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Avvocato tributarista: verifica fiscale ad un avvocato

Verifica fiscale avvocato tributarista

Nella mia esperienza professionale ho incontrato contribuenti che sono rimasti scottati o dalla loro presunzione o dalla loro buona fede.
Con esiti devastanti e, nella maggior parte dei casi, impossibili da rimediare.

Un esiguo numero di contribuenti ha anche vissuto l’esperienza di affidarsi ad avvocati non tributaristi.
Anche questa strategia non si è rivelata proficua.

Il caso che mi è capitato è quello di un collega che ha subito una verifica fiscale e si è rivolto ad un avvocato non tributarista.
Ecco cos’è successo.

 

Cos’è una verifica fiscale?

In un precedente post “L’avvocato tributarista e la verifica fiscale” ho delineato le caratteristiche della verifica fiscale.

Si tratta di un controllo che può essere programmato (es. nell’anno X si verificano tutte le autofficine, nell’anno X+1 controlliamo tutte le lavanderie ecc.), oppure può avere come fonte di innesco un “controllo incrociato” o una segnalazione di altro Ufficio o Comando.

Il “controllo incrociato” significa richiesta da parte di un altro ente, che deriva da una verifica su altro contribuente. Ad es., la Guardia di Finanza verifica un’impresa che ha sostenuto dei costi per sponsorizzazioni e, di conseguenza, può far richiesta della documentazione che dimostri l’effettività della sponsorizzazione all’ente o associazione che sono stati sponsorizzati.

Come esposto in precedenza, la verifica può derivare anche dalla segnalazione di altro Ufficio dell’Agenzia delle Entrate o altro Comando della Guardia di Finanza.

Questo si verifica soprattutto nei controlli o indagini sulle frodi IVA, in cui viene verificato il soggetto che ha emesso fatture false (cd. “cartiera”) o, di conseguenza, tutti coloro che hanno utilizzato tali fatture per ridurre i costi.

Per chi fosse interessato ad una lettura in merito rimando ai miei post “Focus sulle operazioni oggettivamente inesistenti” e “Fatture false: quali conseguenze per chi le emette e per chi le utilizza”.

All’inizio della verifica il contribuente viene informato che si può far affiancare da un difensore di fiducia e che la documentazione richiesta e non esibita dal contribuente non potrà essere utilizzata successivamente a suo favore.

In questo caso esistono due tipi di contribuenti:

1. quello “tuttologo” ignora del tutto queste informazioni, addirittura non le legge nemmeno e rimane ostaggio dei verificatori. Appartiene a questa categoria anche il contribuente che pensa sia meglio risparmiare sul costo di un avvocato tributarista per, poi, imparare sulla propria pelle il detto: “Chi più spende meno spende”;

2. il contribuente diligente che si rivolge ad un avvocato non tributarista, ritenendo che “nel più ci sta il meno”.

Entrambi i tipi di contribuenti subiscono la verifica senza poter comprendere come vanno le cose e, infatti, al termine (notifica processo verbale di constatazione) pensano di essersela cavata egregiamente.

 

Contribuenti sottoposti a verifica senza difesa di un avvocato tributarista

Nella pratica professionale ho seguito tantissimi avvisi di accertamento notificati a seguito di verifiche fiscali in cui i contribuenti non avevano una difesa professionale.

L’ultimo caso che mi è capitato riguarda un collega che mi ha telefonato chiedendomi se rispondeva al vero ciò che gli aveva detto il suo consulente (altro collega che sporadicamente si occupava di diritto tributario).

Il suo avvocato non tributarista gli aveva detto che la verifica fiscale dev’essere preventivamente approvata dal locale Consiglio dell’Ordine avvocati.
Inoltre, un componente del Consiglio deve essere sempre presente nello svolgimento della verifica fiscale.

Non occorre essere un avvocato tributarista per capire che le informazioni sono palesemente errate!

Questa situazione cosa ci insegna? Diffidate delle imitazioni!

L’avvocato tributarista è un mestiere che non si improvvisa.

È un mestiere che non si fa per dovere.

Occorre appassionarsi al diritto tributario, studiare sempre.

Solo in questo modo si è utili al contribuente.

Essere utili è l’unica cosa che conta.

 

 

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