Effetti fiscali del contratto di affidamento fiduciario

Affidamento fiduciario – Uno strumento di pianificazione fiscale

Affidamento fiduciario per la pianificazione fiscale

Affidamento fiduciario – Premessa al tema della pianificazione fiscale

Effetti fiscali del contratto di affidamento fiduciario

Affidamento fiduciario: aspetti civilistici

Agevolazioni fiscali per l’affidamento fiduciario: ecco quali sono

Nei tre precedenti post qui sopra elencati ho trattato, per brevi cenni, della nozione civilistica di affidamento fiduciario, delle agevolazioni fiscali attribuite dalla L. 112/2016 al contratto di affidamento fiduciario e dei requisiti che deve avere l’atto di affidamento fiduciario in base all’articolo 6 della L. 112/2016.

In questo post invece cerco di rispondere ad un altro interrogativo.

Può l’affidamento fiduciario essere utilizzato, fuori dalle formalità richieste dalla L. 112/2016 e per raggiungere un obiettivo diverso dalla tutela delle persone con grave disabilità?

Ossia: può l’affidamento fiduciario essere valutato come l’alter ego italiano del trust?

 

Sommario.

  1. L’affidamento fiduciario e l’articolo 1322 del Codice civile

  2. Ragioniamo sulla struttura del contratto di affidamento fiduciario

  3. Un esempio di pianificazione fiscale in materia successoria

  4. A quali condizioni l’affidamento fiduciario è una soluzione?

 

1. L’affidamento fiduciario e l’articolo 1322 del Codice civile

Per rispondere all’interrogativo sull’utilizzabilità dell’affidamento fiduciario come strumento di pianificazione fiscale e di protezione patrimoniale occorre tornare alla struttura del contratto stesso.

Come sapete dai precedenti post l’affidamento fiduciario è stato definito in dottrina come:

“Il contratto per mezzo del quale un soggetto, affidante, conviene con un altro, affidatario, l’individuazione di taluni beni da impiegare a vantaggio di uno o più soggetti in forza di un programma, la cui attuazione è rimessa all’affidatario”.

Ribadisco quanto già contenuto nel post “Affidamento fiduciario: aspetti civilistici” che, in quanto contratto atipico (cioè non previsto dal Codice civile), l’affidamento fiduciario deve essere conforme al disposto dell’articolo 1322 del Codice civile, vale a dire perseguire interessi meritevoli di tutela secondo l’ordinamento giuridico.

Questa sottolineatura è estremamente importante sia per il contribuente che contatta il proprio avvocato tributarista che per l’avvocato tributarista stesso: l’affidamento fiduciario, come qualsiasi altro contratto tipico o atipico, non possono essere utilizzati per fini contrari al nostro ordinamento giuridico. Questo è da considerare a maggior ragione approcciando il tema della pianificazione fiscale: senza dilungarmi in un argomento estraneo a questo post, tuttavia, intendo chiarire che la pianificazione fiscale è lecita se non costituisce abuso del diritto, come definito dall’articolo 10 bis della L. 212/00.

 

2. Ragioniamo sulla struttura del contratto di affidamento fiduciario

Per comprendere come l’affidamento fiduciario sia fruibile per la pianificazione fiscale e per la separazione patrimoniale occorre ragionare sulla sua struttura.

Come spiegato in precedenza in merito agli aspetti civilistici dell’affidamento fiduciario, le parti nel contratto di affidamento fiduciario sono: l’affidante e l’affidatario.

La causa, ripeto atipica, ma meritevole di tutela, ai sensi dell’articolo 1322 del Codice civile, è  il programma destinatorio, che rappresenta la destinazione dei beni impressa dall’affidante ed il modo per realizzarla da parte dell’affidatario.

Perciò, l’affidante può stilare un programma destinatorio consistente, ad es., nel garantire il proprio mantenimento.

Oltre alle parti ed alla causa del contratto fiduciario occorre considerare che, per attuare il programma, l’affidante trasferisce all’affidatario la proprietà dei beni necessari al perseguimento dell’obiettivo, cui si sommeranno i redditi eventualmente prodotti da questi beni od altri beni acquistati dall’affidatario impiegando i beni che compongono il fondo iniziale.

I beni che possono essere conferiti nel fondo possono essere:

  • immobili;
  • beni mobili registrati (su cui grava il vincolo di destinazione, di cui all’articolo 2645- ter del Codice civile);
  • crediti;
  • beni mobili.

L’affidamento fiduciario costituisce una proprietà temporanea in capo all’affidatario e la separazione del patrimonio affidato rispetto a quello restante.

