccia (figli di Caio) sono residenti a Roma, dove i figli frequentano le scuole.
  • Atti del registro segnaletici dell’effettiva presenza in Italia del contribuente.
    Ad esempio, nel Gennaio 2017 Caio ha effettuato una donazione di una casa alla sorella Petronia.
  • Utenze elettriche, idriche, del gas e telefoniche attive.
    Ad esempio, tutte le utenze della casa di Roma continuano ad essere intestate a Caio.
  • Disponibilità di autoveicoli, motoveicoli ed unità da diporto.
    Ad esempio, dal PRA risulta che Caio è intestatario di una Porsche.
  • Titolarità di partita IVA attiva.
    Ad esempio, Caio è titolare di una partita IVA per la sua attività di gioielliere.
  • Rilevanti partecipazioni in società residenti di persone o a ristretta base azionaria.
    Ad esempio, Caio è titolare del 25% delle quote di una Sas immobiliare.
  • Titolarità di cariche sociali.
    Ad esempio, Caio è sindaco revisore dell’associazione dei gioiellieri di Tor Bella Monaca.
  • Versamento di contributi per collaboratori domestici.
    Ad esempio, Caio versa regolarmente i contributi per la colf della casa di Roma.
  • Informazioni trasmesse dai sostituti d’imposta con la Certificazione unica e con il modello dichiarativo 770.
    Ad esempio, Petronilla, iscritta all’AIRE come residente alle Bahamas, risulta aver percepito compensi come presentatrice televisiva nell’emittente “Televiggiù”.
  • Informazioni relative ad operazioni rilevanti ai fini IVA.
    Ad esempio, Petronilla ha acquistato nella gioielleria di Caio un collier per € 7.000.

Le situazioni di Petronilla e Caio, presentando almeno due indici individuati nel Provvedimento n. 43999 del 2017, saranno incluse nella lista dei controlli selettivi e dovranno fornire al Fisco i chiarimenti necessari in merito alla mancata compilazione del Quadro RW.

Da questo post si possono trarre le seguenti conclusioni:

  1. non è automatico che chi si cancella dalle anagrafi della popolazione residente possa essere controllato. Sarà escluso il contribuente onesto ed accorto che si è effettivamente trasferito all’estero e che in Italia non ha alcun legame per gli affari;
  2. chi, invece, persiste nell’intento becero di risiedere effettivamente in Italia, beneficiare dei servizi senza pagare le tasse, pensando che la fittizia residenza all’estero lo possa tutelare, avrà delle amare sorprese.

 

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