Il sostegno allo sport e l’atteggiamento dell’Agenzia delle Entrate

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Il sostegno allo sport e l’atteggiamento dell’Agenzia delle Entrate. Recentemente ho avuto modo di leggere sui quotidiani degli interventi che auspicano un maggiore coinvolgimento delle aziende nella sponsorizzazione dello sport, sia a livello giovanile, che a livello di prima squadra professionistica. E’ assolutamente condivisibile l’appello lanciato dalle colonne dei quotidiani affinché i giovani possano praticare sport, dato che senza l’intervento dei privati, lo Stato pare sottovalutare l’importanza sociale e sanitaria di praticare sport a livello amatoriale. Tuttavia, chi opera nel settore della consulenza e del contenzioso tributario è al corrente della persecuzione posta in essere dagli uffici locali dell’Agenzia delle entrate nei confronti delle sponsorizzazioni sportive. In nome della (sacrosanta) lotta all’evasione fiscale ed alle operazioni fittizie si accertano operazioni che di fittizio nulla hanno, con il risultato che gli imprenditori, una volta scottati, optano per tenersi alla larga dalle sponsorizzazioni sportive. Occorrerebbe una visione d’insieme, una più approfondita conoscenza degli sport che vengono sponsorizzati e dei relativi costi di gestione ed una minore mala fede nel voler trovare a tutti i costi un capro espiatorio.

Quando la base imponibile IVA non è ridotta per effetto di sconti

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Quando la base imponibile IVA non è ridotta per effetto di sconti. L’articolo, prendendo spunto dalla sentenza C 300/2012 della Corte di giustizia UE affronta i vari casi di sconto ed il conseguente regime IVA. Nel caso di due operazioni distinte lo sconto di prezzo concesso in una delle due, impiegando una parte dell’incasso a cui si ha diritto nell’altra, non produce l’effetto di ridurre la base imponibile IVA L’interessante sentenza C-300/2012 della Corte di giustizia UE consente di analizzare la base imponibile IVA e le sue riduzioni. La fattispecie riguardava il servizio reso da un’agenzia di viaggi ai propri clienti (consumatori finali): vendita di pacchetti di tour operators, che remuneravano l’agenzia con una commissione. L’agenzia concedeva ai clienti uno sconto sul prezzo del pacchetto venduto, finanziato con una quota delle commissioni. Ad esempio, pacchetto venduto dal tour operator per 1.000 euro, prezzo praticato al cliente scontato a 980 euro, commissione dell’agenzia (4%) 40 euro, l’agenzia di viaggi finanziava lo sconto di 20 euro, devolvendo a tale scopo 20 euro delle commissioni a cui aveva diritto. Perciò, le due operazioni rimanevano distinte: il prezzo del viaggio non subiva riduzioni da parte del tour operator a cui l’agenzia di viaggi versava l’intero importo e la commissione sull’intermediazione rimaneva dovuta per intero dal tour operator. Trattandosi di operazioni distinte non era possibile che la riduzione di prezzo, meramente finanziaria, potesse condurre alla riduzione della base imponibile delle commissioni fatturate al tour operator o ad un rimborso dell’IVA versata sull’intera commissione fatturata. La […]

Ristorazione: guida all’emissione dei documenti fiscali

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Ristorazione: guida all’emissione dei documenti fiscali Autore: Lucia Ripa Editore: Filodiritto ISBN: 978-88-95922-24-9 Anno: 2012 Pagine: 63 Formato: ebook Gli aspetti operativi della certificazione dei corrispettivi spesso si risolvono a “buon senso”, lasciando aperto lo spazio per frequenti contestazioni in caso di verifica fiscale. Questo e-book risponde ai quesiti più frequenti che la pratica pone alla luce della normativa e della prassi ministeriale. Nel settore della ristorazione l’operatività pone degli interrogativi agli operatori che, normalmente, vengono affrontati con il “buon senso”. Tuttavia, esso non sempre coincide con quanto prescritto dalla prassi ministeriale, con il conseguente rischio di censura fiscale in caso di verifica. Di seguito si approfondiranno la normativa e la prassi ministeriale ancora attuale in materia con una serie di esempi pratici. ACQUISTA IL LIBRO

