Amministratore di fatto e stabile organizzazione

Amministratore di fatto nella stabile organizzazione

Amministratore di fatto e stabile organizzazione: la sentenza 21693/2020 della Cassazione offre spunti di riflessione sulla “stabile organizzazione”. In particolare, sull’agente che opera nel territorio italiano. L’articolo 162, comma 6 del DPR 917/86 considera “stabile organizzazione” il soggetto situato in Italia che conclude contratti per conto dell’impresa non residente in Italia.
La condizione è che l’agente non sia indipendente. Ossia operi prevalentemente od esclusivamente per conto di una o più imprese estere a cui è correlato. L’amministratore di fatto si può trovare in questa situazione. Analizziamo insieme la sentenza.

 

Stabile organizzazione all’estero e attività economicamente rilevante

La sentenza 21693/2020 decide su una fattispecie in cui la sede fissa, utilizzata per svolgere in Italia attività economicamente rilevante per conto dell’impresa estera, sia gestita da un amministratore di fatto.
Cosa si intende per “attività economicamente rilevante”?
In riferimento alla stabile organizzazione “attività economicamente rilevante” significa che la base fissa sia stabilmente incardinata in Italia.
Inoltre, la base fissa dev’essere in grado, almeno potenzialmente, di produrre reddito.
Questo aspetto è il primo che dev’essere valutato per accertarsi che la base fissa sia stabile organizzazione.
Infine, l’attività svolta dev’essere autonoma rispetto a quella svolta dalla casa madre.
Se si verificano queste condizioni, la base fissa in Italia è una stabile organizzazione dell’impresa non residente.

Se, invece, la sede fissa svolge solo un’attività ausiliaria e preparatoria a quella dell’impresa non residente, non si considera stabile organizzazione.

–> Faccio un esempio.
Un’impresa austriaca ha un ufficio a Verona. Questo ufficio è una sede fissa. Come diventa stabile organizzazione dell’impresa austriaca in Italia? Ad esempio: se eroga servizi. Ad esempio: servizi di progettazione.
Perchè?
Perchè svolgere servizi di progettazione è un’attività che produce reddito in Italia, in modo autonomo rispetto all’impresa austriaca.

Se, invece, l’ufficio di Verona, ad esempio, stampa e “confeziona” i progetti elaborati dall’impresa austriaca, non produce autonomamente reddito in Italia.
Quindi, in questo esempio, non è una stabile organizzazione.

 

La stabile organizzazione deve svolgere la medesima attività dell’impresa non residente?

La sentenza analizza un altro aspetto.
La stabile organizzazione deve svolgere la medesima attività dell’impresa non residente?
Non necessariamente.
La condizione principale è che la base fissa in Italia venga utilizzata dall’impresa non residente per svolgere in Italia la sua attività.
Perciò, secondo la Cassazione l’attività può anche essere differente rispetto a quelle esercitate dalla casa madre non residente.
Dev’essere, però, riconducibile al soggetto che la esercita.

Prendo come esempio il caso analizzato dalla Cassazione: la base fissa in Italia svolgeva attività di finanziamento e di conclusione di contratti a favore dell’impresa non residente.
Tali attività costituiscono stabile organizzazione, in quanto è ipotizzabile che perseguano un autonomo risultato economico rispetto a quello dell’impresa non residente.

 

Amministratore di fatto e stabile organizzazione: qual è il collegamento?

Cosa c’entra l’amministratore di fatto con la stabile organizzazione?
Il collegamento è dato dall’attività svolta.
L’amministratore di fatto gestiva la base fissa in Italia.
Attraverso la stabile organizzazione l’amministratore di fatto concludeva contratti di acquisto e di vendita, contraeva mutui e finanziamenti ed effettuava investimenti sia per la base fissa che per soggetti terzi.
Pertanto, secondo la Cassazione, queste attività non erano solo funzionali all’attività dell’impresa non residente.
Con lo svolgimento di queste attività la base fissa produceva un autonomo reddito in Italia.

Quali sono gli elementi per ritenere l’amministratore di fatto un agente?
Emissione di fatture per conto della società non residente, conservazione della documentazione nell’interesse della società non residente, conclusione di contratti di vendita da lui firmati, tenuta dei rapporti con le banche.
L’attività di incasso delle vendite avveniva sui conti correnti bancari italiani.

Questi due aspetti: una base fissa che svolge attività economicamente rilevante in Italia ed un agente che la gestisce hanno fatto concludere che la base fissa fosse una stabile organizzazione.

Quando l’agente non è stabile organizzazione?
Se l’agente è indipendente non è stabile organizzazione dell’impresa non residente.
Ad esempio, un agente che conclude contratti per conto di più mandanti, residenti o non residenti, non è stabile organizzazione del mandante non residente.

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