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Compensi incassati dopo il trasferimento all’estero: dove sono tassati?

Tassazione compensi esteri

Sono particolarmente interessata al tema della residenza fiscale e alle sue conseguenze.
Ne ho trattato in numerosi post: l’ultimo: “Residenza fiscale delle persone fisiche – Luci ed ombre”.

 

La residenza fiscale di un contribuente e le imposte sul reddito

Altri post per chi fosse interessato ad approfondire il discorso.

In  sintesi ho spiegato, da diverse angolature e con l’aiuto delle sentenze, che la residenza fiscale di un contribuente è un concetto cruciale per le imposte sul reddito.
Infatti, i redditi prodotti dalle persone fisiche vengono tassati nello Stato dove sono fiscalmente residenti.
Non solo!

 

Il principio di “tassazione del reddito mondiale”

Per il principio di “tassazione del reddito mondiale” lo Stato di residenza fiscale attrae tutti i redditi prodotti nel mondo da quel contribuente.
È fondamentale, quindi, capire dove si è fiscalmente residenti, per evitare contestazioni da parte del Fisco.
Normalmente, la situazione non è problematica: chi vive e lavora in Italia è anche fiscalmente residente in Italia.

La domanda si pone per quei contribuenti che vivono in Italia e lavorano all’estero oppure si trasferiscono all’estero per lavorare.
Rinvio per gli approfondimenti ai post che ho elencato prima.
Qui mi limito a ricordare che non è una situazione da “prendere alla leggera” o da sottovalutare e che, come ricordo sempre, occorre rivolgersi ad un avvocato tributarista.

 

L’avvocato tributarista si può contattare anche prima di trasferirsi all’estero

L’avvocato tributarista si può contattare anche prima di trasferirsi all’estero e gli si espone tutta la situazione, senza nascondere nulla e, con il suo aiuto,  si comprenderà non solo dove si è fiscalmente residenti, ma anche quali elementi sono utili per dimostrarlo in caso di richieste di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

 

Compensi incassati dopo il trasferimento all’estero

In questo post mi rivolgo a quei contribuenti che, prima di trasferire la residenza fiscale all’estero, lavoravano come professionisti in Italia.

Queste persone hanno emesso fattura e non hanno ottenuto l’incasso quando erano fiscalmente residenti in Italia.
Ad esempio, nel 2018 un ingegnere fiscalmente residente in Italia aveva emesso fattura per un progetto. A Febbraio 2019 si trasferisce in Olanda ed è fiscalmente residente in Italia per il 2019.
A Maggio 2019 incassa la fattura emessa nel 2018.
Dove viene tassato questo compenso?

Attenzione! Distinguiamo l’ambito delle imposte dirette da quello dell’IVA!

In questo post sto analizzando la tassazione sul reddito.
Inoltre, se siete stati attenti, nell’esempio ho scritto che nel 2018 l’ingegnere aveva emesso fattura. Quindi, l’IVA era stata liquidata e nel 2019 non ci interessa più l’aspetto IVA.

Dopo questo chiarimento, iniziamo con la domanda: Dove è fiscalmente residente l’ingegnere nel 2019?
Si è trasferito in Olanda nel Febbraio 2019 ed è fiscalmente residente in questo Paese nel 2019.
Perciò, non è fiscalmente residente in Italia.
Perciò, il pagamento della fattura nel 2019 viene fatto ad un soggetto fiscalmente non residente.

 

Dove si è fiscalmente residenti nel periodo d’imposta dell’incasso?

La risposta all’interpello n. 512 dell’11.12.2019 chiarisce proprio questo aspetto: per capire dove sia tassato il compenso che viene incassato, bisogna verificare dove si è fiscalmente residenti nel periodo d’imposta dell’incasso, non in quello della fatturazione.
Evidentemente se la fatturazione e l’incasso avvengono nel medesimo periodo d’imposta, il problema andrà valutato in riferimento a questo periodo d’imposta.

 

 

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