Guida alla fatturazione dei professionisti

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Guida alla fatturazione dei professionisti Autore: Lucia Ripa Editore: Filodiritto Editore ISBN:978-88-95922-20-1 Anno: 2012 Pagine: 46 Formato: ebook L’opera analizza le regole che devono essere osservate dai professionisti che emettono e ricevono fattura sia in ambito nazionale che comunitario. Numerosi esempi dettagliano operativamente la normativa. L’autrice guida il lettore a prendere consapevolezza delle basi giuridiche che fondano un certo comportamento, a partire dai principi generali sulle prestazioni di servizi fino alla disamina della prassi da seguire per rimediare ad errori od omissioni della fatturazione. La visuale teorico-pratica è completata da schemi di flusso, esempi e facsimili di documenti. ACQUISTA IL LIBRO

Il nuovo regime IVA delle prestazioni di servizi

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Il nuovo regime IVA delle prestazioni di servizi Autore: Lucia Ripa Editore: Nuova Giuridica ISBN:978-88-63830-28-6 Anno: 2010 Pagine: 215 Formato: brossura Analisi normativa, esempi, casi pratici e soluzioni. L’opera affronta tutte le tematiche connesse alle novità introdotte al regime IVA delle prestazioni di servizi dal Decreto legislativo di attuazione delle Direttive UE 2008/8/CE, 2008/9/CE e 2008/117/CE in materia di territorialità delle prestazioni di servizi e di lotta alla frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie. L’opera è arricchita da schemi comparativi tra vecchia e nuova normativa, l’indicazione degli adempimenti connessi alle novità, numerosi esempi e casi pratici risolti che ne facilitano la comprensione e aiutano l’operatore del diritto e il professionista nella pratica di tutti i giorni. Completano il volume documenti di prassi fra i quali risoluzioni e circolari volti a chiarire gli aspetti più controversi. ACQUISTA IL LIBRO

Nuova fatturazione IVA. Disposizioni della legge di stabilità 2013

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Nuova fatturazione IVA. Disposizioni della legge di stabilità 2013 Autore: Lucia Ripa Editore: Filodiritto ISBN: 978-88-95922-37-9 Anno: 2013 Pagine: 41 Formato: ebook La legge 228/2012 ha dato attuazione alla Direttiva UE 2010/45, modificando la normativa vigente, sia in riferimento alle operazioni interne che a quelle comunitarie, nell’ottica di una semplificazione degli adempimenti e di una semplificazione per i soggetti passivi che li devono porre in essere. In questo e-book si confrontano, con esempi pratici, la normativa vigente fino al 31.12.2012 e quella vigente dall’1.01.2013, cercando di dare soluzioni ai problemi operativi. ACQUISTA IL LIBRO

Somme corrisposte per anticipata risoluzione contratto di locazione: IVA o registro?

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Somme corrisposte per anticipata risoluzione contratto di locazione: IVA o registro? Le somme corrisposte al proprietario dall’affittuario che risolve anticipatamente il contratto di locazione di locali ad uso commerciale sono plusvalenze soggette ad IVA. L’articolo commenta l’ordinanza della Corte di Cassazione n. 16460 dell’1.07.2013 in merito all’assoggettamento ad IVA delle somme corrisposte al proprietario dall’affittuario in caso di risoluzione anticipata del contratto. La somma corrisposta al proprietario dall’affittuario che risolve anticipatamente il contratto di locazione di locali ad uso commerciale è plusvalenza soggetta ad IVA. Così si è pronunciata la Corte di Cassazione nell’ordinanza 16460 dell’1.07.2013. L’ordinanza prende le mosse dalla risoluzione anticipata, avvenuta nel 2002, di un contratto di locazione di locali ad uso commerciale, a cui seguì un accordo tra le parti, in esecuzione del quale il locatario corrispose al proprietario € 260.000. L’Agenzia delle Entrate emise avviso di accertamento considerando tale somma plusvalenza e non somma risarcitoria e, perciò, soggetta ad IRPEG, IVA ed IRAP. La Cassazione ritenne fondata tale qualificazione, in quanto le circostanze di fatto evidenziavano l’assenza di un lucro cessante che la somma incassata dal proprietario avrebbe dovuto risarcire ed, inoltre, perché alcuni giorni dopo la risoluzione, la proprietà aveva concesso i locali ad un canone più alto, quindi, i locali dovevano essere stati lasciati in ottimo stato. Pertanto, non si poteva trattare di somme corrisposte per indennizzare il proprietario di un lucro cessante (mancato guadagno), in quanto i fatti dimostravano l’esatto contrario. Questa sentenza offre lo spunto per fornire alcune indicazioni pratiche per […]

