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Se l’ Agenzia delle Entrate cambia orientamento è obbligata a risarcire il danno?

Prassi ministeriale - Agenzia delle Entrate

Sappiamo tutti che la prassi ministeriale, cioè le circolari e le risoluzioni ministeriali, non è fonte del diritto. Sappiamo tutti anche che spesso, se non sempre, le norme sono di difficile comprensione e lasciano dei vuoti interpretativi. Perciò, il contribuente fa affidamento sui chiarimenti che vengono forniti dall’Agenzia delle Entrate e si comporta di conseguenza. Purtroppo, in molte situazioni l’orientamento seguito in buona fede dal contribuente viene cambiato, anche radicalmente, dall’Agenzia delle Entrate. Il contribuente che riceve un avviso di accertamento o che viene sanzionato per il comportamento tenuto in base ad un orientamento ministeriale superato ha qualche tutela? Vediamolo insieme.

 

L’Agenzia delle Entrate e la lite fraudolenta

Nel mio post “Se l’Agenzia delle Entrate perde per lite fraudolenta”  mi sono occupata della condanna alle spese dell’Agenzia delle Entrate per il danno causato al contribuente da un comportamento contrario alla buona fede ed alla lealtà.

In parole semplici, la lite fraudolenta si identifica in tutti quei comportamenti con cui le parti abusano del processo.

L’Agenzia delle Entrate si comporta in modo fraudolento, ad esempio, se emette un avviso di accertamento in palese contrasto con l’interpretazione ufficiale contenuta in circolari o altri documenti di prassi.
Questo comportamento, infatti, obbliga il contribuente ad impugnare l’avviso di accertamento per far valere le sue buone ragioni, cioè ad iniziare una causa.

Avevo anche spiegato che il danno subito dal contribuente per lite fraudolenta può essere risarcito dall’Agenzia delle Entrate se la difesa del contribuente dimostra che il comportamento processualmente scorretto dell’Agenzia delle Entrate è stata la causa del danno che il contribuente ha subito.

 

Il contribuente e la prassi ministeriale

In questo post affronto un altro tema delicato, relativo ad un caso che si verifica frequentemente: è tutelabile l’affidamento del contribuente posto in un’indicazione contenuta in una circolare, in una risoluzione ministeriale o in un atto amministrativo?

Che cos’è la prassi ministeriale?
Sono quei documenti con cui l’Agenzia delle Entrate chiarisce i dettagli, gli aspetti pratici di una normativa oppure quei provvedimenti emessi nei confronti di un singolo contribuente.

Nella gerarchia delle fonti del diritto non troverete la prassi ministeriale, perchè non ha valore di fonte del diritto.
Cosa significa?
La prassi ministeriale è un’indicazione, una direttiva che l’Ufficio centrale dà a quelli sottoposti o un singolo atto riguardante un singolo contribuente.
In altri termini, la prassi ministeriale è un atto interno all’amministrazione, ininfluente all’esterno.

Quindi il contribuente che atteggiamento deve avere?

La prassi ministeriale non è fonte del diritto.

Perciò, personalmente applico le norme.
Utilizzo la prassi ministeriale come chiarimento, come esemplificazione e come commento alle norme.
Tuttavia, non bisogna mai dimenticare che la normativa prevale sulla prassi; perciò, la circolare che contrasta con la legge non può essere considerata come prevalente.

La circolare ministeriale contraria alla legge esprime solo il punto di vista dell’amministrazione.

Ripeto: la fonte del diritto è un’altra e si chiama legge e prevale sugli atti amministrativi.

 

Se l’ultima prassi disconosce la precedente?

Si può verificare che ad un atto amministrativo di un certo contenuto ne faccia seguito un altro di segno contrario.

È il caso deciso dalla sentenza 26143/2019 della Corte di Cassazione: al riconoscimento del regime di esenzione dalle accise sulla produzione di energia elettrica segue la notifica di un avviso di pagamento per accise sulla produzione di energia elettrica non corrisposte.

Il contribuente che si è affidato al primo atto di esenzione può trovare in esso la tutela in questa situazione?
Cioè:

Il contribuente può fare annullare l’avviso di pagamento perchè in precedenza era stato destinatario di un provvedimento di esenzione?

La Corte di Cassazione spiega che l’affidamento incolpevole del contribuente è tutelato, ma solo rispetto all’irrogazione delle sanzioni.
Questo proprio perchè la prassi ministeriale o i provvedimenti ministeriali non hanno valore di legge ed è solo la legge a cui il contribuente deve sottostare.

In termini pratici il contribuente che ha ricevuto una cartella di pagamento o un avviso di accertamento che disconoscono una precedente prassi ministeriale a cui egli, in buona fede, si sia uniformato non può fare annullare dalla Commissione tributaria l’intero atto impugnato, ma solo le somme chieste a titolo di sanzioni.

 

 

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