Residenza fiscale requisito base

Residenza fiscale delle persone fisiche – Luci ed ombre

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Uno dei requisiti per non essere considerati residenti fiscalmente in Italia è non essere iscritti nelle anagrafi della popolazione residente. Perciò, il contribuente persona fisica che si trasferisce all’estero deve cancellarsi da tali registri anagrafici per iscriversi nell’Anagrafe dei residenti all’estero. Cosa capita a chi omette la cancellazione, per distrazione, perchè impegnato in pensieri e progetti più interessanti della cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente? Vi propongo una visita guidata in un retaggio di archeologia burocratica.

Termini per impugnare una cartella di pagamento

Il postino mi ha consegnato una cartella di pagamento. Che faccio?

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La notifica di una cartella di pagamento è come lo sparo in una gara di sprint: chi sta fermo perde. Infatti, la cartella di pagamento è un atto che, se non impugnato nel termine di 60 giorni, diventa definitivo. Quindi, anche se è illegittima, se i termini di impugnazione vengono lasciati scadere, va pagata. E se si “collezionano” cartelle scadute, si può fare qualcosa? Cosa si rischia? Il semplice passare del tempo può essere un rimedio? Scopriamolo insieme.

Criteri esclusione da Tari

Dalla Cassazione una conferma sulla TARI per i rifiuti speciali

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La tassa rifiuti, ora TARI, è una delle più ignorate e delle più complesse da comprendere sia per i consulenti che per i giudici. L’Ordinanza n. 22331 del 5.09.2019 della Cassazione ha il pregio di “fare il punto” sull’esclusione da TARI delle aree produttive di rifiuti speciali e sugli adempimenti concreti che il contribuente deve porre in essere per individuarle. Altro aspetto pregevole è una chiara spiegazione dell’onere della prova, ripartito tra Comune e contribuente. Leggiamola insieme.

Processo tributario telematico

Processo tributario telematico: quando è inammissibile il ricorso?

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Dal primo Luglio la gestione del contenzioso tributario è passata dal cartaceo al telematico. Nonostante tre anni di regime facoltativo, numerosi sono i dubbi interpretativi. Molto spesso sono dovuti al complicato passaggio da una mentalità analogica ad una digitale.
La difficoltà ad assimilare una mentalità digitale purtroppo può essere fatale ai difensori.
Infatti, il ricorso tributario e, perciò, il processo tributario telematico potrebbero essere invalidati insanabilmente.
La giurisprudenza sarà impegnata in prima linea a dare chiarimenti ed interpretazioni. Un primo interessante contributo risale al 2018, ma diventa interessante a partire dal primo Luglio 2019: la Commissione Tributaria provinciale di Pavia si è pronunciata su un ricorso tributario telematico dichiarandolo inammissibile. Analizziamola insieme.

Residenza fiscale delle persone fisiche: novità dal Decreto crescita?

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L’articolo 5 del Decreto Crescita disciplina gli incentivi fiscali per il “rientro dei cervelli”. Di particolare interesse è l’articolo 5, comma 5-ter,  che riconosce i benefici fiscali anche ai cittadini italiani non iscritti all’AIRE e che rientrino entro il 31 dicembre 2019 purché abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi per il periodo di cui al comma 1, lettera a). L’apertura ad un concetto sostanzialistico, non legato al requisito formale della iscrizione ad un registro anagrafico, può essere applicata anche oltre la fattispecie del rientro dei cervelli? Scopriamolo insieme!

Quanto dura un processo tributario?

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Il processo tributario, salvo eccezioni, è una procedura snella e veloce. Questo perché è un processo scritto, senza prove testimoniali e, generalmente, con un’unica udienza di trattazione. Come denunciato in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario della Regione Marche, la situazione è destinata drammaticamente a peggiorare. La causa è dovuta al pensionamento del personale di segreteria e dei giudici tributari. Esiste una soluzione?

Cartella equitalia via pec

Cartelle Equitalia via PEC: qual’è il formato corretto?

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La notifica a mezzo PEC degli atti tributari (avvisi di accertamento, cartelle di pagamento ed ingiunzioni di pagamento dei tributi locali) consente una maggior snellezza nella procedura di notifica. Inoltre, è un modo per ridurre i costi ed aiutare l’ambiente. Tuttavia, occorre chiedersi se lo strumento PEC sia la “panacea di tutti i vizi dell’atto allegato”. Cosa intendo? Basta la PEC per far sì che un qualsiasi file possa essere trasmesso? Oppure occorre che l’allegato risponda a dei requisiti tecnici? Non meno importante è la domanda sulla sanatoria della nullità per raggiungimento dello scopo. In parole povere: una volta che il messaggio PEC è stato consegnato nella casella del destinatario la nullità della cartella di pagamento viene sanata? Cerchiamo di capire come stiano le cose…

Ricorso tributario notifica via pec

Ricorso tributario: novità sulla notifica via pec dopo le 21

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La notifica del ricorso tributario è il momento più importante del processo. Infatti, se è tardiva, il ricorso viene dichiarato inammissibile. Cioè, l’attività del difensore è stata inutile ed il diritto del contribuente non avrà chance di essere tutelato. Il processo tributario telematico inizia con la notifica del ricorso via pec. La tecnologia consente di ampliare i termini a disposizione del ricorrente. Infatti, la tecnologia permette di effettuare una notifica a qualsiasi orario, non essendo vincolata ad orari di ufficio. La notifica del ricorso tributario via pec dopo le 21 quando si intende effettuata? Si applica la sentenza n. 75/2019 della Corte costituzionale?

Redditi lavoro autonomo inerenza dei costi

Inerenza dei costi per i redditi da lavoro autonomo

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L’inerenza dei costi riguarda solo il reddito d’impresa o è applicabile anche a quello di lavoro autonomo? Se sì, ha le medesime caratteristiche del reddito d’impresa oppure sono differenti? Spesso l’Agenzia delle Entrate contesta l’inerenza dei costi agli studi professionali. Le motivazioni sono le più disparate. Si può rispondere a queste contestazioni oppure il professionista è destinato ad accettare l’avviso di accertamento? La sentenza 89/3/2019 offre degli spunti interessantissimi.