Regime fiscale degli accordi presi in sede di separazione o di divorzio

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Regime fiscale degli accordi presi in sede di separazione o di divorzio L’articolo approfondisce l’esenzione da imposta di bollo e registro degli accordi presi dai coniugi non solo in sede di divorzio, ma anche nella fase, più delicata, della separazione personale. Di seguito esaminerò gli aspetti fiscali degli accordi raggiunti dai coniugi/ex coniugi in sede di separazione o divorzio, la cui disciplina civilistica è stata illustrata dall’Avv.Checchini a pag.22. Gli atti in cui vengono trasposti gli accordi tra coniugi per risolvere i problemi economici che emergono durante la crisi matrimoniale sono esenti da qualsiasi tipo di tributo. Perciò, eventuali attribuzioni (beni o denaro) all’uno o all’altro coniuge non evidenziano alcuna capacità contributiva che, usualmente, viene tassata dalle imposte. La normativa L’articolo 19 della legge 74/1987 esenta da imposta di bollo, registro ed ogni altra tassa tutti gli atti, i documenti e i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, i procedimenti esecutivi e cautelari, diretti ad ottenere la corresponsione o la revisione degli assegni. Estensione dell’esenzione alla separazione personale L’articolo si riferisce espressamente solo al divorzio (scioglimento del matrimonio). La Corte Costituzionale, nella sentenza 154/99, riconoscendo che nella fase della separazione la situazione di contrasto tra coniugi è più aspra e drammatica rispetto a quella già stabilizzata al momento del divorzio, ha esteso l’esenzione anche agli accordi conclusi in questa fase. Scarica l’Articolo in pdf

Demolizione e ricostruzione senza rettifica della detrazione IVA

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Demolizione e ricostruzione senza rettifica della detrazione IVA L’articolo commenta la sentenza C-234/11 della Corte di Giustizia UE, che ha ritenuto che, in caso di acquisto, demolizione e ricostruzione di fabbricati destinati all’attività di impresa, non si debba rettificare l’IVA detratta all’atto di acquisto, poiché essi costituiscono una sequenza di fatti uniti e finalizzati al compimento di operazioni imponibili. L’acquisto, la demolizione e la ricostruzione di fabbricati destinati all’attività dell’impresa costituiscono un’unica sequenza di fatti uniti e finalizzati al compimento di operazioni imponibili. Non si deve rettificare l’Iva detratta all’acquisto. Così si è pronunciata la Corte di Giustizia UE nella sentenza C-234/11. Una società bulgara attiva nel settore energetico è stata conferitaria di un complesso immobiliare costituito da 3 fabbricati destinati alla produzione di energia, acquistati dalla società conferente con assoggettamento ad IVA. La società conferitaria ha ottenuto il permesso di costruire per modernizzare la centrale termoelettrica, demolendo una parte degli immobili conferiti, ciò che, in effetti, è avvenuto. Ad avviso delle autorità fiscali bulgare per effetto della demolizione la società avrebbe dovuto rettificare l’Iva detratta dalla società conferente al momento dell’acquisto dei fabbricati; la società, ritenendo diversamente, sceglie la via del contenzioso. L’oggetto della richiesta di pronuncia in via pregiudiziale da parte dei giudici bulgari è l’art. 185, par. 2 della Direttiva 2006/112/CE, secondo cui la rettifica della detrazione dell’IVA operata al momento dell’acquisto non è richiesta in caso di operazioni totalmente o parzialmente non pagate, in caso di distruzione, perdita o furto debitamente provati o giustificati. Precisamente, si […]