 

3. Un esempio di pianificazione fiscale in materia successoria

Dopo aver riflettuto sulla struttura e sugli effetti dell’affidamento fiduciario proseguo abbozzando un esempio di utilizzo dell’affidamento fiduciario in materia successoria.
È possibile che le aliquote delle imposte di successione vengano ritoccate; di questo argomento ci sono notizie sporadiche sia sui quotidiani specializzati che in rete ed, evidentemente, essendo l’applicazione di queste imposte legate all’evento in assoluto più imponderabile della nostra vita, non è possibile alcuna pianificazione.

L’affidamento fiduciario può essere una soluzione.

Si può ipotizzare di concludere un contratto di affidamento fiduciario con un soggetto che è erede legittimo, in base agli articoli 565 e segg. del Codice civile.

Ad esempio, un padre dà al figlio in affidamento fiduciario un immobile (che costituisce il fondo fiduciario), stabilendo come programma che deve gestirlo ed utilizzare i proventi della gestione per il suo mantenimento vita natural durante. Alla sua morte il fondo viene devoluto all’affidatario.

In questo modo, l’affidante coincide con il beneficiario.

Quali sono gli effetti di questo esempio di affidamento fiduciario?

Il bene immobile ha un vincolo di destinazione, che viene trascritto sui registri immobiliari, ai sensi dell’articolo 2645-ter del Codice civile e, perciò, la separazione del fondo fiduciario sia rispetto al patrimonio dell’affidante che dell’affidatario è opponibile ai terzi che vantino delle ragioni di credito successive alla data della trascrizione sui registri immobiliari.

Al momento della morte dell’affidante il fondo fiduciario viene devoluto al figlio, in base al programma fiduciario.

 

4. A quali condizioni l’affidamento fiduciario è una soluzione?

La creazione del vincolo di destinazione è soggetta ad imposta di successione e donazione?  Quali sono i presupposti?

Il D.Lgs. 346/90, riesumato dall’articolo 2, comma 47, del D.L. 262/2006, convertito nella L. 286/2006, tassa anche i vincoli di destinazione, definiti dalla C.M. 3/2008 come i negozi giuridici con cui determinati beni sono destinati alla realizzazione di un interesse meritevole di tutela da parte dell’ordinamento, con effetti segregativi e limitativi della disponibilità dei beni.

La C.M. 3/2008 elenca, a titolo esemplificativo:

  • la costituzione di un trust;
  • la stipula di un negozio fiduciario;
  • la costituzione di un fondo patrimoniale;
  • la costituzione, da parte di una società, di un fondo dedicato ad uno specifico affare (art. 2447-bis Codice civile).

L’affidamento fiduciario si avvicina al negozio fiduciario, dunque?

La tassazione dell’affidamento fiduciario dipende dalla volontà dell’affidante: se, come nell’esempio fatto sopra, l’immobile non viene trasferito al figlio, ma viene soltanto imposto un vincolo di destinazione, il contratto di affidamento fiduciario non produrrà effetti traslativi, cioè non farà passare la proprietà dell’immobile dal padre al figlio.

La scelta fatta dall’affidante comporta il solo assoggettamento ad imposta di registro in misura fissa, in quanto manca il passaggio di ricchezza per spirito di liberalità dal padre al figlio.

In questo caso l’affidamento fiduciario ha un costo ridotto: gli onorari notarili e l’imposta di registro in misura fissa.

È un valido strumento di pianificazione fiscale successoria?

No!
Vediamo perchè.

Se l’affidamento fiduciario viene utilizzato come strumento di pianificazione fiscale in materia successoria significa che deve ridurre le imposte di successione che, senza l’affidamento fiduciario, l’erede si troverebbe a pagare.

Ora, la riduzione è possibile solo se il passaggio di proprietà avviene in presenza di un’aliquota inferiore rispetto a quella applicabile in caso di morte.

Di conseguenza, se l’affidamento fiduciario non prevede il passaggio di proprietà dell’immobile e, perciò, l’applicazione dell’imposta di successione e donazione, è inutile per una pianificazione fiscale.

L’affidamento fiduciario può essere utilizzato per una lecita pianificazione fiscale. Il contribuente, prima di rivolgersi ad un avvocato tributarista per valutare la sua posizione, deve avere chiari sia l’obiettivo: se un semplice vincolo di destinazione o un trasferimento di proprietà, che i limiti derivanti dall’affidamento fiduciario: sia con effetti traslativi che senza di essi il bene che viene conferito come fondo fiduciario non è più nella disponibilità dell’affidante, ma fa parte di un patrimonio separato.

 

 

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