Avvocato tributarista JesiCalcolo della Tari per i rifiuti speciali

Calcolo TARI aree scoperte: quando sono tassabili?

Calcolo tari aree esterne

L’esperienza professionale mi ha fatto avvicinare a numerosi casi di assoggettamento a TARI di aree scoperte. Non sempre la TARI era dovuta.  La quasi totalità dei contribuenti è all’oscuro di quali siano le condizioni per poter applicare la TARI sulle aree scoperte. Brancola nel buio o finge di farlo anche la maggior parte dei funzionari dell’Ufficio tributi.

È corretta la scelta di comprendere le aree esterne nelle superfici tassabili “per non commettere errori”?

I Regolamenti comunali possono introdurre condizioni ulteriori per esentare le aree esterne da TARI? Qual’è il rimedio per il contribuente in questi casi?

 

Cosa sono le aree esterne nel calcolo della Tari

Le aree esterne sono tutte le superfici diverse dai locali (intesi come vani chiusi o chiudibili). Possono essere aree pertinenziali di immobili: cioè aree a servizio od ornamento di un immobile (ad esempio, un giardino, un parcheggio, una rampa). Esistono anche aree non pertinenziali, come ad esempio un’area edificabile.

 

Cosa c’entrano le aree esterne con la TARI?

La TARI interessa anche le aree esterne. Mi spiego meglio: alcuni tipi di area esterna sono tassabili. È, quindi, molto importante capire che tipo di area stiamo utilizzando.

Non tutte le aree esterne, infatti, sono tassate. La tassa rifiuti si applica alle aree esterne operative. Con questo aggettivo ci si riferisce a quelle aree dove si svolgono attività economiche produttive di rifiuti.

Ad esempio, sono aree operative i camping, i distributori di carburante, i ristoranti all’aperto, i parcheggi scoperti a pagamento, i locali da ballo all’aperto.

Quindi, il termine “aree operative” va interpretato in senso tecnico e non in base al senso comune.

Ecco un esempio.
Se un’autofficina ha un area esterna adibita a rimessaggio veicoli, dal punto di vista TARI essa non è operativa. Infatti, nel parcheggio non viene svolta un’attività economica distinta da quella che si svolge nei locali.

Nelle aree operative l’attività economica rende l’area esterna suscettibile di produrre rifiuti e questo è il presupposto impositivo della TARI.

Sono escluse da TARI: le aree comuni condominiali e le aree scoperte pertinenziali di locali tassati.

I locali tassati possono essere sia civili abitazioni che locali produttivi (ad esempio: uno stabilimento, un ristorante).

Le aree pertinenziali a locali tassati possono essere: parcheggi scoperti, giardini, aree di manovra e transito, ecc.

È evidente che, se l’area è strumentale al locale di cui è pertinenza, non è suscettibile di produrre rifiuti. La TARI su eventuali rifiuti che si dovessero produrre in modo sporadico nelle aree pertinenziali a locali tassati è già compresa in quella dovuta per il locale tassato.

Ad esempio, la cartaccia gettata sporadicamente nel giardino di casa non rende il giardino area produttiva di rifiuti, ma la cartaccia è compresa nei rifiuti prodotti dalla casa (locale già tassato).

 

Cosa prevede la normativa sulla Tari

La normativa sulla TARI assoggetta le aree esterne operative, cioè quelle in cui si svolge attività economica produttiva di rifiuti.

Vengono, invece, escluse dalla TARI le aree esterne pertinenziali o accessorie a locali tassabili, siano civili abitazioni o immobili ad uso commerciale o produttivo.

 

Il Regolamento comunale può derogare alla legge?

Il Regolamento comunale non può mai essere in contrasto con la legge.

Questo vale anche per la TARI. Perciò, sono illegittimi i Regolamenti che dovessero assoggettare a TARI le aree esterne pertinenziali o accessorie a locali tassabili.

 

Come si può difendere il contribuente?

Di fronte ad un Regolamento che deroghi alle previsioni della normativa nazionale e applichi la TARI anche su un’area esterna che per legge dovrebbe essere esclusa, il contribuente può chiedere al giudice tributario di disapplicare il Regolamento.

 

Situazioni dubbie riguardo la Tari

Ovviamente c’è da considerare l’opportunità di non arrivare allo scontro con l’ente locale, ma di concludere un accordo che soddisfi entrambe le parti.
Questo soprattutto in situazioni che possono essere fonte di contenzioso tra i contribuenti e l’ente locale.

La legge è chiara; tuttavia, alcuni chiarimenti dell’ANCI mettono in dubbio l’esclusione da TARI delle aree esterne destinate a deposito di rifiuti speciali.

La scelta va fatta caso per caso, in base all’estensione delle superfici dove vengono depositati temporaneamente i rifiuti speciali in attesa del ritiro da parte degli smaltitori utilizzati.

Personalmente privilegio sempre il compromesso con il Comune, salvo che si tratti di situazioni eclatanti o che vengano tassate superfici estese, a danno del cliente.

 

 

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